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17 aprile 2014

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di Pop Topoi

Non volevo parlare di Marco Mengoni come del vincitore di un talent. Non volevo neanche scriverla, quella parola, che continua a dividere e che non è stata ancora del tutto assimilata nel panorama italiano. Per Marco Mengoni è un'etichetta riduttiva perché X Factor l'ha vinto quattro anni fa e nel frattempo ci sono stati un primo e un terzo posto a Sanremo, un MTV award e infinite occasioni in cui ha dimostrato di essere un interprete da apprezzare e rispettare. Tuttavia, #PRONTOACORRERE suona come il disco di un talent, nell'accezione meno lusinghiera del termine.
Il problema dell'identità (o della collocazione discografica, per usare una definizione tanto di moda qualche edizione di X Factor fa) sembrava averlo risolto. Dopo l'inevitabile ballatona da vincitore "Dove si vola", Marco aveva presentato un buon brano rock al festival e "Solo 2.0", un ottimo primo LP: eccentrico, aggressivo e senza singoli facili. Ma se quello era un disco per spiazzare, "#PRONTOACORRERE" vuole accontentare – e ci riuscirà senza problemi.


Purtroppo quell'identità che Marco si era guadagnato scompare tra i tanti, troppi nomi che firmano i brani, ed è curioso notare come i più tiepidi siano stati prestati da mercenari internazionali. Mark Owen scrive il pezzo del titolo, mentre altri inglesi e americani con alle spalle diversi multiplatino per grandi popstar portano "Non passerai", "Evitiamoci", "La vita non ascolta" e "I got the fear". Nessuno di questi merita la voce di Mengoni e i loro autori sembrano chiamati più per arricchire la cartella stampa che il contenuto dell'album. Tralasciando quindi quella sciocchezza firmata Nannini/Pacifico, è chiaro che non serva andare a Los Angeles per trovare belle canzoni. "L'essenziale" dell'onnipresente Casalino è già materiale di studio nella categoria delle ballate sanremesi (e continua a crescere dopo ogni ascolto), mentre Cremonini e il Fossati post-ritiro firmano, rispettivamente, le ottime "La valle dei re" e "Spari nel deserto" – di gran lunga i brani più suggestivi e interessanti del disco.
Malgrado la varietà delle collaborazioni e dei generi (con addirittura una concessione dance in "Una parola"), l'album è tenuto insieme con coerenza e abilità da Michele Canova: l'eccellenza nel campo della produzione italiana. Ma se Canova, al suo meglio, sa rendere radiofonico qualsiasi genere senza seppellire la personalità dell'artista (l'electro di Jovanotti, l'R&B di Tiziano Ferro, il rap di Baby K), in #PRONTOACORRERE ha lo stesso effetto che ha Morbioli sui video italiani: è tutto così curato e patinato che il protagonista passa in secondo piano. Ed ecco perché viene da definirlo il disco di un talent: è una bella compilation senza sbavature, ma quel Mengoni che cantava "Psychokiller", che nei live eseguiva un medley Motown di dieci minuti, che chiudeva un album con un bolero e una traccia fantasma degna di Moby purtroppo non si trova più. Forse ritornerà, forse deve prima soddisfare il grande pubblico con una veste più semplice e tradizionale per potere poi spiazzare di nuovo. Del resto, il tempo non gli manca.

TRACKLIST:

L'essenziale
Non me ne accorgo
Non passerai
Un'altra botta
La vita non ascolta
Pronto a correre
Bellissimo
La valle dei re
I got the fear
Avessi un altro modo
Evitiamoci (la soluzione)
20 sigarette
Spari nel deserto
Una parola
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