Biografia

Nato a Campobasso nel 1936, Antonio Lardera, figlio di un ex corista della Scala, cresce a Milano dall’età di due anni. Dopo svariati lavoretti viene assunto come tecnico in una piccola casa discografica. Canta per divertimento e per pochi spiccioli nei locali milanesi, fin quando viene notato da Walter Gurtler, pioniere dell’industria discografica italiana, che lo esorta a studiare musica. Tony Dallara, con il suo gruppo accompagnatore (i Campioni) diventa celebre quando, nel 1958, incide “Come prima”, che vende 300,000 copie - una cifra enorme per l’epoca.
Dallara viene considerato il primo degli “urlatori”, categoria nella quale poi verranno iscritti d’ufficio Mina e Adriano Celentano: in realtà il suo modo di cantare innova la tradizione in maniera dirompente, anche se ben presto sarà superato dall’avvento del beat: fra i suoi primi successi, “Brivido blu” e “Ti dirò” (1968), “Non partir”, “Ghiaccio bollente” e “Per un bacio d’amor” (1959).
Nel 1960 Dallara vince il Festival di Sanremo con “Romantica”, in doppia esecuzione con Renato Rascel; nel 1961, ancora a Sanremo, in doppia esecuzione con Gino Paoli presenta “Un uomo vivo”, e nello stesso anno è in classifica con “Bambina, bambina” (vincitrice di “Canzonissima”) e “La novia”, e tornerà al Festival nel 1964 con “come potrei dimenticarti”, in doppia esecuzione con Ben E. King.
Inizia poi un declino di vendite inesorabile, accompagnato da un analogo declino di popolarità (nel frattempo Dallara si è scoperto pittore di buone doti). Un ritorno di notorietà all’inizio degli anni Ottanta lo riporta in classifica con “Amada mia” (1980) e “senza piangere” (1981). Ancora oggi continua ad esibirsi come cantante, ad essere invitato come ospite a trasmissioni televisive e a tenere mostre di quadri in giro per l’Italia. (20 gen 2009)