Figlio d’arte (suo padre è il grande Caetano), Moreno Veloso si presenta al pubblico internazionale con un primo album in cui la ricerca e la sperimentazione fanno da padrone. Le forti influenze del tropicalismo si uniscono alla musica elettronica, alla samba e alla bossa nova sotto l’influenza di grandi personaggi come Gilbero Gil e Tom Jobim, padri “professionali” di Moreno. Con lui due amici di sempre, Alexandre Kassim e Domenico Lancellotti. Abbiamo incontrato Moreno e Domenico che, con la semplicità e l’ entusiasmo di chi sta per intraprendere una grande avventura, ci hanno raccontato la storia di questo disco, “Music Typewriter”. Una storia che, in fondo, è anche un po’ la loro...Com’è nata l’idea di questo disco?
Moreno: Sono stato invitato a suonare in occasione dell’inaugurazione di una piccola sala concerto al Museo di Arte Moderna di San Paolo. Ho chiesto a due amici, Kassim e Domenico, di organizzare con me lo show. Abbiamo suonato delle canzoni che rappresentano la mia vita, a cui tengo molto e il risultato ci è piaciuto molto e così abbiamo pensato di farne un disco. Abbiamo preso in affitto una casa isolata nel bosco vicino Petropolis, abbiamo portato con noi i nostri strumenti e un computer e per tre mesi ci siamo dedicati solo alla realizzazione di quest’album
Perché avete scelto il titolo “Music Typewriter”?
Moreno: Per due motivi, il primo è per un simpatico aneddoto che ci ha molto colpito: Tom Jobim durante un suo viaggio negli Stati Uniti ha comprato un computer e quando è tornato in Brasile gli hanno chiesto che cosa era quell’enorme pacco e lui ha risposto: ‘la mia macchina da scrivere’. E che era così grande perché scriveva anche la musica.
Il secondo motivo è che il computer ci ha aiutato molto nella realizzazione di questo CD: l’abbiamo portato nella casa che abbiamo affittato in montagna e Domenico lo ha usato per ricreare molti sound, infatti suona una batteria elettronica, senza programmazione però e mentre lo fa sembra che stia dattilografando...è il dattilografo del concerto!
Siete giudicati come uno dei gruppi più all’avanguardia del panorama musicale del vostro paese perché vi divertite a sperimentare nuove sonorità rimanendo però sempre legati alle migliori tradizioni del tropicalismo. Com’è vi è venuto in mente di unire la samba, la bossa nova alla musica elettronica?
Domenico: E’ stato molto naturale: noi siamo brasiliani e viviamo in questi tempi, tutti abbiamo un computer a casa, ascoltiamo Arto Lindsay e Bijork e siamo cresciuti con le nostre tradizioni dunque stiamo facendo solo quello che è più spontaneo e che ci piace.
Moreno, quanto è stata forte l’influenza di tuo padre Caetano?
Moreno: Ci ha influenzato come tutti i grandi nomi della nostra musica, da Gilbero Gil a Tom Jobin fino al vostro Roberto Murolo! Tutti mi domandano poi che cosa vuol dire per me essere figlio d’arte, in realtà la mia vita è stata sempre normale.
Il mio nome Moreno è molto particolare in Brasile, non si trova spesso mentre Veloso è un cognome molto comune...per questo cerco di farmi conoscere come Moreno e basta. Naturalmente è sempre bello lavorare con mio padre, come nel caso della musica che abbiamo inciso per lo spot di una marca di articoli sportivi in occasione delle Olimpiadi di Sydney: la canzone è stata scritta da lui e per me interpretarla è stata come fargli un regalo.
Già da molto tempo suoni accompagnando Gilberto Gil e altri grandi nomi, ma hai deciso di presentarti al pubblico solo adesso. E’ perché sei laureato in fisica come dicono?
Moreno: No, è tutta una bugia, non sono laureato, lavoro nel settore, ho studiato ma mi mancano tre esami per laurearmi...Non ho tempo per studiare. Mi presento solo adesso perché prima non mi sentivo pronto. Tutto qui, niente di più.
Incuriosisce il nome del vostro gruppo “Moreno+2”, perché + 2? Vuol dire che farete solo quest’album insieme e poi rimarrà solo Moreno?
Domenico: +2 è come un’equazione matematica. Si può cambiare in Domenico +2, o Alexandre +2. Noi siamo comunque un gruppo. In quest’album il punto focale è Moreno. Ci piace molto questa formazione: tutti ci occupiamo di tutto, dai testi alle musiche. In Brasile è forte la tradizione cantautoriale. I nostri brani parlano di bugie...sono come le canzoni di Napoli: parlano dell’amore della solitudine e anche del Brasile, dei suoi colori e del mare. Questo disco parla molto di Moreno, è molto personale visto il suo modo di suonare la chitarra, soave, leggero e l’importanza data ai testi. Per lui un bel testo è fondamentale. “Music typewriter” è solo l’inizio: in futuro vorremo, appunto, fare Domenico + 2, un disco più di samba in cui si sperimentano tutti i modi di fare samba, dall’ elettronico all’ acustico, poi Moreno vorrebbe fare un disco da solo.
Moreno: Io ho molte facce musicali, sono percussionista da tutta la vita, è la mia vera passione e in questo disco non le suono mai, quindi mi piacerebbe realizzare un lavoro tutto mio per esprimermi in questo senso.
Nel disco sono presenti tre cover: “So’ vendo que beleza”, “Esfinge” e “I’m Whishing”.Con che criterio le avete selezionate?
Moreno: Perché ci piacevano molto. In particolare “I’m whishing”, colonna sonora del film Disney ‘Biancaneve e i sette nani’, rispecchia molto lo spirito dell’ album: è forse la canzone più semplice del mondo, tre note che esprimono un desiderio, un desiderio d’amore nel senso più semplice e spontaneo del termine. Tutto il disco è una ricerca della semplicità e questa è la canzone più semplice che conosco!.
Come siete stati accolti nel vostro paese?
Domenico: Il disco è già uscito in Brasile e sta andando bene. Però è uscito su un’etichetta piccola di un nostro amico e per questo non siamo riusciti a farlo distribuire in tutti in negozi ma solo in quelli specializzati di musica nuova, di nicchia. In Brasile si sta sperimentando molto musicalmente parlando, ci sono molti nuovi gruppi che cercano nuovi sound ma è difficile farsi conoscere perché la radio punta tutto sul pop internazionale.
(Erika Ferrati)