...Si riscopre Sananda Maitreya. E ci racconta il suo viaggio verso la purezza dell’anima...

Terence Trent D’Arby è uno di quei personaggi che, in molti, avevano da tempo relegato in un angolo buio del dimenticatoio: quel prestante ragazzo di colore dagli occhi chiari, che sul palco si muoveva con mosse sinuose e dispensava canzoni orecchiabili che facevano impazzire i giovani, doveva sicuramente essere un bluff, si pensava. Un artista che prima o poi si sarebbe tradito, e con la stessa velocità con la quale era salito sul podio del successo, l’avrebbe abbandonato, precipitando. Terence Trent D’Arby all’inferno ci è andato davvero. A sentirlo parlare oggi, serioso e sicuro, dopo il successo da oltre dodici milioni di copie vendute dell’esordio “Introducing the hardline according to”, non sembra quasi la stessa persona di allora. Forse ci eravamo sbagliati tutti. O forse Terence Trent D’Arby aveva bisogno di morire per rinascere. Perché lui fa sul serio. L’ha sempre fatto. E lo dimostra la sua capacità di comunicare così fedelmente il suo stato d’animo di oggi, acquietato, pacifico e positivo, attraverso le composizioni incluse nell’album “Wildcard”. Un lavoro che sprizza l’energia del nuovo artista, Sananda Maitreya. Un nome che gli è apparso in sogno per tre volte. Il numero della perfezione. La perfezione dell’anima che Sananda sta tuttora cercando…

Ormai tutti sanno come hai cambiato nome, ma forse pochi sanno che cosa ti ha portato a farlo. Cosa è successo esattamente?
E’ molto semplice: stavo morendo e dovevo aspettare di essere pronto a rinascere. Dovevo solo sperimentare la fase successiva della mia vita. Ci sono cicli naturali che compongono una vita, e nella mia ce n’era uno molto importante che stava finendo. Quello è ciò che ha iniziato il nuovo Sananda. Avevo bisogno di stare da solo con me stesso, e anche se non è stato un processo semplice da affrontare per me era troppo oneroso dover, ogni volta, essere all’altezza delle aspettative della gente che mi circondava. Avevo bisogno di prendere tempo, del tempo da dedicare esclusivamente a me stesso, e attentare alla mia vita. Solo in quel modo potevo sperare di avere una nuova esistenza. Nello stesso tempo il mio rapporto con la Sony era miserabile: ho capito che era mio interesse e mia salvezza, per preservare l’integrità emotiva, spirituale e psicologica, togliermi da quella situazione insopportabile. Sono così felice di averlo fatto. Da quel momento ho potuto vivere la mia nuova vita come Sananda, danzando al cospetto degli spettri che dominavano Terence.

Dopo uno strepitoso esordio, il successo ha cominciato a svanire. Cosa ti ha spinto ad andare avanti?
Non ha cominciato a svanire. Se n’è proprio andato. Io non giudico il successo di un lavoro secondo il numero di copie che vengono vendute. Quella parola per me non ha senso. Posso considerare questo fattore come un aspetto del successo. E’ più comune che la musica che dura a lungo sia quella che inizialmente non viene esattamente compresa o apprezzata. Ogni disco che ho pubblicato ha avuto il mio completo consenso, supporto ed è stato fonte di orgoglio. Ma non posso negare di essere stato travolto dalle regole dell’industria musicale. Succede alla maggior parte degli artisti. A volte capiti nel posto giusto al momento giusto, altre volte non succede. Per me ciò che è stato importante negli ultimi sei anni, quelli che separano il mio ultimo album “TTD’s Vibrator” da “Wildcard”, è semplice: mi sono detto che non avrei mai più lavorato per l’industria musicale. Desidero solo lavorare con l’industria della musica, che è una cosa ben diversa.

E’ stata una grande delusione, quell’industria musicale che così velocemente ti ha incoronato e poi dimenticato?
Mi sono sentito estremamente deluso. La cosa interessante è che sento le stesse cose di allora. Le cose avvengono in circoli, e si ripetono. Quando il mio primo disco è stato pubblicato, le condizioni offerte dal business musicale erano le stesse di oggi. Per quelli che erano in giro in quegli anni, comunque, era più difficile capire come funzionava tutto. Generalmente parlando, però, devo dire che per una casa discografica è difficile prolungare il successo di qualcuno quando non ne comprendono l’entità o le potenzialità. In più ho potuto imparare una lezione ‘politica’ che allora per me era incomprensibile. Il passato è ciò che è stato. Sono estremamente grato di tutte le esperienze che ho potuto vivere, di tutto il dolore che ho avuto: è stato un grosso insegnamento per me. E se ti attacchi alle tue delusioni, e cerchi di comprenderne l’entità, in modo onesto e sincero, tutto si trasforma in qualcosa di importante, dal quale puoi attingere degli insegnamenti: come l’uva che diventa vino. Adesso posso guardare al futuro. Ho imparato tantissimo dal mio passato. Oggi quegli eventi sono parte di me.

