«QUESTA SERA CANTO IO - Adriano Aragozzini» la recensione di Rockol

Adriano Aragozzini - QUESTA SERA CANTO IO - la recensione

Recensione del 10 feb 2017 a cura di Franco Zanetti

La Nave di Teseo, 480 pagine, 18 euro

Voto 6/10

La recensione

480 pagine, che hanno rischiato di essere molte di più se l’editore non avesse richiesto all’autore un sostanziale dimagrimento (la prima stesura arrivava a ottocento): sono le “memorie di Adriano”, inteso Aragozzini, ex giornalista poi manager impresario e produttore, patron di tre edizioni del Festival di Sanremo.

Che in questa raccolta di ricordi della sua lunga carriera avrebbe voluto togliersi molti più sassolini dalle scarpe, poi gli è stata evidentemente consigliata prudenza – peccato per noi lettori, però... – e quello che c’è rimasto di più sapido, stando a quanto scrive l’autore in prefazione, è testimoniato “con firma autenticata dal notaio” da testimoni.

“Spero proprio che nessun artista abbia a lamentarsi... poiché per ciascuno ho scritto poco, davvero poco, di quello che realmente ho vissuto vicino a loro”: un disclaimer che sa di avvertimento a futura memoria (tradotto: “occhio, che posso raccontare molto di più”).

Cinquecento pagine, comunque, restano tante, e se molte sono saporite e divertenti, altre – specialmente nella seconda parte del volume – suonano un po’ troppo elencatorie. Ma ci sono episodi davvero inediti e gustosi – su Domenico Modugno, su Gianni Morandi, su Gino Paoli, su Nicola Di Bari, persino su Tina Turner, con la quale Aragozzini racconta di aver vissuto una love story. Peccato che gli editor, forse troppo impegnati a tagliare e sintetizzare, abbiano trascurato le verifiche: anche fatta la tara all’autocelebrazione, che fa raccontare ad Aragozzini, a maggior gloria sua, fatti che evidentemente ricorda male – come quello riguardante Luigi Tenco alle pagine 38 e 39 – il libro è punteggiato di errori e incongruenze e dati non corretti.

Ora, a me – che mi occupo di musica per mestiere – disturba sempre molto notare, e lo noto purtroppo con grande frequenza, che gli editori tendono a prendere sottogamba la revisione dei libri su temi di musica leggera. Non voglio giocare al Mauro Dalla Porta Raffo, che fa le pulci ai colleghi giornalisti e cerca le pagliuzze nei loro occhi magari non vedendo la trave nell’occhio suo, ma insomma, mi domando: è davvero così difficile affidare la verifica dei contenuti di un libro a un editor appena un po’ attento e competente? Perché poi penso sempre che se ci sono così tanti errori in un libro che parla di musica, e me ne accorgo io perché mi occupo di musica, probabilmente ci saranno altrettanti errori in un libro che parla di sport, o di cinema, o di storia, errori dei quali si accorgerà chi si occupa di sport, o di cinema, o di musica... a meno che queste altre “materie” non siano ritenute - forse chissà, anche a ragione - più meritevoli di cura. Scusate la lamentazione, e buona lettura.

(Franco Zanetti)

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