«SEQUEL TO THE PREQUEL - Babyshambles» la recensione di Rockol

Babyshambles - SEQUEL TO THE PREQUEL - la recensione

Recensione del 23 set 2013

La recensione

Pete Doherty alla voce e alla chitarra, Mick Whitnall alla chitarra, Drew McConnell al basso e Jamie Morrison dietro le pelli (sia qui che negli Stereophonics): questi i Babyshambles arrivati al traguardo del terzo LP. “Sequel to prequel” riprende il discorso interrotto sei anni fa, dopo l’uscita di “Shotter's Nation”, e si presenta come il primo album in cui la responsabilità della stesura dei pezzi non ricade tutta sulle spalle di Doherty. Pare, infatti, che sia stata di McConnell l’idea di rimettere in moto la macchina Babyshambles (una volta ripreso dal grave incidente che nel 2011 gli costò quasi la paralisi): un ritorno in piena regola particolarmente sentito dal bassista, tanto da arrivare, per la prima volta, a condividere la stesura dei pezzi in prima persona al fianco del sempre turbolento frontman. Prodotto da Stephen Street, “Sequel to prequel” conta dodici brani (che diventano diciassette nell’edizione deluxe, tutti scritti tra Londra e Parigi, residenza ormai stabile di Doherty) all’insegna dell’ormai più che consolidato indie rock di stampo brit - con le consuete declinazioni di marca Babyshambles - che fin qui ha sempre portato fortuna al gruppo londinese. Una sorta di vero e proprio marchio di garanzia che il tempo e, soprattutto, i vari eccessi dei singoli, sembrano non aver scalfito: i “nuovi” Babyshambles godono di ottima salute. Ascoltare il primo singolo, l’ottima ballata “Nothing comes to nothing”, per credere.

Tracklist

01. Fireman
02. Nothing comes to nothing
03. New pair
04. Farmer's daughter
05. Fall from grace
06. Maybelline
07. Sequel to the prequel
08. Dr. No
09. Penguins
10. Picture me in hospital
11. Seven shades
12. Minefield

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