Il 29 maggio scorso Jeff Buckley, unanimemente acclamato come uno dei più promettenti nuovi cantautori e interpreti statunitensi, scompariva nelle acque del fiume Mississippi: il suo corpo venne ripescato alcuni giorni dopo. A un anno di distanza da quella che rimane una pagina tragica e triste della storia della musica, pubblichiamo unintervista alla mamma di Jeff, Mary Guibert, il vero motore che cè dietro la pubblicazione dellalbum "Sketches from my sweetheart, the drunk". Un omaggio dovuto oltre che sentito, oltre che la presentazione più adatta per un album atteso dai fans di tutto il mondo.
Da dove nasce l'idea di intitolare l'album "My Sweetheart, the Drunk"?
Jeff aveva già deciso il titolo del suo prossimo album. Lo ha scritto diverse volte nei suoi appunti e sui nastri che inviava da Memphis ai compagni. Deriva dal verso di una poesia scritta da Jeff intitolata "Sexpot Despair". Volevamo trovare un titolo che si rifacesse all'originale ma che in qualche modo suggerisse che questa pubblicazione non è proprio la vera "Sweetheart", da qui l'idea di aggiungere "Sketches" all'inizio e così ottenemmo "Sketches - (for My Sweetheart, The Drunk)".
Mi descriva i primi stadi di ascolto dei nastri di "Sweetheart".
L'ascolto delle registrazioni è stato gratificante ma doloroso e sentire la sua voce sicuramente straziante...anche se le canzoni erano davvero magnifiche. Persino le registrazioni incomplete su 4 piste avevano un fascino molto particolare e mostravano così vividamente il genio musicale di Jeff. La prospettiva di doverle ridurre a una lista di canzoni pubblicabili ci spaventava un po'. Sapevamo di trovarci di fronte a scelte il cui peso ci avrebbe accompagnato per tutta la vita. L'innumerevole quantità di materiale a nostra disposizione ci ha indotto a decidere di pubblicare un album doppio.
Cosa spinse Jeff a registrare e suonare i suoi show acustici a Memphis?
Jeff era restato favorevolmente impressionato, ascoltando The Grifters, Sonic Youth e The Breeders, dai suoni che questi gruppi erano riusciti ad ottenere registrando agli studi Easley di Memphis. Jeff voleva ottenere lo stesso tipo di suoni per il suo prossimo album. Certamente desiderava anche trovarsi in un'atmosfera tranquilla...lontana da New York e dalle sue distrazioni. La piccola casa bianca di Rembert street...vicino allo Zoo....è diventata il luogo sacro che da tempo desiderava ardentemente. Il Barristers, il locale di Memphis, dove Jeff ha suonato ultimamente gli permetteva, restando un po' in ombra, di provare i nuovi pezzi davanti a un pubblico...una parte importante del processo creativo.
Cosa ha portato Jeff e Tom Verlaine insieme?
Penso che l'idea di lavorare con Tom sia nata dalla collaborazione con Patti Smith con la quale ha realizzato alcuni progetti, tra cui "Gone away" l'album di ritorno di Patti Smith dove Jeff appare in due canzoni.
Perché proprio per questa produzione e non prima o più tardi?
Tutto quanto ha a che fare con i tempi di realizzazione di questo album dipende dal desiderio da parte di ognuno di noi di fare le cose nel modo migliore cercando di non lasciarsi mai intrappolare dai più banali espedienti commerciali. Tutti noi volevamo gettare la luce migliore sul lavoro per il quale Jeff aveva speso tante energie. Appena iniziammo l'ascolto dei brani su 4 piste sapevamo che la prima pubblicazione dopo la sua morte sarebbe risultata incompleta anche per il fatto che Jeff non aveva avuto tempo per scrivere i testi. Intanto si avvicinavano l'estate, il compleanno di Jeff e le vacanze. Ho chiesto alla Sony di concedermi tempo sino al nuovo anno e hanno accettato dandomi appuntamento agli inizi di gennaio '98. Nel frattempo Don DeVito (A&R Sony) ed io ci siamo immersi nell'ascolto delle registrazioni di Jeff... Perché non più tardi? Perché non ritenevo giusto trattenere tutto questo magnifico lavoro dai suoi fan che lo amano tanto e che da tempo aspettano di ascoltarlo. Spero che siano concordi nel sostenere che è valsa la pena aspettare un po' di più.
