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«WE WILL ALWAYS LOVE YOU - Avalanches» la recensione di Rockol

L'amore assoluto e intergalattico suonato e campionato dagli Avalanches

Dopo soli 4 anni torna il gruppo australiano con il terzo disco (la volta precedente erano trascorsi 16 anni). Un concept album con un cast di ospiti reali e campionati ricchissimo da MGMT a Neneh Cherry, da Perry Farrell a Blood Orange. Un discone.

Recensione del 16 dic 2020 a cura di Michele Boroni

Voto 8,5/10

La recensione

Nella storia recente del pop gli Avalanches fanno storia a sé. 
Il gruppo australiano di dj-producer di Melbourne esplose letteralmente nel 2001 con “Since I left you”, disco storico che introduceva il sampling come un elemento all'interno di una canzone, al pari di un accordo di chitarra, un giro di basso o una parte cantata, senza peraltro l'obiettivo che fosse riconoscibile all'orecchio dell'ascoltatore medio (si stima che all'interno del disco siano contenuti più di 3000 campionamenti). Disco di platino, due singoli che entrano nella top 20 e l'acclamazione di tutta la critica. 
Ci sono voluti 16 anni per dar seguito a quel disco, in mezzo ci sono turbolenze personali di Robbie Charter (uno degli Avalanches) e l'incapacità di trovare un tema sonoro per il disco che vide la luce dopo 16 anni: “Wildflower” era una grande festa psichedelica con molti rapper alternativi e star dell'indie rock.

Dopo solo 4 anni arriva la terza fatica che più degli altri ha la statura del concept album, mettendo insieme temi come l'amore, la perdita, la trascendenza e lo spazio. .

Il concept del disco 

Tutto parte dalla storia d'amore di Ann Druyan (la donna che compare nella copertina in un'immagine rielaborata da uno spettrografo)  e Carl Sagan, due comunicatori scientifici che attraverso i loro libri e programmi tv hanno raccontato l'astronomia e l'astrofisica al pubblico di massa. Il loro amore entra anche all'interno del Voyager Golden Record, un disco dorato contenente musica classica e suoni della terra che venne inserito nel 1977 nelle due sonde spaziali del programma Voyager, per essere trovato da qualunque forma di vita extraterrestre. All'interno di quel disco, tra Beethoven e il canto delle megattere, furono registrate anche le onde cerebrali di Ann Druyan dopo che Sagan le aveva chiesto di sposarla, catturando quindi tutto il suo ardore, rendendolo un messaggio di amore universale e perenne. Da qui il titolo del disco ispirato a una canzone del bizzarro gruppo femminile The Roches prodotte da Robert Fripp (“Hammond Song” - 1979).
“We will always love you” è un disco d'atmosfera con molte voci eteree, un cast impressionante di ospiti, pochi brani uptempo e con un concetto d'amore universale molto seventies, condito da suoni spaziali e ultraterreni. 

Le canzoni 

Non è un disco semplice anche se forse è quello che contiene più canzoni-canzoni rispetto ai precedenti lavori degli Avalanches e che potrebbero diventare anche delle hits.

La prima parte del disco (che dura complessivamente oltre 70 minuti per 25 tracce tra brani e interstizi) è molto riflessivo e il primo groove arriva solo dopo dieci canzoni (“Oh the Sunn” con Perry Farrel). Prima c'è Blood Orange che dialoga con il sample di Smokey Robinson di “I'll Take You Any way That You Come” (nella title track), i sognanti MGMT che si incontrano con quei poche accordi perfetti di Johnny Marr (“The Divine Chord”), una sorta di riproposizione di “7 seconds” di Neneh Cherry & Youssou N'Dour dove Sananda Maitreya (meglio noto come Terence Trent D'Arby) duetta con un sample di “Glow Worms” della cantautrice folk britannica Vashti Bunyan. Dagli abbinamenti e dagli artisti coinvolti capite che non si tratta di un disco come gli altri. E non siamo ancora a metà dell'opera. .
Successivamente si susseguono una serie di happy song tra la disco e lo space pop che possono ricordare quelle di “Random Access Memory” dei Daft Punk: la già citata “Oh the Sunn”, “We Go On” con Cola Bovy e Mick Jones e “Music Makes me Higher” che mette insieme “And the beat goes on” degli Whispers, il gospel e la house più leggera per quella che potrebbe essere una potenziale hit. The Avalanches poi non si dimenticano di essere partiti dall'hip-hop, quindi ecco due pesi massimi come Denzel Curry e Sampa The Great che regalano uno   momenti più tosti del disco (“Take Care your Dreaming”). 
Se è vero che l'amore assoluto e interstellare è il tema principale del disco, c'è però anche uno spleen che pervade tutto il disco legato alla perdita come in “Dial D for Devotion” dove Karen O degli Yeah Yeah Yeah recita i versi scritti da David Berman nel suo ultimo progetto “Purple Mountains” prima di suicidarsi "La luce della mia vita si spegnerà stanotte / senza un barlume di rimpianto" ripresa poi nei versi cantati da Pink Siifu nel successivo “Running Red Light”; ma c'è anche molta malinconia nell'inaspettata parte recitata da Kurt Vile in “Gold Sky” con citazione finale un po' buttata lì dei Flaming Lips. 
“We will always love you” è un disco ricco e barocco, magari non perfetto e che si lascia spesso prendere la mano, che mette insieme un approccio alla produzione maniacale vecchio stile à la Brian Wilson e Phil Spector con suoni neo-psichedelici e la passione per i campionamenti sempre usati dagli Avalanches come accordi musicali. Uno dei dischi più sorprendenti di questo fine 2020. 

La traccia per la playlist

“Wherever You Go (feat. Jamie xx, Neneh Cherry e CLYPSO) è un signor pezzo che oltre alle basi ritmiche del leader degli XX e gli interventi vocali di Neneh Cherry, contiene una serie di frasi inserite nel famoso Voyager Golden Record spedito nello spazio (tra cui anche un italiano “Tanti auguri a te”) e una serie imprecisata di sample, come nel miglior stile degli Avalanches, che sarà divertente identificare. 

TRACKLIST

01. Ghost Story (01:23)
02. Song For Barbara Payton (01:40)
03. We Will Always Love You (02:52)
04. The Divine Chord (03:07)
05. Solitary Ceremonies (01:14)
06. Interstellar Love (03:38)
07. Ghost Story Pt. 2 (01:15)
08. Reflecting Light (04:21)
09. Carrier Waves (00:57)
10. Oh The Sunn! (02:18)
11. We Go On (04:01)
12. Star Song.IMG (00:10)
13. Until Daylight Comes (02:27)
14. Wherever You Go (05:50)
15. Music Makes Me High (03:21)
16. Pink Champagne (00:12)
17. Take Care In Your Dreaming (05:00)
18. Overcome (03:31)
19. Gold Sky (04:28)
20. Always Black (03:36)
21. Dial D For Devotion (00:31)
22. Running Red Lights (04:39)
23. Born To Lose (04:53)
24. Music Is The Light (03:08)
25. Weightless (02:57)
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