Festa bahiana a Milano con Daniela Mercury

Di lei il poeta brasiliano Jorge Amado ha detto: “Il nostro amore per Daniela Mercury è puro, è l’amore dei semplici mortali per una stella che risplende nel cielo di Bahia. E’ più che amore, è adorazione”. E a giudicare dall’accoglienza che Milano ha riservato alla Mercury, non c’è dubbio che siano in molti ad essere d’accordo con l’intramontabile poeta bahiano. Questa passione incondizionata nei confronti della trentatreenne cantante è forse un po’ esagerata se si considera esclusivamente il suo repertorio artistico; bisogna però riconoscere che ogni concerto di Daniela Mercury non è solo un evento musicale, ma è molto di più: è calore, è allegria, è “saudade” della propria terra.
Di fronte a un pubblico composto in netta maggioranza di brasiliani, con tanto di magliette della Seleção e immancabili bandiere giallo-verdi, Daniela Mercury inizia il suo show con una serie di pezzi scatenati di samba-reggae, che altro non è se non l’originale e azzeccata mistura di questi due generi musicali. “Madagascar”, “Timbalada”, “Por amor ao Ilê” danno il via alle danze, nel vero senso della parola, che dureranno per tutti i novanta minuti del concerto. La cantante nata a Salvador da Bahia ha dalla sua una simpatia innata e coinvolgente, una voce intonata e potente (le biografie narrano che abbia scoperto il proprio talento vocale cantando a tredici anni un pezzo di Elis Regina sotto la doccia!) e una presenza fisica che non lascia indifferenti.
Le canzoni sono tratte prevalentemente dal suo quarto album, “Feijão com arroz”, e dal secondo, “Canto da cidade”, che l’ha resa famosa a livello mondiale (più di un milione e duecentomila copie vendute). Il gruppo che accompagna Daniela non è niente male, con le percussioni (quattro elementi) che fanno la parte del leone. Dalla platea sembra di assistere a un’interminabile lezione di... aerobica: la cantante, supportata da due scatenate ballerine, chiede al pubblico di danzare con lei, e sotto il palco è un continuo saltellare e alzare le braccia a ritmo. Le canzoni si susseguono senza sosta, e Daniela tra un pezzo e l’altro scherza con il pubblico, quasi sempre in italiano (cosa che raramente avviene con gli artisti brasiliani), invita tutti ad andare a trovarla a Bahia (magari...) e invoca addirittura una finale del Mondiale di calcio tra Italia e Brasile.
Tra le canzoni più interessanti e meglio interpretate, “O charme da liberdade”, O reggae e o mar” (ancora più reggae che nella versione su disco) e la tanto attesa “Canto da cidade”. Il concerto volge al termine, ma c’è ancora tempo per un’originale presentazione del gruppo, con assoli che spaziano dal rock al funky, e per due pezzi particolarmente apprezzati dal pubblico, “Batuque” e “Swing da cor”, canzone che ha dato il titolo al primo album di Daniela. L’unico bis è una sorpresa: “Pais tropical” in versione salsa!
Per gli amanti della musica brasiliana, segnaliamo i prossimi appuntamenti al Festival latino-americano di Assago (MI): 28 giugno, Skank (reggae e ska, autori del pezzo “Garota nacional” che tanto successo ha avuto l’anno passato); 30 giugno, Diana Miranda (voce emergente nel panorama della musica brasiliana); 7 luglio, Banda Eva (samba-reggae all’ennesima potenza, se non amate il ballo è meglio starsene a casa!) e gran finale, il 9 luglio, con Jorge Ben Jor (da non perdere assolutamente).

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