«VA PROPRIO TUTTO BENE - PAY» la recensione di Rockol

"Va Proprio Tutto Bene": parola di Ozy il carlino

In giro da oltre vent'anni, i PAY nel nuovo album non rinunciano al loro spirito dissacrante per raccontarci che in fondo basta crederci davvero per vivere tempi migliori

Recensione del 10 mar 2020 a cura di Marco Di Milia

Voto 7/10

La recensione

Potrebbe andare sicuramente meglio, eppure i PAY ci tengono a raccontarci la loro rosea visione dei tempi che corrono. Con imprevedibile ottimismo e una certa dose di sarcasmo, il messaggio dei rockers di Varese è affidato al cagnolino Ozy che campeggia con i suoi occhioni languidi in copertina, avvertendo che in fondo, “Va Proprio Tutto Bene”.

In netta controtendenza con i dettami dell’incorporea era digitale, il nuovo lavoro è un concentrato di artigianalità e poetica punk del fai-da-te, un po’ romantico e pure un po’ bizzarro. Non sono nuovi a queste idee i PAY, con la pubblicazione di dischi-oggetto alquanto curiosi. Il precedente e altrettanto eloquente “Canzoni Per Gente Che Non Si Fa Più” del 2016 nascondeva l’avanguardia di otto tracce pubblicate in un cd… già spaccato a metà! E una seconda custodia a parte con quello di backup, masterizzato e ascoltabile. Anche in questa ultima uscita, in vinile bianco a tiratura limitata, la musica è custodita in un oggetto del tutto particolare, curato dall’artista Paolo Proserpio. Confezionato a mano in carta da pacchi accuratamente ripiegata e con tanto di maschera canina da indossare a piacimento, l’album si rivela così con la cover vera e propria, in tutta la sua canina bellezza.

All’interno sono presenti dieci storie di dissacrante allegria che passano in rassegna le avventure dell’uomo più intelligente del mondo, diviso tra un centinaio d’amanti e la noia che continua ad assalirlo, in “Malanoia”, le sofferenze che sanno aspettare pazienti in “La stabilità” e della voglia di evasione programmata di “Partiamo adesso”. Pochi, se non pochissimi fronzoli, la storia dei PAY è quella di una band che non ha mai seguito mode, tendenze, stili o chissà cos’altro. Il loro è rock grezzo da pochi accordi, diretto, divertente e dal ghigno sempre facile. Chitarra, basso e batteria come da tradizione, in presa diretta e senza compromessi.

In giro da oltre vent’anni, il gruppo si compone di personaggi come Mr. Grankio - ovvero Ariele Frizzante, voce storica della fu Rock FM, ma anche animatore e dj dallo stile "cialtrone" - Mr. Pinguino e l’eroica squadra degli Operai del RnR. Sempre sul filo dello sbrago assoluto, questo intrepido ensemble di musicisti e intrattenitori resta una curiosa scheggia impazzita del circuito indipendente, capace di conservare ancora leggerezza e immediatezza di spirito. Lontani anni luce dalle produzioni attuali e sempre ostinatamente fedele al proprio, schietto, credo.

“Va Proprio Tutto Bene” è così un album articolato a metà tra la goliardica provocazione e la mai doma libertà punk, filando veloce dalla prima all’ultima traccia.

Ben inquadrato nel suo genere di riferimento, ma anche in grado di allargarne gli orizzonti. D’altronde, una nuova maturità fa capolino qui e lì tra le strofe, con brani come “La mia ragazza è in coma”, versione in italiano del classico degli Smiths e, ancora, con la relazione non del tutto sviluppata tra Varese e Milano di “Basta Milano” e l’attacco rabbioso di “Questa è una rapina”. Antichi e moderni allo stesso tempo, i PAY trovano con semplicità la loro ragione d’essere, consapevoli che basta crederci perché le cose vadano davvero bene. Anche quando ci stanno solo prendendo per il culo.

TRACKLIST

01. Malanoia (02:22)
02. La stabilità (03:39)
03. Maledetti cantanti (02:38)
04. La mia ragazza è in coma (02:06)
05. Giganti (03:26)
06. Partiamo adesso (04:28)
07. Basta Milano (03:05)
08. Questa è una rapina (01:13)
09. Il gusto che ha (02:32)
10. Va proprio tutto bene (02:35)
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