A Monza l'ultimo valzer di Piero&Ghigo: Renzulli anticipa a Rockol il dopo-Pelù…

Il 10 di luglio, al Monza Rock Festival, i Litfiba terranno il loro ultimo concerto con Piero Pelù in veste di cantante. Poco incline al romanticismo dei ricordi, dalla quiete dell’Argentario dove si è spostato in cerca di riposo per qualche giorno, Ghigo Renzulli è già al lavoro sul nuovo corso del gruppo di Via dei Bardi. Cantante nuovo (ancora anonimo), nuove canzoni e un nuovo album, più rock e aggressivo: i Litfiba ripartono per un nuovo viaggio. Chi si aspettava un Renzulli incerto e poco determinato dovrà ricredersi: la separazione si consuma ormai da molto tempo, e le emozioni sono già state smaltite: Nel tono di Ghigo, che alterna dosi di diplomazia e irritazione, c’è soprattutto la voglia di scrollarsi di dosso l’immagine di “alter ego silenzioso” di Pelù, come negli ultimi anni dei Litfiba era percepito dall’opinione pubblica. E di riaffermare l’importanza – da sempre - del suo ruolo di autore e ‘motore’ del gruppo.

Allora, come sarà il concerto di Monza? Non dirmi che sarà un concerto come tutti gli altri…
Sì, almeno per quello che è previsto. Sarà la scaletta del tour senza grosse differenze. Quello che cambia è l’atmosfera, visto che ci troveremo ad un Festival, in compagnia di altri artisti, e non da soli.

Il tour è andato bene…
Sì, è stato un buon tour, abbiamo fatto il pieno praticamente ovunque…ci siamo anche divertiti.

La gente vi ha seguito, nonostante le recensioni di “Infinito” non fossero proprio entusiastiche…
Be’, “Infinito” è indubbiamente un disco molto diverso dagli altri, e quindi è piaciuto o non piaciuto in maniera differente dai nostri precedenti album. In ogni caso in quasi tutte le date è rimasta fuori diversa gente, per cui direi che comunque la curiosità c’era…

A riguardarlo oggi, lo consideri più un disco di Ghigo o un disco di Piero?
Io questo purtroppo non lo posso dire…non mi fare dire queste cose! Diciamo che nel rapporto tra me e Piero le cose sono sempre andate in maniera tale che io mi occupassi delle note e lui delle parole. Poi, sai, una nota o una parola, si possono esprimere in tanti modi, a seconda di come le esprimi possono avere più o meno tensione…personalmente credo che “Infinito” sia un gran disco: le canzoni sono molto belle, mi sarebbe piaciuto di più se fosse venuto un po’ più aggressivo…

Parli di interpretazione o di suono globale?
Di interpretazione. Il suono globale dipende dalla interpretazione. Ma questa è una questione di gusti…se c’è un’interpretazione di un certo modo il suono deve adattarsi di conseguenza.

Ma non credi che il modo di cantare di Piero sia cambiato anche per il passare del tempo? Anche sul nuovo singolo con Ligabue e Jovanotti, Piero canta in modo diverso da come avrebbe fatto qualche anno fa…
Sicuramente, dipende anche da quello…

”Il mio corpo che cambia” vale anche per voi…
Sì…chi più, chi meno…noi abbiamo sempre cambiato, comunque. Siamo sempre stati dei camaleonti nella nostra musica, almeno nei vecchi Litfiba, e sarà così anche con i nuovi. E’ un punto di gloria quello di fare dei dischi diversi l’uno dall’altro, il modo migliore per non timbrare cartellini, non fare marchette. Io se devo rifare due volte la stessa cosa mi annoio, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli, possibilmente rimanendo me stesso, però sperimentando nuove soluzioni.

Ti senti tranquillo per la continuazione della storia del gruppo? A questo punto sei il simbolo della band…
Sì, anche perché sono il titolare del nome. Litfiba è il mio pseudonimo, lo è sempre stato anche se non si sapeva in giro. Esattamente come Nek si chiama Filippo, Litfiba è il mio nome d’arte. E in ogni caso è una band che ho formato io. I Litfiba continueranno con un nuovo cantante e avanti per altre strade, con molta tranquillità…

Chi è il nuovo cantante?
Non posso dirti il nome per una questione di correttezza, visto che con Piero lavoreremo insieme fino a settembre, però stiamo già lavorando insieme da un pezzo, scrivendo canzoni e preparando il disco nuovo. Non è Francesco Renga, comunque, anche se lo stimo tantissimo…è italiano, ha 28 anni ed è un perfetto sconosciuto, senza la minima esperienza di palco.

