«MORBIDO - Moci» la recensione di Rockol

"Morbido" di Moci è l'album che il post-indie aspettava

Non Dalla, non Venditti, ma Mac DeMarco e l'indie pop lo-fi e weird di matrice americana, mischiato eventualmente ad un gusto per lo splatter dal sapore più cinematografico (Tarantino?) che musicale: suonerà pure acerbo, ma quanta freschezza.

Recensione del 16 nov 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Casco e armatura di cuscini. È così che Moci, romano classe 1997, tra i protagonisti del nuovissimo cantautorato capitolino, quello del post-indie, si prepara al disco d'esordio. "Morbido", che arriva dopo un Ep totalmente autoprodotto (pubblicato su SoundCloud lo scorso anno: è ancora lì, se vi interessa ascoltarlo lo trovate a questo link) e una manciata di singoli, è una ventata d'aria fresca in una scena ormai satura di cloni e replicanti - possibile che a distanza di cinque anni da "Mainstream" il benchmark continui ad essere Calcutta? - e povera di novità. I riferimenti, intanto: non i giganti del cantautorato pop italiano citati dalle star dell'ItPop, da Dalla a Venditti, ma Mac DeMarco e l'indie pop lo-fi e weird di matrice americana, mischiato eventualmente ad un gusto per lo splatter dal sapore più cinematografico (Tarantino?) che musicale. A tratti anche disturbante, come nel singolo "Pensieri bellissimi", che è anche il pezzo che apre il disco: "E poi cascherai, ti sfracellerai / il cervello sopra il mio marciapiede / e i piccioni che passeranno là penseranno ""ma che bel marciapiede / un mix di merda e di cicche". La produzione è di Giancane, ex chitarrista della rock band romana de Il Muro del Canto (fuori dal Grande raccordo anulare ci si è accorti di lui quando la scorsa primavera, in pieno lockdown, Zerocalcare ha usato la sua "Ipocondria" come sigla della serie cartoon "Rebibbia quarantine"), che ha aiutato Marco Colagrande - questo il vero nome del cantautore - a togliere dai suoi pezzi la puzza della cameretta e a dargli un sapore più aspro e acido, guardando proprio ai dischi di Mac DeMarco e affini. Moci parla certo alla sua generazione ("E poi mi sveglio alle 2 che ho ancora sonno e ho lezione alle 3", canta in "Morbido"), ma lo fa con un linguaggio più originale rispetto a quello dell'ItPop, tanto nei testi, pieni di immagini bizzarre ("Strappami la pelle dalle dita come fai col vinavil / e attaccati al capillare del mio occhio destro e resta sempre qui"), quanto nei suoni, un indie-rock personale che non strizza l'occhio alle tendenze ma che non manca di concedersi sprazzi di libertà ("Telegiornale" ricorda in certi passaggi i Lunapop, "Niagara" guarda più al rock Anni '60 che all'indie degli anni Duemila). Suonerà pure acerbo, come ogni disco d'esordio che si rispetti, ma quanta freschezza.

TRACKLIST

02. Telegiornale (03:12)
03. Coralli (03:32)
04. Primo Piano (03:51)
05. Mica Male (03:44)
06. Niagara (03:19)
07. Morbid (00:49)
08. Morbido (03:25)
09. Freddo (03:00)
10. In Mutande (04:04)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.