Agghindato come il pappone “Huggy Bear”, personaggio uscito direttamente dal telefilm “Starsky&Hutch”, Perry Farrell, è passato in Italia per presentare il suo nuovo disco.Il musicista, già a capo dei Jane’s Addiction e dei Porno For Pyros, sembrava comunque a proprio agio nei suoi consueti abiti, vivaci e solari, strani e un po’ fricchettoni: gli stessi aggettivi e le stesse caratteristiche che abbiamo imparato ad apprezzare nella sua musica. Il suo primo lavoro da solista si intitola "Song yet to be sung", e si accompagna al contemporaneo ritorno dei suoi Jane’s Addiction. Ed è una sorpresa scoprire che il personaggio non è solo appassionato di musica, ma anche di religione.
Qual è il tema centrale del tuo disco, “Song yet to be sung”?
Il tema principale dell'album è il Giubileo.
Giubileo inteso nel senso religioso del termine? Cosa significa per te e quando hai cominciato ad interessarti a questo argomento?
Il significato è decisamente religioso. Il Giubileo riguarda un momento di riflessione sulla liberazione, la redenzione, la celebrazione, l'unione e la carità. Ho cominciato a interessarmene tramite un amico che fa il cineasta: un vero pazzo scatenato con cui ho collaborato per alcuni filmati. Nello stesso periodo questo mio amico regista si stava laureando all’Università Yashiva, e la sua tesi di laurea verteva proprio sul Giubileo. Ne abbiamo parlato insieme e ha voluto che facessi a tutti i costi qualcosa che riguardasse questo argomento. Ecco quindi un disco sul Giubileo.
Qual è la tua personale concezione della religione e spiritualità?
Questa è una domanda che sicuramente richiede un’ampia risposta ma ci vorrebbero giorni per darla: purtroppo non abbiamo tanto tempo a disposizione! Dirò quindi in breve che la spiritualità per me è fondamentalmente il cercare se stessi. Io ho un passato, una strada che sto percorrendo e la cosa più bella è che quando si conosce se stessi si può condividere con altri questo cammino. Quando riusciamo a condividerlo, diventa come un gioiello prezioso, un diamante. Il diamante ha 70 sfaccettature, il numero ideale per renderlo il più perfetto possibile. Quindi l’essere una di queste “facce” significa essere un buon fratello, vuol dire essere in armonia con il prossimo.
Sei una persona molto eclettica: hai lavorato con la musica e tutto quello che gira intorno ad essa. Puoi spiegarci qual è la tua attitudine riguardo questo mezzo d’espressione?
La musica permette la maggiore condivisione d'informazioni tra essere umani, oggi più che mai. Ritengo che sia fondamentale che la gente sviluppi la propria capacità e abilità di ascoltare la musica. È molto importante sapere quale artista è ascoltato, ma soprattutto dove viene ascoltato. Il luogo dove io preferisco ascoltare la musica sono i negozi di dischi. È una cosa che mi soddisfa. Non voglio che siano gli altri a fornirmi la musica: sono io che la vado a prenderla!
Durante il Coachella festival si è potuto assistere al ritorno dei Jane’s Addiction dopo anni d'assenza dalle scene. Perché hai scelto proprio quella situazione per resuscitare la tua band? Forse ti mancava la parte più rock del tuo essere?
I Jane’s Addiction sono stati un’incidente, un episodio casuale della mia vita. Non avevo alcuna intenzione di formare nuovamente quel gruppo. Il promoter del festival però mi aveva chiamato e parlandomi del Coachella mi propose di mettere nuovamente insieme la band per quella particolare occasione. Mi sembrava una cosa buttata lì, non gli ho dato molto peso. Ho chiamato gli altri ragazzi della band e solo dopo aver pianificato tutto mi sono accorto di essermi messo di nuovo nei guai (ride). È perfettamente come hai detto tu: mi sono riappropriato di una parte di me che avevo perso per strada.
Ma ci saranno altre date con i Jane’s?
