«PIRAMIDI - Germanò» la recensione di Rockol

Nessuno sa rifare Battisti e Carella meglio di Germanò

Tre anni dopo il suo esordio, il cantautore romano torna con "Piramidi", tra funk, italo-disco e citazioni d'autore. La recensione.

Recensione del 20 apr 2020 a cura di Mattia Marzi

Voto 7/10

La recensione

Alla fine, Germanò ha trovato il suo ritmo. Era sempre stato lì, sotto i suoi occhi, nascosto tra i solchi dei vinili di certi dischi italiani di fine Anni '70, su tutti quelli di Battisti e Enzo Carella, che ha consumato a furia di ascoltare. Si trattava solo di assorbirlo per bene. Cosa che ha fatto negli ultimi tre anni, quelli trascorsi dall'uscita del suo esordio, che si intitolava proprio così: "Per cercare il ritmo".

Il cantautore romano torna ora con nove canzoni che lo vedono rendere ancora più esplicito il debito artistico che ha nei confronti della voce di Poggio Bustone e del cantautore di "Barbara" (il titolo del nuovo album, "Piramidi", è un omaggio al suo "Sfinge"), già espresso qui e là nel suo disco precedente. Se non nei testi, che restano legati alla contemporaneità, con tanti riferimenti alla quotidianità (tra serie tv, videogiochi, spunte blu - è il linguaggio della nuova scena del giro ItPop, della quale Alex Germanò fa parte), quanto meno negli arrangiamenti e nel sound, tra funk e italo-disco: Germanò mette da parte le atmosfere introspettive dei pezzi di "Per cercare il ritmo" e si butta in pista.

"Piramidi" è un disco tutto da ballare, un mix di dance classica ed elettronica moderna (con una spruzzatina di french touch nella strumentale "Macao"). Il cantautore lo ha scritto al computer, utilizzando software per creare musica, registrando poi gli strumenti insieme a Matteo Cantaluppi (noto ai seguaci della scena ItPop per aver definito insieme a Tommaso Paradiso il sound dei Thegiornalisti, da "Fine dell'estate" a "Completamente"; ha collaborato anche con Ex-Otago, Canova e recentemente con Dente), che lo ha affiancato nella produzione: oltre ai due, nel disco suonano anche Francesco Aprili (già batterista per Giorgio Poi, Motta, Ainé), il percussionista dei Selton Daniel Plentz, il sassofonista Davide Ricci e Matteo Patrone (al piano per diversi esponenti della new wave italiana).

Ritmi trascinanti, linee di basso potentissime, melodie catchy suonate alle tastiere e ai synth: da "Matteo non c'è" a "Piramidi", passando per "Enchantè" e "Ça va?", Germanò rielabora le sue ispirazioni secondo criteri personali, anche se spesso i confini tra le citazioni e la sua personalità autoriale sono poco netti: le tastiere di "Friends forever" che ricordano fin troppo quelle di "Arrivederci a questa sera" di Battisti, il sax di Davide Ricci nel finale "Ti sorprenderebbe" che è un chiaro omaggio a quello (straordinario) di Derek Grossmith nella coda di "Prendila così", sempre di Battisti, per fare due esempi.

Lo ascolti una prima volta e non smetti di tenere il tempo con il piede, mentre le canzoni nel frattempo ti si appiccicano alle orecchie (Germanò scrive parecchio bene e se ne sono accorti anche gli a&r delle major: l'anno scorso una sua canzone, "Succede che", è stata incisa da Emma Marrone per il suo "Fortuna" e nei prossimi mesi arriveranno sicuramente altre collaborazioni come autore).

Lo ascolti una seconda volta e pensi: "Non male, ma se proprio devo ascoltare uno che rifà Battisti o Carella, allora prendo dallo scaffale dei vinili gli originali". Poi alla terza capisci cos'è che ti spinge a continuare ad ascoltarlo: se è vero che in questi ultimi anni tanto Battisti (o meglio: il Battisti di fine Anni '70, "Una donna per amico" e dintorni) quanto Carella sono stati ampiamente recuperati nei loro dischi dai vari esponenti della new wave italiana, nessuno l'ha fatto meglio di Germanò con "Piramidi". In alcuni casi, lo abbiamo detto, il recupero è quasi filologico, ma non solo nei suoni: ascoltate i versi di "Enchantè" ("la tua pelle è una bottiglia / i tuoi occhi una falena / le tue tette un Beelzebub che mi fan cucù"), tra il demenziale e il geniale, e provate a non pensare ai testi di Carella e Panella.
Sì, non sarà originalissimo, ma un disco così non può non fartela prendere bene.

TRACKLIST

01. Matteo non c'è (03:26)
02. Gluten free (03:28)
03. Enchantè (02:53)
04. Stasera esco (03:26)
05. Macao (01:41)
06. Friends forever (03:05)
07. Dov'è che mi fa male (03:26)
08. Ça va? (03:25)
09. Ti sorprenderebbe (03:49)
10. Piramidi (04:07)
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