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Il Parto delle Nuvole Pesanti, dopo essersi dedicato a molteplici esperienze artistiche dal teatro alla cinematografia, torna a dare una nuova energia musicale, frutto di un intenso lavoro fatto dai fondatori del gruppo Peppe Voltarelli, Salvatore De Siena e Amerigo Sirianni. Una piccola svolta che con questo nuovo lavoro, “Il parto”, porta secondo Voltarelli “verso il cantautorato italiano, arriva a Luigi Tenco a Fabrizio De Andrè, ma va anche verso la più leggera poeticità di un conterraneo come Rino Gaetano”.
20 brani per circa 70 minuti di musica ricchi di partecipazioni d’eccezione; alcune già trovate in precedenti lavori, come quella di Roy Paci che ne “Il parto” suona tutti i fiati o come quella con Claudio Lolli in “I musicisti di Claudio Lolli”.
Un bel teatro colorato da voci, idiomi e strumenti; e se non stupisce di trovare un 99 Posse come Marco Messina alla programmazione elettronica di un paio di pezzi, colpisce piacevolmente ascoltare dei versi di Davide Van De Sfross in “ Sono io l’imperatore”.
Questo disco attraversa, grazie alle collaborazioni, idealmente tutta l’Italia: oltre ai già citati Marco Messina, Davide Van De Sfross, Roy Paci e Claudio Lolli, all’interno del disco si trova la partecipazione anche di Paolo Jannacci in “Onda Calabra”, Amy Denio in “Capatosta”, Sergio Tacchi in “Gilles”, Claudia Crabuzza-Les Anarchistes-Antonello Ricci in “Io sono l’imperatore”. Fondamentale è stato anche l’apporto di musicisti come Ettore Castagna, Franco Crisaldi e Pasquale Morgante.
Parecchi sono gli spunti delle Nuvole Pesanti nei confronti della geniale ricerca musicale di Fabrizio De André e Vinicio Capossela, ma con alcune differenze che si trovano soprattutto in quella particolare attenzione, come sempre nei loro dischi, a quella solarità musicale che per fortuna tradisce le loro radici. Gli oltre 15 anni passati a Bologna non fanno neanche un po’ attenuare il loro calore meridionale che li rende così particolari.
Il pezzo d’apertura del settimo lavoro de Il Parto delle Nuvole Pesanti, “Onda calabra” è anche la colonna sonora del film di Giuseppe Gagliardi “Doichlanda”. Questo film che parla, neanche a dirlo, degli immigrati italiani in Germania, è stato premiato lo scorso anno al Festival di Torino.

(Barbara Ciabilli)

TRACKLIST:
“Onda calabra”
“L’imperatore”
“Riempire gli spazi”
“Gli amici degli amici”
“Banaltango”
“Capatosta”
“Via da questa miseria”
“Cantare”
“Il lavavetri”
“Zu’lanieri”
“I musicisti di Lolli”
“Piccola mia”
“Attenzione all’estinzione”
“Meccaniche terrestri”
“Ognuno è libero”
“Gilles”
“La guerra di Piero”
“La paura”
“Cineserie”
“Voci umane”





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