Articoli - 24/03/2000
Pelù parla di 'Né buoni né cattivi' («un disco barocco») e prepara il debutto live a Imola
Credits: Gianni Sibilla
Piero Pelù sarà il principale artista italiano in cartellone all'Heineken Jammin' Festival di Imola (vedi News). Il cantante è intervenuto alla presentazione della "tre giorni" dell'Autodromo, spiegando: «Quello del 17 giugno sarà il mio primo concerto da solo, fatta eccezione per il "Circo Pelù" del 31 dicembre a Rimini. Farò tutti i pezzi del disco nuovo e alcuni dei vecchi dei Litfiba, perché comunque è stata una parte fondamentale del mio passato. Penso a uno spettacolo un po' barocco, un po' come il disco, che uscirà il 14 aprile e si intitola "Né buoni né cattivi" (il singolo, "Io ci sarò", uscirà il 31 marzo). E' un album che presenta suoni e generi musicali che finora non avevo mai affrontato, tipo la tarantella mischiata al tex-mex o il funky acido mischiato al rock».
Il concerto di Pelù potrebbe ospitare qualche "special guest": ad esempio Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, vecchi compagni nei Litfiba, o anche Ligabue e Jovanotti. «Non so cosa faranno in quel periodo, glielo chiederò; proprio ieri sera ci siamo visti per vedere come sviluppare il discorso avviato con “Il mio nome è mai più”». Pelù si è anche soffermato a spiegare l'uscita di "Perfetto difettoso", scritto col giornalista Massimo Cotto. «Scrivere un libro su di me non fa certo parte della mia natura, sembra pretenzioso. Ma i ragazzi non facevano che dirmi: “Perché te ne sei andato, hai lasciato Ghigo, sei uno stronzo...”, quindi mi è sembrato giusto raccontare in prima persona quello che ho fatto nella mia carriera».
Il concerto di Pelù potrebbe ospitare qualche "special guest": ad esempio Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, vecchi compagni nei Litfiba, o anche Ligabue e Jovanotti. «Non so cosa faranno in quel periodo, glielo chiederò; proprio ieri sera ci siamo visti per vedere come sviluppare il discorso avviato con “Il mio nome è mai più”». Pelù si è anche soffermato a spiegare l'uscita di "Perfetto difettoso", scritto col giornalista Massimo Cotto. «Scrivere un libro su di me non fa certo parte della mia natura, sembra pretenzioso. Ma i ragazzi non facevano che dirmi: “Perché te ne sei andato, hai lasciato Ghigo, sei uno stronzo...”, quindi mi è sembrato giusto raccontare in prima persona quello che ho fatto nella mia carriera».
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