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«HERE WE COME A-CAROLING - Blackmore's Night» la recensione di Rockol

Lo spirito del Natale passato dei Blackmore's Night

"Here We Come A-Caroling", le carole natalizie di Ritchie Blackmore e Candice Night, direttamente dal Medioevo

Recensione del 14 dic 2020 a cura di Marco Di Milia

Voto 6,5/10

La recensione

Nel corso degli anni il malmostoso Ritchie Blackmore ha assunto molto più le fattezze del Grinch, almeno caratterialmente, che non quelle del bardo scampanellante. Eppure, insieme alla compagna Candice Night, in oltre due decenni di sodalizio artistico, la coppia ha rivisitato in più di un’occasione le suggestioni calde e avvolgenti del periodo invernale. Un interesse verso la magia natalizia che si rinnova col nuovo lavoro dei Blackmore’s Night dal titolo “Here We Come A-Caroling”.

Quattro carole per Natale 

Una profusione in musica di buoni sentimenti e di necessarie speranze di pace per il futuro che il gruppo traspone in quattro tracce immerse in un’atmosfera di gioiosa solennità in mezzo a tamburelli, campanelle, ghirlande e bacche di agrifoglio. Poco più di dieci minuti in totale, in cui sono consegnate in una versione medieval-rinascimentale carole capaci di diffondere zuccherina dolcezza e bontà in cuori sempre troppo induriti dal logorio della vita moderna.

In questo “Here We Come A-Caroling”, Blackmore e Night proseguono quindi sulle medesime coordinate del proprio renaissance rock avviato nel 1997, dove le chitarre elettriche con cui un tempo il vecchio Ritchie faceva scintille fuori e dentro i Deep Purple sono state sostituite da liuti, mandolini, ghironde e quinterne al servizio della voce cristallina di Candice. A guidare le danze è il brano che dà il titolo al disco, un classico del 1850 gonfiato di un’armoniosa vezzosità che intona amore e serenità al mondo intero. Gongolante e fiabesca, la ballata mette in scena tutta la ricamata armonia del duo che, tra avventure di cavalieri, percussioni e scenari bucolici, affonda i suoi riferimenti nella musica popolare di un passato lontano.

Ancora, pescando con composta bontà d’animo nell’immaginario mitologico di elfi e folletti, il flauto accompagna la breve e vellutata melodia del 1849 di "It came upon a midnight clear", mentre negli arpeggi di "O little town of Bethlehem" il baricentro sembra spostarsi verso le ambientazioni celtiche. In chiusura, infine, con il tradizionale “Silent night” il tono si fa etereo ed accorato nella rilettura di uno dei più celebri canti di Natale mai composti.

Fuga dalla modernità

Con tocco leggero, questi brani sfuggono alla contemporaneità per evocare, mitizzandola, un’epoca distante, in una cartolina sonora del Natale di un altro tempo. Troppo breve per dirsi davvero incisivo, il disco è strettamente connesso con il periodo in questione, che invero potrebbe far accapponare la pelle dei più impermeabili ai sentimentalismi. Blackmore scegliendo la strada della nicchia con il suo progetto a due con la compagna Candice Night ha evidenziato quanto sia fuori rotta dall’hard rock e ben soddisfatto nelle sue vesti da antico menestrello che riporta al proprio palo della cuccagna il folklore, antico e a tratti mistico, del Natale. In attesa che l’incanto delle feste faccia la sua parte - così come un nuovo album di inediti dei Blackmore’s Night previsto per la prossima primavera - “Here We Come A-Caroling” prova ad accelerarne gli effetti.

TRACKLIST

01. Here We Come A-Caroling (02:20)
02. It Came Upon A Midnight Clear (01:58)
03. O Little Town Of Bethlehem (03:16)
04. Silent Night (02:38)
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