John Lennon e Brian Epstein, riemerge la ‘gay story’

John Lennon e Brian Epstein, riemerge la ‘gay story’
Il “Sunday Times” di oggi annuncia con una certa enfasi l’uscita di “The Quarrymen”, un libro di Hunter Davis che ripercorre le vicende della band da cui ebbero origine i Beatles. La notizia, rilanciata dalle agenzie britanniche, è ripresa pari pari dall’ANSA, che si limita a tradurla (frettolosamente) senza commentarla. Invece, la piccola storia merita attenzione.

Hunter Davies è stato il primo biografo ufficiale dei Beatles: il suo libro, “The Beatles” (1970, poi rieditato e ampliato), resta un testo imprescindibile nella storiografia della band. Ma quella di Davies è appunto una biografia “autorizzata”, quindi necessariamente poco illuminante sugli angoli meno chiari delle vicende umane e professionali del quartetto.
Evidentemente intenzionata a far credere che il nuovo lavoro di Davies sia più ricco di retroscena del precedente, la casa editrice si è affrettata a far trapelare due “anticipazioni” che dovrebbero avere sapore di inedito. La prima: Lennon voleva allontanare Paul McCartney dai Quarrymen, ritenendolo “precocious”. L’ANSA azzarda un “precoce”, evidentemente tradendo lo spirito della frase: era già noto che Lennon viveva con fastidio la presenza di Paul nei Quarrymen (pur avendolo arruolato lui stesso), ma non perché lo ritenesse “precoce”, ma perché lo riteneva “acerbo, immaturo”. Parliamo del 1957: allora John aveva 17 anni, Paul 15.
Eric Griffiths, che pure faceva parte dei Quarrymen, rivendica il merito di aver convinto John a non dare seguito a quella decisione; e Davies, nel suo nuovo libro, ne riporta le parole: “Mi piace pensare che quello sia stato il mio maggior contributo alla storia dei Beatles: non aver lasciato che John cacciasse Paul dai Quarrymen”.

Lo stesso “Sunday Times”, la stessa agenzia internazionale e la stessa ANSA riportano poi la seconda e più succosa “rivelazione” contenuta nel libro di Davies: la conferma che fra Lennon e Brian Epstein, manager dei Beatles, ci sia stata una relazione sessuale (“The book also discloses for the first time that Lennon had a brief affair with Brian Epstein”). Davies sostiene di averne avuto notizia proprio da Lennon, ma di non averci creduto fin quando Pete Shotton, amico di Lennon e pure lui membro dei Quarrymen, gliene ha dato conferma. L’affaire è cronologicamente collocato nell’aprile del 1963, per essere più precisi nell’ultima settimana di aprile.
La notizia, che può apparire sensazionale, è invece tutto meno che inedita. Albert Goldman, nel suo “The lives of John Lennon” (1988), dedica al tema parecchie pagine, dalle quali traduciamo alcuni estratti:
(a Barcellona, dove John e Brian erano andati insieme in vacanza) “Eppy continuava a starmi addosso, finché una sera ho finito col tirarmi giù i calzoni e gli ho detto: oh, santo cielo, Brian, allora tiralo fuori e mettimelo nel c.... E lui mi ha risposto: In effetti, John, io non faccio quel tipo di cosa. Non è quello che mi piace fare. Beh, risposi io, cos’è che ti piace fare, allora? E lui mi ha detto: Io vorrei proprio soltanto toccarti, John. E così ho permesso che mi masturbasse... Sì, tutto qua. Povero bastardo...”.

Qualche anno più tardi, però, Lennon diede al manager Allen Klein un’altra versione dei fatti: “L’ho masturbato perché volevo tenere sotto controllo l’uomo che teneva sotto controllo le nostre vite e le nostre carriere”. Secondo Goldman, John e Brian non si limitarono a un singolo contatto sessuale: la loro relazione continuò in maniera intermittente finché Brian restò in vita. Sempre secondo Goldman, Brian Epstein raccontò a Peter Brown la propria versione dei fatti:
Disse che aveva fatto un p. a John. Lennon non poteva permettersi di ammettere un atto così intimo, perché l’avrebbe fatto passare per una checca. E infatti, la prima volta che qualcuno stuzzicò John a proposito del suo viaggio in spagna con Brian, John quasi uccise il malcapitato.

Il fatto avvenne il 18 giugno, durante la festa per il ventunesimo compleanno di Paul, a Huyton, nella casa della zia di Paul, Gin (quella citata nel testo di “Let ‘em in” degli Wings).

Fu Bob Wooler (un promoter e disc jockey locale che nel gennaio 1961 aveva offerto un ingaggio ai Beatles), a rivolgersi a John con queste parole: “Com’è andata la luna di miele?”. Ritenendo che Wooler alludesse al suo viaggio in Spagna con Brian, John andò su tutte le furie: colpì Wooler con un pugno in pieno naso, e cominciò ad accanirsi su di lui con una pala raccattata in giardino. Ci vollero tre persone per fermarlo: Wooler andò in ospedale con il naso, una clavicola e tre costole rotte; John si era rotto un dito. Per chiudere la faccenda ed evitare che ne derivasse una cattiva nomea ai Beatles, Wooler fu tacitato con un risarcimento di 200 sterline.


Se abbiamo dedicato tanto spazio a questa relativamente piccola notizia, è soltanto per mettervi in guardia rispetto a quanto probabilmente da domani leggerete sui giornali: scommettiamo che tutti prenderanno per buona la “clamorosa rivelazione”?
(fz)
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