Il ritorno degli A-Ha: ‘Ecco il nostro primo vero album’

Il ritorno degli A-Ha: ‘Ecco il nostro primo vero album’
Un lampo improvviso, un exploit che li ha portati dal nulla in testa alle classifiche di mezzo mondo. Questo è stato "Take on me", il singolo che nel 1986 fece esplodere il fenomeno A-Ha, con la complicità di un riuscito videoclip. L'impresa non fu mai bissata dal gruppo ma loro, tre ragazzi nordici – oggi ormai piuttosto cresciuti - di bell'aspetto e di belle speranze, hanno cavalcato l'onda del successo per qualche anno, producendo album dignitosi e conquistandosi uno spazio nella storia del pop. Poi hanno scelto di andare ognuno per la propria strada: Paul Waaktaar ha formato i Savoy con la moglie Lauren, Morten Harket ha inciso un album come solista e Magne Furuholmen si è dedicato alla pittura. Oggi, dieci anni dopo, gli A-Ha ritornano sulla scena con "Minor earth/Major sky", un album che riprende il discorso dove i tre lo avevano lasciato. Loro sostengono che in realtà non c'è mai stato uno scioglimento ufficiale e quindi non si può nemmeno parlare di ricostituzione.
"Ho continuato a scrivere canzoni con gli A-Ha, brani che sono ora presenti nel nuovo disco," spiega Paul Waaktaar. Che racconta come quella di tornare sulle scene sia stata una decisione nata un po’ per caso: "Siamo stati invitati alla cerimonia per la consegna dei premi Nobel nel 1998 a Stoccolma, dove ci hanno chiesto di comporre e interpretare una canzone. Una richiesta alla quale non potevamo dire di no. E' stata la migliore canzone che abbiamo mai fatto e quindi ci siamo resi conto che forse avevamo ancora qualcosa da dire. Così abbiamo deciso di riunirci e da qui è nato 'Minor Earth/Major sky'".
Un album che suona come un'evoluzione naturale dei lavori precedenti della band. Gli A-Ha di oggi, cioè, non sembrano poi molto lontani da quelli di dieci anni fa; cambia invece la loro posizione nei confronti della musica e del music-biz: "Abbiamo avuto un grande successo negli anni Ottanta" - ricorda Waaktaar - "e c'era così tanta gente che lavorava per noi da farci sentire trasformati in un'industria. Oggi vogliamo semplicemente essere una band che suona. Facciamo musica per noi stessi, per divertirci, senza pianificare troppo il futuro”. Novità interessante è che in "Minor earth/Major sky" tutti e tre i membri della band hanno collaborato alla realizzazione dei brani, cosa che in passato non succedeva. “Sì,” sottolinea Waaktar, “questo è probabilmente il primo vero album degli A-Ha".
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