Rettore con Elio e le Storie Tese

Rettore con Elio e le Storie Tese
Dopo il brano realizzato con gli Statuto ("La mia radio", cover del pezzo dei Selecter di vent’anni fa) Donatella Rettore ha in programma un rilancio con una raccolta di successi reincisi (con "Io ho te" in versione hip-hop e "Splendido splendente" in versione techno) e due brani nuovi, uno dei quali con Elio e le Storie Tese. «Si chiama "Fax", ma sinceramente a me sarebbe piaciuto fare una cosa un po’ ironica, invece Elio ci è andato un po’ pesante. Non è che mi faccia impazzire» . Il ritorno avviene dopo un periodo di pausa «che non ho scelto di fare io. Mi è stata un po’ imposta, perché sono un personaggio che dà fastidio. Il fatto è che ho sempre detto la verità, e nella discografia questo non va bene, perché c’è una certa mafia. Ho un nemico che neanche conosco, una persona che mi ostacola. Non essendo una che viene promossa di qua e di là, ne pago le conseguenze. Per fortuna ho un pubblico affezionato, anche se negli anni ’90 ogni volta che ho fatto un disco ho avuto la brutta sorpresa di non essere pagata. Ormai faccio dischi praticamente gratis, perché ho perso la speranza. Mi consola il fatto di aver lasciato qualche segno nel modo di cantare, e di interpretare le canzoni. Carmen Consoli, Marina Rei, e soprattutto Irene Grandi mi sembrano tutte mie figliocce. Marina Rei tra l’altro l’ha detto apertamente. Ma credo che la mia mancanza si sia sentita: direi che appena io mi sono fatta da parte, Anna Oxa si è trasformata in qualcosa di molto simile a me».
Parlando di colleghe, la tentazione di chiederle come siano i suoi attuali rapporti con Loredana Berté, con la quale diede vita a una rivalità storica, è troppo forte. «Ha fatto tutto lei. Io la ammiravo, lei cantava canzoni bellissime. Andavo ai suoi concerti, una volta le ho anche chiesto l’autografo. E’ stata lei ad aver paura che una ragazzina le facesse ombra. Puntava molto sul suo disco "Bandaberté", ma io con "Splendido splendente" gliel’ho "ammazzato" in classifica. Poi, sai, lei non è un tipo che non litiga. Da un giorno all’altro smise di salutarmi. E a un certo punto si è incavolata. Non è stato divertente. Parolacce, carabinieri... Mi ha querelato, e ha perso, perché parlava di certe mie "dichiarazioni" che non si capiva bene da dove provenissero... Comunque, quella con cui ho litigato veramente è stata Marcella Bella. E’ successo durante un Sanremo, ci stava intervistando Vincenzo Mollica, io stavo parlando, lei mi ha interrotto, e io le ho detto: "Stai zitta, se no ti stappo", scherzando sul fatto che è piccolina. Lei se la prese fin troppo. Del resto, non è particolarmente intelligente» .
Parlando di Sanremo, tra qualche settimana ci siamo. Cosa ricordi delle tue partecipazioni?
«Ho fatto 4 Festival. Ma mi fa paura, mi ha sempre fatto soffrire. In particolare, non rifarei Sanremo ’86. Soprattutto per la canzone che avevo, "Amore stella". Potevo fare di meglio».
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