«FLAMING PIE - Paul McCartney» la recensione di Rockol

Paul McCartney, la ristampa-monstre di "Flaming pie"

5 cd, 2 dvd, il consueto libro accompagnatorio e altre amenità: pregi e difetti della riedizione di un disco importante per la carriera dell'ex-Beatles

Recensione del 07 ago 2020

Voto 8/10

La recensione

di Luca Perasi

Seguendo le tendenze del mercato discografico “fisico” (o di quel che ne è rimasto), si può dire che i due grandi filoni trainanti siano la rinascita del vinile e la fioritura di Deluxe Edition, cofanetti e ristampe celebrative. La “Paul McCartney Archive Collection”, che compie dieci anni, ha dato il suo contributo ad entrambe le linee di prodotto con operazioni sempre spettacolari.

La Deluxe Edition di “Flaming Pie” (album pubblicato da McCartney nel 1997, dopo quattro anni di silenzio discografico), prosegue nel solco delle precedenti ristampe-monstre, con 5 cd, 2 dvd, il consueto libro accompagnatorio e altre amenità come riproduzioni di manoscritti originali, taccuini e materiale d’archivio (c’è anche un plettro). Essendo un’edizione destinata a un preciso pubblico, già in possesso delle edizioni originali dei dischi dell’ex-Beatle e disposta a spendere somme rilevanti, credo sia utile metterne in luce pregi e difetti.

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Cominciamo dalla musica. Stavolta i contenuti sono all’altezza, ma con un piccolo sforzo si poteva fare meglio. Come di consueto c’è la versione rimasterizzata dell’album originale: fu un disco importante per la carriera di McCartney, e raggiunse il n.2 negli Stati Uniti. Le migliori canzoni a mio giudizio sono “Young boy”, “Somedays” - nel caso non siate amanti dell’arrangiamento manieristico di George Martin scaricatevi la versione senza orchestra dal sito www.paulmcccartney.com che NON si trova nel cofanetto -, “Calico skies”, “Souvenir” e “Beautiful night”.

E’ però il secondo cd ad attirare l’attenzione. Stavolta si sono recuperate le demo casalinghe di ben undici delle quattordici canzoni dell’album: queste versioni sono una finestra sul metodo di lavoro di McCartney. Interessante scoprire che in alcuni casi Paul ha tagliato o modificato alcune parti, come in “The song we were singing” o “Young boy”: quest’ultima e “Souvenir”, proveniente dalla session di scrittura originaria in Giamaica, con il suono del telefono di casa e il rumore della pioggia scrosciante in sottofondo, sono le più belle. 

I cd 3 e 4 comprendono invece early mix di alcuni brani, due inediti (inclusa “Whole life”, reincisa nel 2003 con Dave Stewart; ma dove sono i pezzi scartati dalle sedute con Steve Miller?), lati B pubblicati sui singoli all’epoca, qualche altra demo e “The ballad of the skeletons”, una collaborazione con Allen Ginsberg pubblicata nel 1995 su singolo (potete ascoltarla qui). 
Una considerazione: i cd 2 e 3 durano all’incirca 35 minuti l’uno. Perché non accorparli? Il cd 5, “Flaming Pie at the Mill” (Paul che illustra le meraviglie del suo studio, di fatto non c’è musica), è pleonastico; o forse no. Un’altra opportunità per alzare il prezzo? 

Una nota stonata collaterale sono i contenuti extra che vengono disseminati come download (in mp3!) sul sito oppure resi disponibili in formato video in seguito a joint venture promozionali (un’outtake di “Broomstick” si può ascoltare solo qua). Ma allora a che cosa serve la Deluxe Edition? Il pubblico che compra queste edizioni vorrebbe – giustamente – trovarvi tutto.
I due dvd ripropongono invece filmati d’epoca – lo speciale sull’album “In the world tonight”, vari videoclip, interviste - e un video sul meeting dedicato alla preparazione della copertina del disco.

Il libretto accompagnatorio è a mio avviso deludente. L’elemento chiave per la ripromozione del disco è il collegamento con l’operazione “Anthology” dei Beatles. Diverse pagine sono dedicate anche alla collaborazione tra McCartney e Allen Ginsberg, e c’è spazio naturalmente per ricordare Linda, che in quegli anni affrontò la sua battaglia più difficile contro il nemico più difficile. Aneddoti sulle canzoni non ve ne sono, le interviste con i protagonisti (Jeff Lynne, Steve Miller e Ringo) svelano pochissimo su quel che accadde in studio e sui processi di incisione. L’accento è sul personaggio McCartney più che sul musicista. Le informazioni sulle date di registrazione non sono particolarmente abbondanti: si è fatto affidamento sulle date pubblicate in origine, che riportavano solo l’incisione della traccia base, e forse era il caso di arricchire il tutto con le informazioni sulle sedute di sovraincisione. Nemmeno sui crediti dei musicisti e degli strumenti si è ricercato con maggiore attenzione: se c’erano errori sul libretto originale, questi sono stati riportati, oppure non si sono armonizzate le diverse fonti.

A qualcuno sembreranno questioni di lana caprina: sono invece temi non solo importanti ma sui quali è necessario investire tempo, se si vogliono restituire dignità e dimensione storica a queste operazioni. 

Luca Perasi è l' autore di “Paul McCartney: Recording Sessions (1969-2013)"

TRACKLIST

01. The Song We Were Singing - Remastered 2020 (03:55)
02. The World Tonight - Remastered 2020 (04:05)
03. If You Wanna - Remastered 2020 (04:37)
05. Young Boy - Remastered 2020 (03:54)
07. Flaming Pie - Remastered 2020 (02:30)
08. Heaven On A Sunday - Remastered 2020 (04:26)
09. Used To Be Bad - Remastered 2020 (04:12)
10. Souvenir - Remastered 2020 (03:41)
11. Little Willow - Remastered 2020 (02:58)
12. Really Love You - Remastered 2020 (05:18)
13. Beautiful Night - Remastered 2020 (05:08)
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