Biografia

Graham Nash nasce il 2 febbraio del 1942 a Blackpool, dove la madre si è temporaneamente rifugiata per sfuggire ai raid aerei tedeschi. Dopo pochi giorni fa ritorno nella casa di famiglia a Salford (Manchester), dove cresce, frequenta le scuole e conosce il coetaneo Allan Clarke: folgorati dalle armonie vocali degli Everly Brothers e dal rock’n’roll di Buddy Holly, i due amici d’infanzia danno vita nel 1963 agli Hollies, quintetto beat di ottimo successo in patria, prima con cover di brani r&b americani e poi anche con canzoni autografe. Quando Nash, affascinato dagli ideali libertari e dalla nuova cultura “lisergica” che si stanno diffondendo negli Stati Uniti, si vede rifiutare un paio di canzoni dai compagni (“Marrakesh express”, “Sleep song”) decide di abbandonare il gruppo e di trasferirsi in California: è il dicembre del 1968 quando, grazie a Cass Elliot (la “Mama Cass” di The Mamas and the Papas), conosce David Crosby e Stephen Stills formando con loro il più celebre supergruppo degli anni ’70, tuttora in attività con la partecipazione intermittente di Neil Young. In una delle numerose pause di attività del trio (e del quartetto), Nash registra e pubblica nel 1971 il suo primo disco solista, SONGS FOR BEGINNERS, forte dell’aiuto di numerosi amici musicisti (Crosby, Young, Dave Mason, Rita Coolidge, Jerry Garcia e Phil Lesh dei Grateful Dead) e di canzoni eccellenti (“I used to be a king”, “Wounded bird”, “Man in the mirror”) in parte ispirate dalla fine della sua storia d’amore con la cantautrice Joni Mitchell e in parte dalla sua forte passione civile e politica (l’autobiografica “Military madness” e la celeberrima “Chicago”, ispirata dai violenti scontri che fanno da contorno alla Convention democratica del 1968). Tre anni dopo, WILD TALES si avvale ancora dell’apporto di Crosby (con cui intanto ha avviato anche una produzione discografica in duo) e di Young (sempre sotto lo pseudonimo di Joe Yankee), mentre la Mitchell disegna il ritratto riprodotto sul retrocopertina. Ottenuta la cittadinanza americana (nel 1978), negli anni ’80 Nash pubblica due album trascurabili, orchestrando però a inizio decennio una reunion degli Hollies che frutta un successo in classifica con una cover di “Stop! In the name of love” di Diana Ross & the Supremes. I ’90 trascorrono senza alcuna pubblicazione a nome proprio, e bisogna attendere il 2002 per poter finalmente apprezzare una nuova opera solista di buona qualità: SONGS FOR SURVIVORS, che nel titolo fa ironicamente il verso al disco di 31 anni prima, sposta il baricentro verso un suono folk rock pescando dalla tradizione (la “Nottamun town” rielaborata da Dylan per “Masters of war”) e dal repertorio di Richard e Linda Thompson (“Pavanne”). Dopo una insolita collaborazione con gli A-ha e una partecipazione come ospite ad American Idol, il primo decennio del Duemila si chiude all’insegna delle celebrazioni e dei riconoscimenti: nel 2009 la Rhino pubblica un’antologia su 3 Cd, REFLECTIONS, che pesca da tutte le fasi della sua carriera con l’aggiunta di inediti e di rarità; l’anno seguente Nash è insignito di un OBE (Order of the British Empire) dalla Regina d’Inghilterra per i meriti acquisiti in campo artistico e umanitario, mentre i migliori nomi dell’indie folk statunitense (Bonnie “Prince” Billy, Vetiver, Robin Pecknold dei Fleet Foxes, Brendan Benson dei Raconteurs), sotto l’impulso dalla figlia Nile, registrano BE YOURSELF, un tributo al primo e ormai classico album solista.
Nel 2016 Graham Nash pubblica il primo disco solista in lungo tempo: THIS PATH TONIGHT arriva dopo un doppio divorzio, quello dalla storica moglie e quello artistico da David Crosby, con cui sostiene di non volersi più esibire.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE
SONGS FOR BEGINNERS – 1971, Atlantic
WILD TALES – 1974, Atlantic
EARTH AND SKY – 1980, EMI
INNOCENT EYES – 1986, Atlantic
SONGS FOR SURVIVORS – 2002, Artemis
REFLECTIONS – 2009, Rhino, Box set THIS PATH TONIGHT - Warner (13 mag 2016)