Biografia

Con una formazione numerosa e poliedrica che include fino a nove musicisti, i Last Man Standing cominciano a farsi conoscere intorno al 2005 nel circuito dei locali live londinesi, attirando le attenzioni del pubblico e dei media locali tanto che il prestigioso quotidiano Guardian li segnala come la miglior band senza contratto in circolazione in città. Non si tratta di ragazzini alle prime armi, comunque, ma di personaggi rodati del music business, come svela il caleidoscopio di influenze a cui si ispira la loro musica (Beatles, T. Rex, Lou Reed, il primo Bowie, l’hard rock anni ’70, il rock cabaret di Alex Harvey, il country rock americano): per un certo periodo, del gruppo fa parte il bassista e tastierista Andre Schapps, cugino dell’ex Clash Mick Jones e membro dell’ultima formazione dei suoi B.A.D.; mentre dietro lo pseudonimo del frontman e autore del repertorio M. Vanderwolf si cela Glenn Max, curatore delle produzioni di musica contemporanea che hanno luogo al South Bank Centre di Londra e orchestratore del tributo a “Sgt. Pepper” tenuto in Italia in occasione della prima edizione del Meet Milano con la partecipazione di London Sinfonietta, Baby Lemonade, Marianne Faithfull, Jarvis Cocker, Residents, Peter Murphy, Russel Mael, Badly Drawn Boy, Beth Orton, Alex Chilton e Robyn Hitchcock. Quest’ultimo è anche uno dei maggiori sostenitori della band e canta nei cori di un brano di FALSE STARTS & BROKEN PROMISES, il primo disco autoprodotto uscito in Inghilterra nel 2006 e distribuito nel 2008 in Italia da Audioglobe. Nel frattempo i Last Man Standing incidono nuovi brani rendendoli disponibili sulla loro pagina MySpace e infoltiscono il già ricco curriculum live, che include la partecipazione come gruppo spalla a concerti di George Clinton negli Stati Uniti e di Violent Femmes e Polyphonic Spree nel Regno Unito. (01 gen 2008)