«WE ARE ALIVE. RITRATTO DI BRUCE SPRINGSTEEN - David Remnick» la recensione di Rockol

David Remnick - WE ARE ALIVE. RITRATTO DI BRUCE SPRINGSTEEN - la recensione

Recensione del 10 giu 2013

La recensione

L'ondata di Bruce Springsteen che ha investito l'Italia nelle scorse settimane si è fatta sentire anche nell'editoria. Sono uscite praticamente in contemporanea due pubblicazioni. Della prima, la più sostanziosa, vi abbiamo parlato qualche tempo fa, quando uscì in inglese: "Bruce" di Peter Ames Carlin - che arriva da noi per i tipi di Mondadori. Non è, come si legge in copertina nella versione italiana "L'unica biografia ufficiale" - ma una biografia a cui lo staff del Boss ha collaborato fornendo aiuti e materiali - senza dare volutamente quel marchio di ufficialità che invece, chissà perché sbuca in Italia. Sia quel che sia, è da leggere se interessa il personaggio.
Qua invece vi parliamo di un librino più esile, ma non meno interessante. Anche qua l'operazione editoriale è strana. "We are alive" non è originariamente stato pubblicato come libro, ma come "ritratto" sulle colonne del New Yorker, prestigiosa rivista statunitense di cui Remnick è dorettore. In Italia è diventato un librino da 128 pagine e caratteri grandi. Per arrivare a queste dimensioni è stato arricchito - e anche appesantito, a tratti - da un'introduzione da note didascaliche che esplicitano alcuni riferimenti culturali del pezzo e da qualche foto.
Ma di un altro genere letterario - anzi, giornalistico - si tratta, appunto: quello del ritratto, come specificato nel sottotitolo. Remnick, fan di lunga data, ha passato diverse ore con Springsteen (soprattutto alle prove del tour, nel 2012 - il pezzo è uscito la scorsa estate in America), con amici, persino andando a riscovare persone dimenticate, come Vini "Mad dog" Lopez, ex batterista della E Street Band, ora spiantato dipendente di un golf club.
Remnick riesce a raccontare l'uomo Springsteen nel bene - la sua meticolosità nel preparare lo spettacolo - e nel male, rivelando la depressione che lo ha attanagliato negli anni '80, frutto di un rapporto complicatissimo con il padre. Una lettura di un'ora o poco più, ma davvero piacevole per i fan e ricca di dettagli non proprio noti - alcuni inediti del tutto - frutto di un lavoro di ricerca di fonti di prima mano. Grande giornalismo, davvero.
La speranza è che, un giorno o l'altro, Feltrinelli o qualcun altro pubblichi non librini come questi ma un libro vero che contenga una raccolta dei ritratti musicali fatti dal New Yorker nella sua lunga storia - ce ne sono di stupendi, da Jerry Garcia a Trent Reznor a Elvis Costello. Quello sì sarebbe un libro da 5 stelle.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.