Eva Poles, 'Duramadre': 'Perché la vita è un po' una mamma severa'

Eva Poles, 'Duramadre': 'Perché la vita è un po' una mamma severa'

Negli anni novanta cantava "Acido acida" insieme ai suoi Prozac+ e, ancora oggi, quel motivo suona così familiare e attuale alle nostre orecchie; dieci anni dopo entrava a far parte dei Rezophonic di Mario Riso, interpretando "Regina veleno" il brano da lei scritto e musicato. E' forse da questa canzone che si deve partire per parlare di Eva Poles e del suo primo album da solista, "Duramadre", atteso per il prossimo 30 aprile. "Regina veleno" infatti è una delle prime canzoni che l'artista friulana ha composto da sé e per sé, poi prestata alla formazione "aperta" del cofondatore di Rock TV e successivamente inserita in "Duramadre", come traccia conclusiva del disco. Questo ce lo ha raccontato Eva, che abbiamo raggiunto telefonicamente per farci raccontare del suo esordio come solista. Partiamo dal titolo del disco: "Non ci crederai ma, dopo settimane e settimane che ci pensavo e ripensavo, una mattina in dormiveglia ho avuto questa specie di folgorazione. Mi è venuta in mente la parola 'duramadre' che sapevo avesse un significato ben preciso, ma per non sbagliare sono andata a cercare su Wikipedia. Ed ecco che aveva trovato un nome calzante alla perfezione per il disco. Perché a livello letterale rimanda a una madre dura. E cos'è al vita se non una mamma  severa?", ha spiegato la cantante, : "Mentre, a livello medico, la 'Dura madre'  è la membrana che protegge il sistema nervoso nel suo insieme".
Il disco è composto di 10 tracce scritte dalla Poles, ad eccezione di "Chainless", l'unico brano del disco cantato in inglese che porta la firma di Max Zanotti (ex Deasonika): "Il disco è una raccolta di esperienze. Parlo di crescita e di evoluzione. La conoscenza del proprio io avviene grazie al confronto, la comprensione è un viaggio interiore, un'esperienza evolutiva come la scoperta di un territorio inesplorato del quale tracciare i confini. Non è nato come un concept album, è venuto definendosi storia dopo storia, un pezzo dopo l'altro, anche se le tracce portavano tutte verso una destinazione comune, la vita. Ogni brano è un quadro che descrive lo spazio di un momento, uno stato d'animo o la sua esplorazione, la rabbia, la delusione, il dolore, il sogno, l'energia, il fuoco o la passione. Forse l'unico punto di biasimo di questo lavoro è l'eccessiva trasparenza. Le prime canzoni del disco sono più le scure, sono anche le prime che ho realizzato a livello cronologico, scritte in un periodo abbastanza difficile per me. E si sente. Procedendo nell'ascolto poi il disco si apre, diventa più allegro e vitale perché anche io ho fatto lo stesso tipo di percorso". Per esempio?. "Per esempio 'La tempesta' è stata scritta in un momento sicuramente più felice della mia vita e, infatti, parla di una grandissima incazzatura vissuta in modo positivo, come uno sfogo e non con struggimento", ha raccontato Eva, : "Poi c'è 'L.I.U.S.S.' che è un acronimo del titolo originario della canzone, ovvero 'Lontano in una stanza stretta'. Questo brano probabilmente è anche uno dei più rappresentativi del disco ed è un po' la trasposizione in musica di quel momento de "L'attimo fuggente" in cui tutti i ragazzi salgono sui banchi per guardare il mondo da un altro punto di vista. Ho scritto questo pezzo di getto, giuro, ho cambiato solo pochissime cose. Parla del ritrovarsi dopo aver perso la bussola, di quella presa di coscienza sulla realtà dopo un lungo periodo". Poi c'è "Cadono nuvole", il primo singolo estratto dal disco, attualmente in rotazione radiofonica: "Mi sembra che sia il brano che meglio racchiude il mood di 'Duramadre', un disco intenso e scuro. Ma anche eclettico".
Eva Poles sarà impegnata in una tournée in giro per l'Italia tra maggio e giugno prossimi (le date sono ancora da stabilirsi), durante la quale presenterà i brani del suo disco, alcune cover e il cavallo di battaglia "Acidoacida", un pezzo: "Che ormai è diventato di dominio pubblico, quindi è doveroso che io lo canti. Non farò altri pezzi dei Prozac, non mi sembra giusto". E c'è un futuro per i Prozac+? "Ne abbiamo parlato tante volte. La voglia c'è, ma non vogliamo forzare la mano. Non ci siamo mai ufficialmente sciolti in realtà, perciò dico che ogni cosa è possibile. Vedremo".

 

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