Tornano i Luf: nel nuovo disco rivisitano i brani di Francesco Guccini

“Per questo disco ho scelto le canzoni che mi son divertito a suonare allora, quando avevo 30 anni di meno": è con queste parole che Dario Canossi, cantante dei Luf, racconta come sia nato il nuovo album della band milanese “I Luf cantano Guccini". Un disco che la stessa band definisce non come un tributo ma come una sorta di regalo per il settant'anni del cantautore emiliano: "Abbiamo vestito quelle belle signore, che sono le canzoni di Guccini con abiti nuovi, fatti a mano, con fisarmonica, violino e cornamuse e le abbiamo fatte ballare con contrabbasso, banjo e batteria. Nessuno stravolgimento, solo un giro in campagna”.
Tra le canzoni presenti nel disco ci sono "Dio è morto", "Canzone per un' amica", "Vedi cara", "Eskimo" e "L'avvelenata"; alla realizzazione di “I Luf cantano Guccini" hanno collaborato Ranieri "Ragno" Fumagalli (baghet in “Canzone per un amica”, flauto in “Bologna”, cornamusa in “Dio è morto”, cornamusa in “Canzone per un amica”, flauto ne "L’avvelenata”), Lorenzo Cazzaniga (chitarre, dobro) e Alberto Patrucco: "Speriamo che chi come noi è cresciuto a pane e Guccini", ha spiegato la band, "non si senta offeso da questa irriverente lettura e chi invece ha la fortuna di avere oggi 20 anni, possa accompagnare il viaggio della vita con una colonna sonora di cui essere fiero anche fra trent’anni”.
I Luf sono un ensemble composto di base da dieci elementi e attualmente Dario Canossi (chitarra e voce), Sergio “Jeio” Pontoriero (banjo, djambè, darbuka, cembalo, shaker e voce), Sammy Radaelli (batteria), Alessandro Apinti (violino), Cesare Comito (chitarra acustica, e voce), Matteo Luraghi (basso e voce), Stefano Civetta (fisarmonica e voce), e Pier Zuin (highland bagpipe, gralla dulce in sol, flauto traverso irlandese in re, tin whistle in re, bodhran).

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