Grateful Dead, i loro concerti migliori rivivono in un videogioco

Uno studio condotto nel 2011 dalla ESA (Entertainment Software Association) colloca l'età media degli utenti dei videogiochi intorno ai 37 anni; quella dei Deadheads, i seguaci dei defunti Grateful Dead che tengono vivo il culto della leggendaria band di San Francisco scioltasi in seguito alla morte di Jerry Garcia nell'agosto del 1995, si è abbassata intorno ai 40 anni.


Sulla base di queste considerazioni di marketing, e di un accordo di cooperazione siglato a inizio del 2001 con i membri sopravvissuti della band e con Rhino Entertainment, Curious Sense (una società specializzata in media digitali e ubicata ad Asheville, in North Carolina) ha lanciato ieri "Grateful Dead Game: The Epic Tour", un gioco dalle connotazione fortemente psichedeliche (ma senza alcun riferimento esplicito alla "cultura della droga" cui la band è stata storicamente associata) che prende spunto e ispirazione dai più celebri concerti dei Dead. Lo sfondo e la colonna sonora del game online sono appunto costituiti da dieci dei migliori show tenuti dalla band nella sua storia trentennale, selezionati attraverso un referendum tra i fan.


"Quel che abbiamo fatto è stato creare un'avventura che viaggia nel tempo e nello spazio e attraverso la storia dei Grateful Dead", ha spiegato il fondatore di Curious Sense Adam Blumenthal alla stampa. "Il gioco non ha una vera fine", ha aggiunto, "l'obiettivo non è arrivare al termine ma continuare a divertirsi". In sintonia con l'etica hippy della band, la finalità non è di tipo competitivo, ma si basa piuttosto sui concetti di cooperazione, condivisione e "vibrazioni positive".


"Il gaming online è oggi un medium di massa, gli adulti ci giocano quanto i ragazzi", sostiene il titolare di Curious Sense. "Noi rimpacchettiamo gli album musicali come giochi". Richiesto di indicare il concerto più entusiasmante tra quelli inclusi nell' "Epic tour" dei Grateful Dead, Blumenthal - che si professa lui stesso un Deadhead - segnala quello tenuto nel 1977 alla Cornell University, "un grande campus facente parte della Ivy League nell'upstate New York, con meravigliose gole e cascate. Era un giorno di primavera, l'8 maggio del 1977. E quando il pubblico uscì dallo show fu accolto da una tempesta di neve! Sono cose come queste a rendere più epico un evento".  
 

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