Sembri molto calmo, in pace con te stesso e con il mondo, forse mai lo sei stato così tanto. E’ il tuo lato spirituale che è emerso?
Ho sempre avuto un lato spirituale, nella mia vita. La mia difficoltà riguardava la parte emotiva legata all’esistenza. Credo sia lo stesso per molti uomini. E’ stato difficile perché per natura sono una persona molto emotiva, emotiva quanto lo sono spiritualmente. Non credo che la spiritualità sia più importante di qualcuno degli altri elementi che esistono nell’essere umano. In noi c’è spirito, intelletto, emozione. E per essere il più felice possibile uno deve sperimentare tutte queste cose, e conoscerle a fondo. Bisogna conoscere l’identità dell’angelo che siede sulla tua spalla, e il diavolo che siede sull’altra. Perché se provi a scegliere solo una di queste cose, tutto il resto ti tradirà. Devi conoscere entrambi gli aspetti e raggiungere un bilanciamento. Così sarà più semplice vivere bene e far sì che i sogni diventino realtà. Per me la cosa difficile è stata rendermi conto, svegliarmi e capire chi ero davvero e che cosa mi avrebbe potuto salvare. Gli anni precedenti a Sananda, quando ero Terence, sono stati inquinati da infiniti veleni che hanno ucciso la mia emotività. Il mio spirito forse non è più puro, ma di certo è più chiaro, perché il mio cuore lo è. Per capirlo ho dovuto affrontare molto dolore. Non ho più nulla da offrire alla gente come Terence. Ho molto di più da offrir loro adesso.

Il disco è stato registrato nel tuo studio personale a Los Angeles, il Monasteryo. Anche il luogo dove lavori possiede un nome alquanto spirituale…
Sì, è vero. Credo che tutto sia spirituale, in qualche modo. Anche il sesso. Se devo guardare la parola ‘vita’, mi accorgo che l’intera esistenza è espressione di spiritualità. Quando due persone fanno l’amore sono semplicemente due spiriti che esprimono la loro spiritualità. E’ l’estrema bellezza dell’espressione spirituale. Siamo divini o animali? Siamo entrambe le cose. Questo è ciò che abbiamo di così speciale. Io credo che chiunque sia in grado di apprezzare entrambi questi lati dell’umanità riesca anche ad ottenere di più dalla vita. E credo che anche se ti consideri una persona spirituale o meno, gli elementi base dello spirito originano tutta la tua vita. Non importa quello che fai. Bisogna avere un senso comune di vita, per vivere in armonia con chi ci sta vicino.

Forse non è il tuo caso, ma recentemente molti artisti hanno scoperto questo lato della vita, che sia spirituale o religioso. Il primo nome che mi viene in mente è Mick Jagger, che ha appena pubblicato un album dal nome significativo, “Goddess in the doorway”…
Credo che Mick Jagger abbia sempre amato molte “dee”… ma, scherzi a parte, penso che lui sia uno dei profeti più importanti… Alla fine della giornata, ciò che vogliamo tutti è la verità. Ogni persona riconosce i propri profeti, che vengano o no dalla chiesa. E la nostra generazione, quella dei Beatles, degli Stones, di Hendrix è fatta di questi profeti, profeti musicali del nostro tempo, che sono arrivati qui per portare nuova grazia, energia e musica. Per me l’”Ave Maria” non è l’unica canzone spirituale, non più di quanto lo sia “Hey Jude”, che considero potente come le cose scritte per la chiesa. La musica arriva dal cuore e dall’anima di qualcuno. E anche se gli viene data un’etichetta, questa musica ha su di noi un effetto stravolgente. Io non capisco coloro che dicono “ecco, ha scoperto la fede e la religione soltanto nel momento in cui nella sua vita è successo qualcosa di grave”. Perché, cos’altro c’è di così speciale nell’essere qui? Molti uomini scoprono le donne in un momento della loro vita in cui possono davvero capirne l’entità. Per cui, le cose più inaspettate e i cambiamenti più radicali ci arrivano dopo una crisi, perché solo in quel modo possiamo davvero guardarci dentro e capire di che cosa abbiamo bisogno e per essere ciò che davvero siamo. L’amore per Dio è una cosa molto importante.

