«PETALS FOR ARMOR - Hayley Williams» la recensione di Rockol

Hayley Williams mostra i suoi petali d'amore e rabbia

Il primo album solista della cantante dei Paramore è una mappa dei sentimenti disegnata dalla voglia di essere, per una volta, libera dai confini di una band.

Recensione del 12 mag 2020 a cura di Claudio Cabona

La recensione

Libera di fare i conti con se stessa, da sola. “Petals for Armor”, il primo album solista di Hayley Williams, voce della band pop-rock Paramore, è una sorta di liberazione, un manuale di indipendenza. Non un ripudio del passato, ma un viaggio consapevole e personale attraverso una propria visione della musica. La cantautrice statunitense, 31 anni, prima donna dal 1999 a vincere nella categoria miglior canzone rock ai Grammy Awards, è entrata nel gruppo del Tennessee a 15 anni e, ora che quest’ultimo ha preso una pausa, dopo una vita passata dentro le logiche di una band, ha voluto incidere quindici canzoni che raccontano i suoi fantasmi e giocano con i generi. Non si tratta di un distacco dal suo percorso, ma per certi aspetti un’evoluzione necessaria, una ricerca di una propria autonomia.

Il suono dei Paramore è in qualche modo presente, ma c’è anche tanto altro ed è questo il lato più interessante: Williams sperimenta, mischia il pop, il rock, il jazz, l’elettronica, scrive di storie e drammi personali, costruisce e distrugge suoni paranoici e avvolgenti, donando all’album un’ottima varietà. Si mette a nudo esorcizzando il divorzio, le complicate relazioni familiari e il peso di una band a cui è legata in modo indissolubile, nel bene e nel male, e che ha trascinato dagli inizi emo a una consacrazione nell’universo rock. L’album completo è diviso in tre parti perché raggruppa tre ep e, sebbene siano presenti il touring bassist dei Paramore Joey Howard e il chitarrista della band Taylor York, il progetto è autentico e intimo.

“La rabbia è una cosa tranquilla”, inizia così il brano di apertura “Simmer”, porta d’ingresso a “Petals for Armor”. “Cinnamon”, invece, è un’ode alla ricerca di conforto all'interno della propria casa: il proprio cane, un leggero odore di agrumi e la sensazione di poter finalmente fare pace con se stessa. È il preludio a “Creepin” in cui l’anima sperimentale di Williams prende il sopravvento, stupendo. Voci modificate e sintetizzatori fanno da collante a un brano che rievoca artiste come Billie Eilish, prendendo di fatto una distanza siderale dal sound pulito dei Paramore, che invece sembrano in qualche modo aver influenzato il pop diSudden Desire”. Immagini floreali e spaccati di vita domestica abbondano: spezie, zucchero, animali, feste, balli liberatori improvvisi, giardini. Williams inietta in queste visioni femminilità e forza rock, proprio come in “Roses/Lotus/Violet/Iris” cantata insieme alle Boygenius, super band femminile: il brano è un’unione di intenti fra donne che, invece di contrastarsi, dimostrano insieme tutta la loro tenacia attraverso alcune metafore bucoliche. Williams, in definitiva, affronta svariati generi, mutando e trasformandosi, ma sempre con il dichiarato obiettivo di scoprirsi maggiormente, di mostrare i propri petali.

TRACKLIST

#1
01. Simmer (04:26)
02. Leave It Alone (04:05)
03. Cinnamon (03:31)
04. Creepin' (02:58)
05. Sudden Desire (03:07)

#2
01. Dead Horse (03:19)
02. My Friend (03:39)
03. Over Yet (03:34)
05. Why We Ever (04:23)

#3
01. Pure Love (03:07)
02. Taken (02:45)
03. Sugar On The Rim (04:14)
05. Crystal Clear (03:32)
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