«TOO MUCH HAPPINESS MAKES KIDS PARANOID - Linea 77» la recensione di Rockol

Linea 77 - TOO MUCH HAPPINESS MAKES KIDS PARANOID - la recensione

Recensione del 26 mag 2000

La recensione

Ci sarà una ragione valida che spieghi come mai tutti i magazines musicali stranieri che contano stiano rivolgendo assiduamente la propria attenzione verso i nostrani Linea 77. La risposta si trova certamente qui, nel loro “Too much happiness…”, la ristampa/rimasterizzazione dell’album d’esordio uscito originariamente nel 1998 per l’etichetta milanese Collapse, con artwork differente ed una tracklist ricca di un pezzo in più rispetto a quest’ultima versione made in Earache. Già a quei tempi anche la stampa italiana si accorse di questi cinque fenomeni, tessendone le lodi e cercando di proporli fortemente ai giovani ascoltatori affascinati dai più grossi nomi americani; ma ci volevano la mobilitazione di un’etichetta conosciuta come l’Earache ed un tour in compagnia di Kill II This ed Earthone9 per svegliare le coscienze. Adesso che le cose sembrano filare per il verso giusto, i Linea 77 ed il loro sound spudoratamente ispirato all’hardcore più intransigente e al più “esportabile” stile di Korn, Deftones. Limp Bizkit e System Of A Down stanno mietendo le prime vittime (andate a vederli dal vivo: superlativi!). Le nove tracce di “Too much happiness” sono, infatti, un vero attentato alla salute dei padiglioni auricolari e alla quiete del buon vicinato. Il suono saturo e tagliente delle chitarre, gli improvvisi cambi di umore e le incursioni schizoidi dei torinesi si adattano benissimo ai gusti dei kidz del nuovo millennio, ma in maggior misura a quello che è ora il trend (brutta parola, ma necessaria) imperante. Trovare nella tracklist anche canzoni dai testi in italiano non è per nulla castrante, anzi ne valorizza maggiormente il talento e nedi mostra le indubbie qualità artistiche: non è sempre facile fare della musica estrema usando una lingua difficile come l’italiano. E se il detto “bisogna battere il ferro finché è caldo” vale davvero, sarebbe il caso di amplificare maggiormente ed il più possibile il verbo e la voce dei Linea 77: in questi anni non sono state poi tante le occasioni di poter vedere un gruppo italiano su Kerrang! o Melody Maker.
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