«SETTEBELLO - Galeffi» la recensione di Rockol

La rivincita di Galeffi, l'ultimo a salire sul treno dell'indie pop prima che fosse troppo tardi

A due anni e mezzo di distanza dal debutto con "Scudetto" il cantautore romano torna con un nuovo album, il primo per una major. Lontano dalle trollate dell'ItPop, co "Settebello" fa un passo di lato: la recensione.

Recensione del 20 mar 2020 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Galeffi è stato sfortunato. Quando nel 2017 il grande treno dell'indie pop romano partì da Termini alla volta della stazione Centrale di Milano, la città delle major, Marco Cantagalli - questo il suo vero nome - fu l'ultimo a prendere posto, lanciandosi dentro proprio mentre le porte si stavano chiudendo: si accontentò dell'ultimo sedile dell'ultimo vagone (Niccolò Contessa, Calcutta Tommaso Paradiso e i suoi Thegiornalisti viaggiavano in executive, Motta, Carl Brave e Franco126 in business, Gazzelle, i Viito e Giorgio Poi in premium). Quando il treno arrivò a destinazione, mentre gli altri si fiondarono giù in fretta e furia con i rispettivi bagagli (presi da chissà quale urgenza), Galeffi fu l'ultimo a scendere, non trovando nessuno ad aspettarlo. Nonostante ciò, nei mesi successivi all'uscita, il suo "Scudetto" gli regalò non poche soddisfazioni, permettendogli comunque di farsi un nome tra i seguaci della scena ItPop pur non avendo grosse etichette o strutture alle sue spalle (il disco uscì per Maciste e non fu distribuito nei negozi tradizionali - si poteva acquistare solamente al banchetto del merchandising dei suoi concerti). Sebbene il percorso per lui sia stato più ostico, alla fine - facendosela a piedi con la sua chitarra a tracolla - anche Galeffi è riuscito ad arrivare negli uffici delle multinazionali e ora con questo nuovo album, "Settebello", prova a prendersi la sua piccola rivincita.

Nel gioco della scopa il settebello è la carta che fa la differenza, quella che ogni giocatore aspetta per cercare di portarsi in vantaggio sull'avversario. È quello che prova a fare Galeffi con questa manciata di canzoni, rispetto agli altri esponenti della nuova scena cantautorale romana/italiana: mentre quelli continuano a giocare con i luoghi comuni del genere, tra trollate e varie paraculate, lui fa un passo di lato. Le frasi ad effetto perfette per qualche meme non mancano ("Ho un frigorifero nel cuore e sembra il polo nord", canta in "Dove non batte il sole", oppure "Ho un cruciverba nella testa, ma quasi mai la soluzione", nella title track), ma Galeffi non vuole cercare la sorpresa a tutti i costi. L'umore di fondo, tra inadeguatezza e inquietudine, resta quello che accomuna le canzoni e i dischi di più o meno tutti gli esponenti della scena, declinato in maniera diversa a seconda dei casi, ma c'è qualcosa che stona (in senso positivo s'intende).

Sarà forse merito dello zampino dei Mamakass, duo composto da Fabiò Dalè e Carlo Frigerio più attivo in ambito rap che cantautorale (i Coma Cose sono una loro creatura). Subentrati in cabina di produzione a Federico Nardelli (già al fianco di Gazzelle, Fulminacci, Mox e dello stesso Galeffi per "Scudetto"), i Mamakass hanno aiutato Galeffi a portare a uno step superiore la sua musica, cercando suoni e sapori diversi rispetto a quelli del disco d'esordio, legato alle atmosfere dell'ItPop. "Monolocale" rispolvera i Lunapop più romantici, con il trittico archi, piano e batteria che fa subito "Un giorno migliore". "America", con quei fraseggi jazzy al piano, più che ai cantautori romani di terza generazione sembra guardare alla scuola genovese di Gino Paoli e Bruno Lauzi. E anche se non mancano episodi più spiccatamente melodici (come "Tre metri sotto terra", che cita le "sere nere" di Tiziano Ferro), c'è ampio spazio anche per echi rock (in "Cercasi amore" c'è la sua adolescenza passata tra dischi dei Beatles e le prove in garage insieme alle band con le quali suonava nei locali romani prima di darsi al cantautorato).

Oggi che anche lui, come tutti gli altri esponenti della scena, nel frattempo diventati "grandi", viaggia in executive, Galeffi non ha di che lamentarsi. Le canzoni ci sono, le intuizioni pure e in mano ha un bel settebello: saprà giocarselo bene?

TRACKLIST

01. Settebello (03:19)
02. Monolocale (03:04)
03. America (03:24)
05. Grattacielo (03:22)
06. Quasi Quasi (01:20)
08. Cercasi Amore (03:40)
09. Gas (03:51)
10. Bacio Illimitato (04:21)
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