Ci sono progetti per future pubblicazioni? C'è dell'altro materiale?
Possiamo anticipare che il prossimo album sarà un live, probabilmente conterrà le registrazioni delle ultime date del tour australiano, esiste comunque un'innumerevole quantità di materiale proveniente da altri concerti e esibizioni radiofoniche dal vivo tenute in tutto il mondo. Altre possibilità potrebbero essere le parti tagliate di GRACE e LIVE AT SINE'...per non parlare poi delle almeno quattro o cinque canzoni che per motivi di spazio e perché trovate all'ultimo minuto non abbiamo potuto inserire in SKETCHES ("Mood swing whiskey", "Let's bomb the moonlight", "Sky blue skin", "Woke up in a strange place", "Don't listen to anyone but me").
Troviamo in SKETCHES canzoni in collaborazione con altri artisti o sono tutte firmate da Jeff?
Sono tutte di Jeff eccetto: "Vancouver" di Jeff Buckley, M. Tighe, M.Grondahl; "The sky is a landfill" di Jeff Buckley, M. Tighe; "Yard of blonde girls" di Audrey Clark e con Inger Lorre; "Back in New York" di Peter Gabriel; e "Satisfied mind".
Ci parli del ruolo di Chris Cornell in questo progetto.
Chris è stato per anni un grande amico di Jeff. Le sue sensibilità musicali sono molto simili a quelle di Jeff e il suo contributo è stato determinante sin dalle prime fasi dell'ascolto. La band ed io abbiamo chiesto che sedesse laddove Jeff si sarebbe sistemato durante il mixaggio dei master definitivi. Gli siamo veramente grati per il risultato finale.
Oltre all'album sappiamo che esistono un sito web e un cd extra, quale importanza ha avuto la tecnologia dei nuovi media in questo lavoro?
L'aspetto legato alle nuove tecnologie ha rappresentato certamente un'altra esperienza entusiasmante e determinante nell'offrire la vita e il lavoro di Jeff direttamente ai fans. Spero fortemente che con l'espansione di questa nuova fonte di comunicazione i suoi fans possano trovare tutto quello che desiderano su Jeff e la sua musica. Ho ricevuto tante preghiere e auguri da loro che desidero ardentemente che ottengano qualcosa in cambio!
Ci dica come avete preparato le canzoni da inserire nell'album. Qualcuna ha subito alterazioni sonore?
Quello che si ascolta si può dire che ripropone quasi fedelmente quello che Jeff ci ha lasciato con alcune piccole eccezioni come da specifiche.
Jeff voleva continuare a lavorare con Andy Wallace (che in GRACE ha ricoperto il ruolo di produttore, ingegnere del suono e responsabile del mixaggio) anche per "Sweetheart". E' stato il successo di GRACE a indurlo a proseguire questo tipo di collaborazione?
C'era da aspettarsi che Jeff desiderasse Andy Wallace come suo ingegnere del suono. Ha sempre detto chiaramente di volerlo nel suo team (Jeff lo aveva brevemente incontrato a Memphis appena prima di scomparire).. Il nostro intento era come già detto quello di lasciare tutto quanto più vicino possibile alla realizzazione di Jeff ma eravamo coscienti che Jeff desiderasse avere Andy al proprio fianco perché in grado di rendere reali i sogni musicali di ogni artista. Il tocco di Andy si distingue a stento sebbene notevole nel saper riflettere la "direzione" musicale di Jeff. Sembra in grado di udire ogni benché minima sfumatura. Sono felice che Chris e Andy abbiano potuto collaborare a questa fase importante del progetto.
* si ringrazia la Sony Music per la gentile collaborazione