In origine ho pensato che potevamo fare solo il Coachella, poi ho realizzato che sarebbe stato meglio fare anche altri spettacoli, perché l’impegno di mettere insieme questa band era stato veramente notevole. Alla fine ci siamo trovati con un sacco di date e con delle cifre notevoli da gestire. Abbiamo dovuto scegliere addirittura in quale luogo non suonare!
Questo significa che i Jane’s Addiction sono ancora importanti per molta gente e soprattutto per i giovani…
Evidentemente. Ho anche scoperto qualcosa in tutta questa faccenda, cioè che i musicisti non sono sostituibili! Parlo di musica elettronica e musicisti veri e propri. È come avere su di una bilancia un disco di Jimi Hendrix da una parte…e Jimi Hendrix in persona dall’altra (ride)!
Come sei entrato in contatto con il “Movimento americano per l’abolizione della schiavitù"?
La gente mi conosce perché ho organizzato delle feste a tema a Los Angeles. I rappresentati del “Movimento americano per l’abolizione della schiavitù” erano intervenuti a queste feste. Mi hanno contattato e invitato a Washington DC, dove abbiamo incontrato cinque schiavi liberati che parlavano delle loro vicissitudini. Insieme a me c'era un amico che mi aveva accompagnato, ma anche un insegnante di scuola media con sei suoi studenti e due senatori del Congresso americano. Dopo aver ascoltato quei cinque reduci tutto il pomeriggio ho realizzato che era una questione importante, di cui mi dovevo occupare.
Chi sono i personaggi che hai usato per titolare due canzoni, “King Z” e “Shakina”?
“King Z” è una personaggio biblico. È il “Re sacerdote”. Mi ha affascinato la sua figura perché era legata al Giubileo ed era vissuto ai tempi di Abramo. In quel periodo Abramo aveva perso suo nipote e tutto il suo gregge. Il Re Z ricevette Abramo perché sapeva che avrebbe potuto aiutarlo a ritrovare sia il gregge, sia il nipote. Organizzò una festa e invitò tutti i sovrani della regione perché mangiassero e bevessero con Abramo. Quando l’atmosfera fu rilassata Re Z parlò ai suoi ospiti del problema di Abramo. A quel punto uno di loro si alzò in piedi e affermò che il nipote ed il gregge perduto erano nel suo regno, così Abramo finalmente ritrovò quel che avevo perso. La festa fu tenuta nella zona denominata Armageddon, nella Valle dei Re, dove ci sono le montagne che portano alla Cecenia. “Shakina” è invece un termine per esprimere al femminile il concetto di Dio. L’idea che Dio sia tutto, presuppone che sia anche femmina. “Shakina” è la dea pronta per essere data in sposa. Ci sono anche altre parole che esprimono il concetto di Dio al femminile, ma questa era la più adatta nella religione ebraica.
Abbiamo festeggiato anche noi in Italia il Giubileo, l’anno scorso. Trovi dei punti di contatto con la definizione cattolica del termine?
Ho apprezzato quello che ha fatto il Papa in Italia e penso che sia un incredibile personaggio. Il Papa ha fatto un ottimo lavoro nell’elevare il significato della parola “Giubileo”. Ho iniziato cinque anni fa a studiare il Giubileo e quando ho sentito che il Giovanni Paolo II aveva dichiarato il 2000 anno giubilare, mi sembrava di vivere come in un film: ma era la realtà!
Sei stato il fondatore del Lollapalooza, il famoso festival itinerante. Pensi che negli anni la tua creatura si sia evoluta per il meglio?
Ti dirò che più che evoluta penso sia regredita. È per questo che ho deciso di concedere al Lollapalooza il riposo del Sabato. La notizia buona è che questa pausa mi ha dato modo di avere nuove idee in proposito, e se decideremo di fare qualcosa questa estate sarà certamente qualcosa di nuovo e interessante.
Quando è caduto il giorno del Giubileo secondo i tuoi studi?
Il 10 ottobre dell’anno scorso è stato il suo culmine.
Ha cantato anche tuo figlio in “Our song”, vero?
Si. È piuttosto bravo come produttore. Sarà sicuramente un leader perché si arrabbiava moltissimo quando regolavo il mixer!
(Angelo Ferrari)