«MELODY OF CERTAIN DAMAGED LEMONS - Blonde Redhead» la recensione di Rockol

Blonde Redhead - MELODY OF CERTAIN DAMAGED LEMONS - la recensione

Recensione del 09 mag 2000

La recensione

I Blonde Redhead sono una specie di sogno per gli amanti del rock marginale e sofisticato, già solo per il corto circuito geografico e culturale che rappresentano: una band newyorkese formata da due gemelli italiani e una ragazza giapponese. Aggiungiamo un certo gusto per le dissonanze di matrice Sonic Youth, il cui batterista Steve Shelley ha seguito i primi passi del curioso ensemble, e la ricetta sembra davvero perfetta per stuzzicare i palati più snob. in effetti, il gruppo ha attirato un'attenzione notevole - anche se non sempre benevola -, ma al di là delle curiosità superficiali, va detto che non si tratta di un bluff. "Melody of certain damaged lemons" si mostra forse meno affilato nei suoni rispetto ai lavori passati, ma può contare su diverse buone canzoni, come "In particular", "Hated because of great qualities" (forse il pezzo più bello del disco) o l'obliqua e stralunata "This is not", probabilmente il massimo avvicinamento possibile per i Blonde Redhead a quello che viene comunemente considerato pop. C'è ancora spazio per il breve assalto gridato di "Mother", il cui andamento ritmico ricorda un po' certi episodi dei Fugazi (Guy Picciotto, voce e chitarra della band di Washington D.C., produce l'album), racchiuso però fra gli episodi più dolenti, "For the damaged" e la sua ripresa, assente dai crediti di copertina, il cui la voce di Kazu Makino si appoggia a un sobrio e malinconico accompagnamento pianistico. In definitiva, un buon disco, che dovrebbe mantenere i Blonde Redhead in buon posizione nelle preferenze degli appassionati di rock indipendente. Resta solo da capire che cosa sia esattamente la "melodia di certi limoni avariati".
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