Giovanni Lindo Ferretti,
la musica da ballo che muove il mondo

Giovanni Lindo Ferretti, la musica da ballo che muove il mondo
“Il mio problema più grosso era quello di unificare i due festival, pur tenendo conto che si tratta di due situazioni molto diverse”, Giovanni Lindo Ferretti, già voce dei CCCP e dei CSI spiega così la “linea editoriale” di “Per Te” e “Confusion&”, le due rassegne di cui è direttore e che si svolgeranno a partire da fine mese (vedi news). “Sono diversi innanzitutto nella collocazione: ‘Per Te’ si svolgerà a Bologna, in una piazza storica della città, ‘Confusion&’ in luoghi dell’Appennino emiliano più o meno sconosciuti. Mi piace l’idea di poter portare due spettacoli in spazi molto diversi, perché nella mia carriera musicale ho sperimentato direttamente che i concerti non vengono fatti solo dall’artista e dal pubblico, ma spesso direttamente dal luogo fisico”.
“Lo spazio musicale che entrambi i festival vanno a toccare”, spiega Feretti, “è quello delle grandi voci femminili non ancora conosciute al grande pubblico –Martirio o Busi Mhlongo per esempio- e la musica da ballo nella sua accezione più ampia, quella che sostiene il movimento, sia che arrivi dalle nostre zone piuttosto che dal Sudamerica o dalla Monogolia. Ciò vuol dire che, per esempio, in 'Per te' ci saranno due serate dedicate al tango e al valzer all’emiliana, in cui monteremo di fronte al palco il ‘praticabile’, la pista delle balere di campagna. Sono molto orgoglioso di aver portato nei festival un personaggio come Iller Pataccini, nome storico del valzer all’emiliana”.
Non è la prima volta che Ferretti, nella sua carriera, si accosta alla musica da ballo: già con i CCCP diede scandalo incidendo valzer come “Battagliero”. “Si, fa parte del mio percorso. Figurarsi che quando io e Massimo Zamboni fondammo i CCCP li definimmo come gruppo di musica da ballo. Ma non voglio parlare di ‘recupero’, perché sa di museo e io preferisco stare in mezzo alle cose vive. Oggi si parla di musica da ballo soprattutto in riferimento alle discoteche, a luoghi fisici deputati al movimento, che non mi interessano, pur con il reciproco rispetto.”
“Faccio fatica a disgiungere la musica dal ballo”, continua Ferretti, “So che la musica è anche altro, ma se non è altro, almeno che sia da ballo”.
A cavallo di “Confusion&” e “Per te” , che come già riportato nelle news si apriranno rispettivamente il 23 giugno e il 13 luglio, si svolgerà un evento eccezionale: “Per grazia ricevuta”, serata che vedrà Giovanni Lindo Ferretti celebrare la memoria di Don Dossetti insieme a Ginevra Di Marco, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. Ovvero gli ex-CSI -meno Massimo Zamboni- per la prima volta assieme su un palco dopo il recente annuncio dello scioglimento.
“Non sarà un concerto dei CSI”, ci tiene a precisare Ferretti, “Ma una serata per celebrare la memoria di un personaggio storico, uno dei padri della patria, che insieme alla sua generazione, ha lasciato molto a quella attuale. Da qui il titolo della serata, ‘Per grazia ricevuta’”.
Come noto i CSI, che già dedicarono alla memoria del prete-politico l’album “Linea gotica”, hanno ufficializzato il proprio scioglimento con la recente pubblicazione dei due volumi dell’antologia “Noi non ci saremo” (vedi news). “All’inizio dell’anno il comune di Monzuno, dove Don Dossetti creò il suo eremo dopo il ritiro dalla vita politica e che si trova vicino a Marzabotto, dove avvenne il più grande eccidio perpetrato dai nazifascisti, mi chiese di organizzare una serata. Ho deciso di accettare di celebrare la figura di questo grande personaggio, una figura religiosa contraddistinta da un’integrità e una laicità che farebbero invidia alla sinistra attuale. Ho accettato di farla da solo, ma ho chiesto aiuto ai miei compagni musicali, ovvero Maroccolo, Di Marco, Canali e Magnelli”.
La serata, spiega Ferretti, sarà costituita da letture di brani, da raccordi musicali e dall’esecuzione di quei brani musicali del repertorio dei CSI che sono più adatti al tema, come “Guardali negli occhi” e “Linea Gotica. “Sarà un equilibrio labile e precario tra la musica e le parole. Evidentemente, perché quelli sul palco non sono più i CSI, anche le canzoni saranno scarnificate. Che non vengano a vedere la serata quelli che vogliono vedere i CCCP e ballare…”.
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