Antonello Venditti: ‘Il mio libro è nato come nasce una canzone’
17 ott 2009 - “L’importante è che tu sia infelice”: è questa la frase che Antonello Venditti si è sentito ripetere per anni da sua madre e che ha scelto come titolo della sua autobiografia, nelle librerie da ieri, venerdì 16 ottobre. Una frase che non è solo un modo di dire familiare all’artista romano, ma è soprattutto significativa per capire che tipo era la signora Wanda Sicardi Venditti: “Se non fosse venuta a mancare mia madre, forse questo libro non lo avrei mai scritto”, ha spiegato il cantautore a Rockol, “E’ stato del tutto inaspettato per me, non ci avevo mai pensato. Inizio dalla fine, inizio con il raccontare il giorno in cui mia madre è deceduta, così, inaspettatamente, e mi ha lasciato un baule che non ho avuto ancora il coraggio di aprire da due anni a questa parte”.Nel libro, Venditti, si racconta e scrive di alcuni episodi che hanno caratterizzato l’infanzia, l’adolescenza e parte della sua carriera: “Non mi prendo mai sul serio, non del tutto. Per scrivere una mia biografia ci vorrebbero diecimila pagine. Quella ufficiale la lascio ai biografi, quella mia, come questa, è invece una cosa piccolina, un racconto. Tutto è molto naturale, tutto nel libro ha la stessa valenza, dall’incontro con il meccanico che mi trucca la macchina a quello con il Dalai Lama… ecco, questa è la mia vita. A volte mi sento come un piccolo Forrest Gump”, spiega Venditti, “Un amico che non c’è più ha sempre sostenuto che sono stato testimone e protagonista di molte cose e che la mia fortuna è di non prendere coscienza che sono Antonello Venditti il cantautore. Sono una persona che si è trovata davanti a fatti che magari hanno anche cambiato al storia del nostro Paese, ma quando lo racconto, o quando ci penso, lo faccio con assoluta ingenuità”.
“Non ho impiegato molto a scrivere il libro”, ha aggiunto, “Mi ha aiutato Simona Orlando, una carissima amica che è stata eccezionale, si è messa lì con me a costringermi a scrivere e quindi l’abbiamo fatto in pochissimo tempo. In realtà a gennaio, febbraio, era già finito, ho solo voluto aggiungere alcune cose, come la premonizione che ho avuto sul terremoto dell’Aquila, che è stata pazzesca”.
In “L’importante che tua sia infelice” (Mondadori) ci sono anche episodi che riguardano diversi artisti della scena cantautorale italiana, da Lucio Battisti a Claudio Baglioni, da Lucio Dalla, Fabrizio De André a Francesco De Gregori: “Vorrei rassicurare i colleghi: non c’è nulla di negativo, si parla e si racconta solo delle cose belle che mi hanno dato”, ha raccontato divertito Venditti, “Scrivo un po’ tramite flash back, ma, per esempio, tutto il periodo degli anni Novanta ad oggi non c’è, arrivo a scrivere in maniera sostanziale fino agli anni Ottanta. Mi piace come libro”, ha concluso, “Ha l’ispirazione di una canzone. Questo volume è la scusa per non aprire ancora quel baule dove ho tutto. Quando è scomparsa mia madre ho venduto subito la sua casa, non sopporto essere schiavo dei posti. Però mi è rimasto questo baule che contiene il suo diario su cui ha scritto tutti i giorni della sua vita. Piuttosto che leggere quel diario, ho cominciato a raccontarmi. Quando aprirò il baule, probabilmente, scriverò il secondo libro…”
TAGS: Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Interviste, libro, Lucio Battisti, Lucio Dalla, musica italiana
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Antonello Venditti è nato a Roma l’8 marzo 1949. Alla fine degli anni ’60 è un giovane che alla… leggi tutto >
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