Il nuovo disco è fatto di soul, gospel e funk, stili che scaturiscono dall’anima. Ci sono anche molte sonorità che sembrano prese dagli anni ’60 e dai Beatles. Da dove è arrivata questa particolare formula?
La musica è l’espressione del mio essere. Non lascio che sia qualcun altro a farlo per me, quando l’unica persona che sa ciò che vuole sono io. Il mio disco è l’esatta espressione della mia interiorità. Se Maria ama i Beatles, io amo i Beatles. Tutte le grandi canzoni arrivano dalla Musa. La Divina Madre è l’ispiratrice di tutto. Tutte le espressioni artistiche più belle arrivano da Maria. E se Lei ama la bellezza, e io sono nel suo cuore, come non potrei amarla anch’io? Il problema è che le persone che oggi mi apprezzano, magari non l’hanno mai fatto in passato perché forse ci voleva troppo tempo per comprendere. Posso essere d’accordo, oppure no, affrontando ciò che artisti come Miles Davis o Duke Ellington hanno dovuto passare. E’ una sorta di iniziazione che serve a raggiungere la piena onestà del tuo lavoro. Così ho attraversato quella fase. Non sono una persona che calcola queste cose. Non dico: “Ci deve essere questo e quell’altro”. Tutto esce come deve uscire, semplicemente perché è già dentro di me.

Diresti che la tua ispirazione arriva più dall’interno che dall’esterno, allora?
No, l’ispirazione mi arriva quasi esclusivamente da Maria. Lei è la mia compositrice. Non mi sono mai seduto a comporre una canzone. Non ho mai pensato “va bene, adesso mi metterò al piano e scriverò una canzone”. Non funziona mai così. Io ottengo le canzoni. A volte è difficile spiegare questo processo alle persone, perché credono che io stia recitando una parte, mentre invece sto dicendo la pura verità. Mi sento come un “canale” per Maria. Ognuno si può offrire a Lei. Ma coloro che Le si offrono completamente, senza riserve o timore, sono quelli che riusciranno a raggiungere la vera grazia. Per questo è necessario che la grazia venga esternata se la vuoi ricevere. E tutta l’ispirazione è grazia, che sia sessuale, intellettuale o musicale. E’ grazia.

Dovevi suonare con gli UB40. Che cosa è successo?
Ho molto rispetto degli UB40 e del lavoro che hanno fatto, ma mi trovo in un periodo della vita in cui non mi sento di fare da supporto a qualcun altro. Preferirei far uscire allo scoperto Sananda. Benedico gli UB40 per l’opportunità che mi hanno dato, ma alla fine ho pensato a tutti gli anni che sono stato in giro e ai momenti difficili che ho dovuto affrontare, e non mi sento di pressare tutto ciò in quarantacinque minuti di spettacolo. Non c’è stato nulla di negativo nei loro confronti, è solo la realtà, il mio essere oggi. Non me la sono sentita di rientrare in quei tempi. Credo che potrei affrontare una situazione del genere solo quando mi sentirò libero di fare ciò che voglio.

Ti senti completamente libero, adesso?
Non mi sento completamente libero. Mi sento circa il 92% libero. Già, proprio il 92%. Il resto è tutto lavoro che devo fare per liberare la mia mente da certi ingombri. Ci sono ancora delle cose che mi creano difficoltà. Cose che ancora mi limitano. Non mi sento esattamente libero. Ma affermando questo, posso anche essere sicuro che il futuro sarà per me più eccitante. Perché sarà certamente eccitante quando mi sentirò ancora più libero.


(Valeria Rusconi)

Altre interviste

Claudio Baglioni - Il cantautore romano racconta 'Download', il disco che non c'è (e che si trova solo in rete)... (26/11/2001)

Cecilia Chailly - Un disco (quasi) pop per una musicista 'nata' classica. E che dopo un Passaggio in India' è diventata... (24/11/2001)

Antonella Ruggiero - Dall'elettropop alla musica sacra: il racconto del nuovo disco 'Luna crescente'... (22/11/2001)

Carmen Consoli - La cantantessa alle prese con l'orchestra: l'intervista di Rockol... (20/11/2001)

Mission - Dal profondo degli anni '80 torna una band storica del dark-rock. Semplice 'operazione nostalgia'? non proprio... (16/11/2001)

© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.