Ma come sei arrivato a lui?
E’ una storia strana: lui doveva essere un personaggio che avrei dovuto proporre per l’IRA in qualche spazio al di fuori dei Litfiba, perché comunque è un grosso talento. Poi è andata a finire che dopo un po’ ho pensato di inserirlo all’interno del gruppo. E’ venuto naturale: ne abbiamo parlato insieme, visto che per me non è importante solo che chi entri a far parte del gruppo abbia capacità tecniche, ma anche che umanamente si trovi a viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda degli altri. Quello dei Litfiba è sempre stato un viaggio basato sul feeling e quindi sono importanti certe caratteristiche. Con lui ci siamo trovati subito benissimo.

E invece cos’è che con Piero non c’è più, a livello di caratteristiche?
Tutto l’insieme di cose, credo, un po’ musicali, un po’ relative a quello che si voleva fare, un po’ legali. I piani si sovrappongono, non c’è una cosa ben precisa. E’ come un matrimonio tra due persone che a un certo punto finisce, con tutti gli strascichi del caso. E’ un matrimonio durato vent’anni, che è già una bella durata: e come tutti i matrimoni che finiscono, quando lui o lei si mettono con un altro o con un’altra, rinascono gli stimoli, la voglia di vivere, di star bene, di divertirsi. Penso che sia naturale, e questo vale per me e vale anche per lui…io personalmente in questo periodo ho degli stimoli pazzeschi, sto facendo cose che non avevamo mai fatte prima, sto addirittura ricominciando a scrivere i testi delle canzoni, cosa che avevo abbandonato da una vita. Sono cose per cui ti servono gli stimoli giusti, perché dopo tanti anni rischi di entrare in una routine, in cui tutto deve essere perfettamente al suo posto. E’ come rimescolare il mazzo di carte e ridistribuirle di nuovo…

Sarà difficile sostituire Piero, che comunque rimane il cantante rock numero uno in Italia?
Be’, di sicuro Piero è un grande artista, ma io non sto pensando a questa storia come alla sostituzione di Piero. Sto pensando ai Litfiba che verranno come a un’altra storia, diversa…sarebbe assurdo cercare il doppione di Piero, e difatti questo cantante è tutta un’altra persona e tutta un’altra storia. Sarà un altro viaggio con il nome Litfiba, perché in ogni caso Litfiba è un marchio di qualità: poi io sono un compositore, il mio compito è di comporre canzoni, e quando scrivo adatto quello che scrivo a chi canterà. Posso anticiparti il fatto che la nuova avventura sarà un po’ più aggressiva delle nostre ultime cose, da questo punto di vista potrebbe sembrare quasi un passo indietro. Quello che voglio fare è un progetto artistico eliminando la blindatura dei Litfiba…

In che senso?
Nel senso che siamo sempre stati un gruppo blindato nella formazione: o eravamo in cinque nella vecchia formazione oppure in due quando siamo rimasti io e Piero. Adesso voglio più apertura, con diverse collaborazioni mescolate al fatto che la band rimane la band, con il suo suono.

C’è qualcun altro che va via oltre Piero?
Andrà via anche Roberto Terzani, che ha scritto delle canzoni e fondato un gruppo – i Blitz – con cui proverà a giocarsi la carta del solista. Gli faccio tutti i miei auguri.

Quando hai iniziato a scrivere canzoni con i Litfiba sapevi verso quale direzione stavi andando? E adesso, dove hai intenzione di portare la musica del gruppo?
All’inizio quando scrivi cose non hai la minima idea di dove andrà a finire la tua musica. Sarei Mandrake! A volte sento gente dire “Vi siete commercializzati perché ormai scrivete pezzi a tavolino per vendere”…quando sento queste cose mi viene da ridere, perché - onestamente - magari avessi la bacchetta magica per cui mi metto a tavolino e scrivo un pezzo che vende un milione di copie! Darei il culo per averla… Le cose non stanno così, non sai mai cosa avrà successo e a volte i più grandi successi sono veramente dei colpi di culo. Se ci fosse uno in grado di decidere quanto vuole vendere, sarebbe ricercato da tutti i discografici del mondo…

Be’, sembra quasi il ritratto di Ligabue…
Eh, sì, Luciano sembra avere proprio questa sindrome, anche se io confesso di non conoscerlo benissimo. Mi piace di più Vasco, che è un altro che sta facendo dei pienoni incredibili. Il pubblico premia la sua sincerità, perché Vasco è uno così, sopra o sotto il palco…

E’ vero. Pensavo che anche la vicenda relativa alla morte di Massimo Riva sia stata da lui vissuta con grande onestà. Avrebbe potuto decidere – e sarebbe stato compreso e giustificato – di spostare le prime date del tour dopo la scomparsa di Massimo, e invece ha scelto di andare avanti, correndo il rischio di fare la figura del cinico ma in realtà coerente con la sua storia e con il suo modo di vivere…
E’ vero, è coerente, loro che cantavano “siamo quelli che muoiono presto, tanto fa lo stesso…”. Vasco è troppo vero, è uno che se lo conosci ti conquista subito…

Ti piacerebbe scrivere qualcosa con lui?
Non lo so, siamo della stessa casa discografica per cui ci si conosce. Potrebbe essere, anche se i nostri viaggi sono diversi, io non sono un distruttore fisico, il mio viaggio è più etereo, più nell’aria…

Tornando ai Litfiba, perché credi che il successo critico del gruppo non abbia coinciso con quello commerciale? Ti sembrano dischi così diversi tra loro i primi dai successivi?
No, io penso che i Litfiba siano sempre stati una band he ha fatto diversi tipi di musica. Obbiettivamente penso che “Infinito” sia un disco di confine tra rock e pop, ma non è che non sia un disco rock.

