Slash e John McLaughlin insieme a Cannes. E i Guns? «Chissà...»

Slash e John McLaughlin insieme a Cannes. E i Guns? «Chissà...»
"La Repubblica" racconta la "Notte delle chitarre" avvenuta il 27 gennaio al Midem di Cannes: sul palco, insieme, c’erano Slash, John McLaughlin e Vicente Amigo. Scrive Laura Putti:

«Dopo aver proposto ognuno la creatività del momento, i tre grandi chitarristi hanno compiuto il miracolo della musica.

Che può unire lingue e culture diverse, in questo caso diversissime, e può convincere, con le buone maniere, cioè a volume e velocità accettabili, anche un pubblico entrato in un auditorium classico per ascoltare musica più o meno classica. Anche se sin dall'ingresso in sala, quegli amplificatori Marshall (modello "Slash") accanto all'Orchestra Regionale di Cannes-Provence Alpes-Cote d'Azur, autorizzavano ad attendere sorprese. (.) McLaughlin, distinto englishman in smoking, ha eseguito un suo Concerto per chitarra e orchestra; proprio come il bel Vicente Amigo, divo della chitarra flamenca, accompagnato anche da un gruppo con "cantaor". La composizione di Amigo, impregnata di tradizione classica spagnola, è stata una magnifica novità. Ma per il pubblico la grande sorpresa è arrivata con l'apparizione in scena di un tipo in nero dall'aspetto poco raccomandabile: camicia di velluto scesa sulle spalle, pantaloni di pelle aderenti ficcati dentro stivali da cowboy, un'enorme tuba calcata in testa, Gitane in bocca e il viso coperto da capelli lunghissimi, Slash ha accennato un saluto veloce e si è seduto accanto a Bireli Lagrenne, il gitano nel quale molti in Francia vedono l'erede di Django Reinhart, e al francese Sylvain Luc. Non ha faticato, una delle più straordinarie chitarre rock, già anima dei Guns n’ Roses, ad adeguarsi a sonorità più miti. Il trio ha eseguito due brani che, prima di diventare molto altro, inziavano come "Don't let me be misunderstood" e "Let it be". E mentre accanto, nel Grand Auditorium, si consumava la notte flamenca per i cento anni della Sgae (la Siae spagnola), con Enrique Morente, Carmen Linares, Antonio Canales, Lagartija Nick e molti altri, sul palco del Debussy senza più l'orchestra i tre si sono ritrovati in scena per una breve jam session completamente improvvisata. Un giro di blues iniziato da Slash e tutti dietro, con continui ed emozionanti dialoghi tra McLaughlin e la rockstar; con McLaughlin che si lancia in pose rock e suona la chitarra con la bocca e Slash che, qualunque cosa faccia il maestro inglese, lo segue devoto; e gli altri chitarristi per nulla frustrati, anzi lusingati dal ruolo di comprimari di una riunione storica. Ed è stata energia purissima, nonostante l'americano fosse arrivato, annunciato all'ultimo momento, poche ore prima da Los Angeles. Il tempo di una prova in albergo e di un breve incontro con la stampa, poi via direttamente sul palco. .


In sala stampa le domande per Slash, finalmente non mascherato da rockstar, con capelli legati e viso scoperto (e piercing, tatuaggi ed eterna Gitane) sono state in gran parte per i Guns n’ Roses. "In questo momento sto provando con gli Snakepit, la mia nuova band. Il nostro secondo disco, a quattro anni dal precedente, dovrebbe uscire tra maggio e giugno".
Non si può sperare in un ritorno con i Guns? "Il gruppo ora è soltanto Axl Rose, noi altri ce ne siamo andati. Con il resto della band sono in ottimi rapporti, tanto che la scorsa settimana abbiamo fatto un concerto al Sundance Festival. Lo scioglimento è stato per me molto doloroso perché, nonostante io non riesca a lasciare niente e nessuno, ero arrivato a un punto di non ritorno, avevo esaurito il mio entusiasmo per quel progetto. Ma se un giorno Axl volesse risolvere i suoi problemi in modo giusto e per un caso noi altri fossimo da quelle parti, perché no, potremmo anche tornare a fare qualcosa insieme"».
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