«SUGAREGG - Bully» la recensione di Rockol

Rabbia selvaggia e suoni anni ’90: Alicia Bognanno è pura energia rock

Per la Sub Pop è uscito “Sugaregg”, l’album che dimostra come i Bully facciano sul serio. La storica etichetta, dopo la pubblicazione di “Losing”, torna ancora a quelle sonorità che l’hanno resa leggendaria.

Recensione del 07 set 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

“I Bully sono i nuovi Nirvana”. In molti lo hanno scritto non solo sui social, ma anche su magazine e siti di settore. Andiamoci piano. Un elemento è certo: il gruppo di Nashville, capitanato da Alicia Bognanno, affiancata da Zachary Dawes al basso e Wesley Mitchell alla batteria, con il terzo album “Sugaregg”, ha alzato notevolmente l’asticella. Questo perché Alicia ha preso in mano la band come mai prima, trasformandola in una propria creatura, fondamentale per esorcizzare diversi problemi personali fra cui un disturbo bipolare. I richiami al grunge e ai suoni anni fine anni ottanta/inizio anni novanta, con un velo di pop a condire alcuni brani, sono l’asse su cui si fondano le dodici canzoni del progetto.

Un disco in major, "Feels Like" del 2015, poi l'approdo su Sub Pop con "Losing" nel 2017: questo il cammino della band che, rispetto ai propri “padri musicali”, ha compiuto una strada al contrario. Anche “Sugaregg” è uscito per Sub Pop, la mitica etichetta di band come Nirvana, Soundgarden e Mudhoney. Una curiosità: per alimentare il paragone con i Nirvana, Bognanno ha di recente interpretato “About a Girl”, ribadendo ancora una volta il suo amore per la band di Seattle. Al centro di questo terzo capitolo svetta sopra tutto e tutti la bionda Alicia, in particolare la sua capacità di iniettare forza espressiva ai brani, passando dalla potenza di pezzi come "Add It On", che apre il disco, alla forza tranquilla di canzoni come “You”. Formatasi alla corte di Steve Albini, figura centrale del rock indipendente, Alicia, per questo album, ha lavorato con John Congleton, produttore già vicino a St.Vincent, David Byrne e Angel Olsen. Nel 2014 ha vinto un Grammy Award proprio per l’album omonimo di St.Vincent. Non solo c’è un’evoluzione musicale, ma anche testuale: la rocker, in molti frangenti, canta le sue canzoni a squarciagola, con rabbia e visceralità, rivendicando una sua personale forma di emancipazione in cui vuole che si rispecchino anche gli ascoltatori. Pezzi come “Stuck In Your Head” e “Hours And Hours” sono il vero fuoco incrociato dell’album, ma non mancano anche pezzi diversi, più orientati al noise come “Add It On”. “Sugaregg” infine non rinuncia ad allargare i confini con ballate dai testi più liquidi come “Prism”.

Il disco, in definitiva, non è una copia fuori tempo massimo di un mondo che non c’è più, è il ritorno al futuro di un rock con radici salde, capace anche di trasmettere una buona dose di freschezza. Rumoroso, arrabbiato, sensibile, l’album ha tanti e diversi lati positivi per gli amanti del genere. È evidente: non siamo più negli anni ottanta/novanta, l’attenzione a certe sonorità è mutata e, per quanto Alicia Bognanno si dimostri una performer notevole, solo il tempo dirà se i Bully diventeranno grandi protagonisti del rock internazionale.

TRACKLIST

01. Add it on (03:21)
02. Every Tradition (03:26)
03. Where To Start (03:01)
04. Prism (05:03)
05. You (02:25)
06. Let You (02:55)
07. Like fire (03:05)
08. Stuck In Your Head (02:08)
09. Come Down (04:13)
10. Not Ashamed (02:23)
11. Hours And Hours (03:30)
12. What I Wanted (02:46)
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