Qual è la tua canzone preferita di “Infinito”?
“Vivere il mio tempo”.

Il sodalizio che si rompe con Piero è solo professionale o anche umano?
Solo professionale.

Continuerete comunque a frequentarvi?
Credo di sì, siamo sempre riusciti a separare drasticamente l’amicizia dal lavoro. Il non fare più dischi insieme, non significa non essere più amici. Se può capitare l’occasione di vedersi o incontrarsi ben venga…

Qual è la qualità più importante che riconosci a Piero come persona?
In questo momento non riesco a essere sufficientemente obiettivo, perché potrei essere ottenebrato sulle sue qualità…

Sei incazzato con lui?
No, non sono incazzato, soltanto che ognuno la pensa in un certo modo su come sono andate le cose.

E tu come la pensi?
Io penso che Piero vuole fare delle cose, che io personalmente non farei. Sono scelte di vita…quella di diventare più pop è una scelta di vita. Io mi sento più rock. Io sono uno strumentista, un musicista, mi adatto a suonare tutto quanto e cerco di esprimere al meglio quello che ci ho sotto.

Il fatto che Piero abbia preso questo diverso indirizzo ti è dispiaciuto?
Mah, sai, dopotutto si tratta di due persone che hanno preso strade diverse mentalmente, tutto qui.

Era un separazione nell’aria già prima di “Infinito”?
Be’, ci si rendeva conto che se le cose fossero andate avanti così si sarebbe arrivati dove si è arrivati ora. Sono un paio d’anni che la situazione si muove in questa direzione. Con questo non voglio dire che io sono meglio o peggio, soltanto che è proprio una questione di stile, che porta a far mancare quella voglia di fondersi insieme, per cui alla fine quando si scrive e si va sul palco ognuno pensa al suo compito specifico: Piero scrive e canta, io scrivo e suono.

Ma dal vivo cosa riesce a tenervi insieme sul palco?
Il divertimento personale, è il pubblico. Il pubblico ha pagato il biglietto e ha diritto a divertirsi e a stare bene. Per prima cosa quindi lo fai per il pubblico.

Ma visto che di questa separazione si parla da tempo, che feedback avete ottenuto dal vostro pubblico?
Chiaramente sono dispiaciuti, però mi sembrano tranquilli. Lo vedo dal tenore dei messaggi che arrivano sul nostro sito internet. Tutti quelli che non avevano approvato la svolta pop mi consigliano di ritornare a fare cose più dure, ci sono altri che ci chiedono di ripensarci…certo, magari non ci sono le e-mail delle ragazzine, ma quelle dei nostri fans più affezionati.

Il nuovo album dei Litfiba quando uscirà?
Al più presto, direi tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. In ogni caso quello che per me conta è la qualità, però vorrei cercare di farlo nel più breve tempo possibile. A livello di materiale non stiamo prendendo in mano il vecchio materiale, ma ci stiamo concentrando su roba nuova. Quando sarà sufficientemente affinata, saremo pronti per entrare in sala. In questo momento mi interessa solo questo, il futuro: scrivere canzoni e confrontarle con questo ragazzo, che peraltro ha un’energia impressionante.

”Infinito” sarà l’ultimo disco dei Litfiba con Pelù oppure magari ci scappa un live?
Il live l’abbiamo registrato, però per far sì che esca ci vuole l’accordo di tutti e due.

Tu sei più per il sì o per il no?
Forse per il no. Però non sono sicuro, vedremo. Magari non subito…

A Monza, il 10 luglio, sarete sul palco insieme per l’ultima volta dopo vent’anni: come te lo immagini?
Saliremo sul palco e ci sarà lo spettacolo dei Litfiba. Lo stesso che abbiamo portato in giro fino a maggio.

Farete qualcosa di speciale per questo concerto?
Non abbiamo previsto ancora nulla, adesso faremo una settimana di prove, da lunedì prossimo a venerdì, ma comunque la scaletta è già rodata. Magari ci scappa fuori qualcosa di imprevisto…

Ti emoziona l’idea di questo concerto? Di avere Piero sul palco per l’ultima volta?
Mah, non lo so…sarà che in questo ultimo tour con Piero ci si è visti poco anche sul palco! Io personalmente ho un mio modo di stare sul palco, che è tutto personale: è un viaggio che faccio da solo per tutta la durata dello spettacolo, passando attraverso le canzoni. E so che sarà così anche a Monza il 10 luglio. E che ci sarà da divertirsi.

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