Alioscia e Michelino dei Casino Royale e il loro progetto drum'n'bass...

Confuso? Disorientato? Deluso? Inizia così, con questi tre interrogativi, l'intervista ad Alioscia, front man di Casino Royale, oggi artefice, insieme a Michelino (il chitarrista di Casino), del progetto Royalize. L'unico piccolo particolare è che i tre interrogativi non fanno parte della serie di domande preparate dal giornalista. No! I tre interrogativi li ha posti Alì al giornalista di turno che, abituato a "smazzarsi" dischi di drum'n'bass, come è "Royalize", non è rimasto né confuso, né disorientato, né deluso, anzi. "Sono contento che abbiate fatto questo disco", ribatto. "E' un album che non ha nulla da invidiare alle produzioni d'n'b d'Inghilterra, la culla di questo genere musicale". Rassicurato da questa affermazione e forse invigorito da un invitante piatto di roast beef arrivato sul nostro tavolo, Alioscia, come è solito fare, inizia a parlare, come un fiume in piena, di Royalize.
"Tengo a precisare che questo disco esce firmato con uno pseudonimo come Royalize. Ci tengo a sottolineare l'uso di questo pseudonimo perché non vorrei che questo album, che è un disco drum'n'bass dall'inizio alla fine, fosse interpretato come l'ennesima svolta dei Casino Royale. Non lo è, anche se non stonerebbe con il nostro stile, viste le direzioni diverse in cui nell'arco di questi anni ci siamo spinti. E' soltanto un disco in cui sono espresse le nostre pulsioni, i nostri bisogni, bisogni che vanno oltre il singolo da radio da scrivere per far contenta la casa discografica di turno".

E così, per poter pubblicare Royalize vi siete dovuti mettere in proprio e aprire una vostra etichetta, la Royality…
"Si, Royality è la nostra label indipendente, ma non solo. Per noi è un modo per crescere, per diventare più grandi. Con questa etichetta siamo liberi di fare quello che più ci piace, di produrre in futuro anche altri gruppi con cui ci sentiamo in sintonia. E' congelato invece, almeno per ora, il progetto Casino Royale....".

Come mai? Problemi di soldi…Un progetto come Casino Royale si presuppone che abbia bisogno di un maggior apporto, anche dal punto di vista economico…
"Sì, c'è anche l'aspetto economico, ma non è l'unico elemento che per ora ci ha fatto mettere da parte Casino Royale. Ciclicamente un gruppo ha bisogno di rigenerarsi. Inoltre c'è bisogno di trovare un produttore che ci vada bene. Negli anni scorsi, dopo aver lavorato con Ben Young (in "Sempre Più Vicini", n.d.r), avevamo trovato la nostra strada. Eravamo in grado di gestire in prima persona l'aspetto della produzione. Ora sentiamo che c'è bisogno di qualcuno che ci direzioni, che si prenda delle responsabilità che tu, come gruppo, non sei capace di gestire".

Per Royalize avete scelto come produttore Digital (produttore techstep del giro di Goldie, di cui sono usciti diversi singoli su Metalheadz, una delle etichette drum'n'bass più rispettate, la label, appunto, di Goldie). Cosa mi dici di questo rapporto…
"Abbiamo contattato Digital perché eravamo consapevoli di alcuni limiti che erano venuti a galla durante il tour di Royalize Soundsystem (alla fine del 1998, n.d.r.). C'era molta intuizione in questo approccio al drum'n'bass ma i suoni erano un po' datati. Michelino aveva "buttato dentro" qualche sample ma il risultato finale non ci convinceva fino in fondo. Così abbiamo pensato che lavorare con un produttore sarebbe stata una scelta vincente. Primo perché il budget ce lo permetteva. Secondo perché Michelino ha una capacità di apprendimento enorme e ogni volta che si lavora con un produttore impara e carpisce segreti a 'sti inglesi in maniera impressionante. All'inizio si era parlato di EZ Rollers (progetto drum'n'bass inglese di punta in quella che oltre manica viene definito drumfunk, una delle tante mutazioni jungle sbilanciata verso sonorità funk, n.d.r.), ma non era quello che volevamo veramente. Le pulsioni che c'erano dentro di noi ci hanno portato naturalmente verso suoni più estremi, verso quella che viene definita darkstep. Così, seguendo anche le indicazioni di Luca (Boselli, fra i principali animatori delle serate di Pergola Tribe, ieri in Pergola oggi, la maggior parte delle volte, a Breda Occupata, n.d.r.), siamo entrati in contatto con Digital. A lui il nostro materiale è piaciuto fin dall'inizio, anche perché i samples che usa Michelino, oggi con "Royalize", ieri con Casino Royale, che poi sono quelli che danno il "flavour" alla nostra musica e che la rendono originale, erano in linea con i gusti di Digital. Così se n'è venuto a Milano una decina di giorni, abbiamo lavorato sui DAT ed è venuto fuori "Royalize", un disco che, terrei a precisare, non è una proclamazione, un mezzo attraverso cui diciamo alla scena italiana; ecco, i Casino Royale sono stati i primi a fare un disco d'n'b in Italia, no. Il nostro approccio a questo lavoro è stato molto umile e non ha mire di questo tipo. Inoltre non è nemmeno un disco senza senso all'interno della nostra evoluzione. Quando hai ben presente le tue radici, che per noi sono il reggae, il roots, l'hip hop, e le ritrovi nel drum'n'bass, è naturale il tuo avvicinamento a questo tipo di sonorità".

Dove si posiziona "Royalize"? E' musica da ascoltare sulla pista da ballo o in casa?
"La funzione del drum'n'bass è e rimane quella di far ballare la gente. Io stesso, se ascolto "Royalize" a casa a volume moderato, non mi entusiasmo come quando lo ascolto con il volume a palla, cercando di riprodurre una situazione da dance floor".

"Royalize" è comunque un progetto in cui pochissime sono le voci che appaiono nei brani
"Quando fai un disco di drum'n'bass è quasi una scelta obbligata. Il genere è di per sé strumentale. Così il lavoro sui testi che abbiamo fatto per "Royalize" alla fine lo utilizzeremo in futuro, magari per il nuovo disco dei Casino Royale. Ci sono in ogni caso alcune voci. Una è quella di Asia Argento (in "La Tua Lingua", n.d.r). Io ho lavorato soprattutto alle rime di "Radio Royale" mentre Raiss di Almamegretta ha fatto un ragga per "Doje Pounds". Ciò che credo sia importante sottolineare comunque è il fatto che Royalize ci è servito per far venire a galla questo orientamento verso le ritmiche accelerate del drum'n'bass, ritmiche da cui Michelino, ascoltando le ultime cose a cui sta lavorando, si sta già lentamente allontanando".

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