«STREET FIGHTING YEARS (SUPER DELUXE) - Simple Minds» la recensione di Rockol

I Simple Minds e i loro “Street fighting years”

il gruppo ripubblica il suo album più ambizioso, originariamente uscito nell’89: un disco epico ma diverso, dopo il picco del successo degli anni precedenti. Storia di una band che sembrava dover riscrivere le regole del pop-rock.

Recensione del 09 mar 2020 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

La recensione

Nella seconda metà degli anni ’80 i Simple Minds erano una delle band più importanti del mondo.

Il mega-successo di “Don’t you (forget about me)” nell’85 arrivò dopo nel momento in cui nuova ondata del rock anglosassone provava ad affacciarsi al mondo: l’irlanda (gli U2, e i Waterboys, scozzesi ma trapiantati fisicamente e musicalmente nell’isola), il Galles (gli Alarm), la Scozia (i Big Country e appunto i Simple Minds). Di questa ondata solo gli U2 hanno mantenuto i livelli di quel tempo, anzi li hanno aumentati; e sono una delle pochissime - se non l’unica - grandi rock band a non avere mai cambiato la formazione originale.
Tutti gli altri si sono persi e ritrovati per strada, ma mai con quel livello di ambizione o popolarità.

I Simple Minds, al tempo erano gli amici/rivali più accreditati per il trono: “Don’t you” garantì il successo in America, e venne seguito dall'album “Once Upon a Time a time” - ottimi risultati ma non stratosferici perché la band si rifiutò di inserire la canzone-hit (che non avevano scritto e che avevano inciso per la colonna sonora di un film). In questo periodo iniziarono anche le tensioni interne: la band arrivò all’89 come trio (Jim Kerr, Charlie Burchill e Mick MacNeil, anche in copertina), cambiando produttori, da Steve Lillywhite a Trevor Horn e Stephen Linson.

“Street fighting years”, nelle intenzioni del gruppo, poteva essere il loro “The Joshua tree”, un disco capace di cambiare il suono del gruppo, consolidandone e aumentando contemporaneamente la fama.  I risultati furono invece ottimi in alcuni paesi (tra cui l’Italia) buoni in altri (in U.K. arrivò di nuovo al primo posto ma fini per vendere 1/3 in meno dell’album precedente) e pessimi altrove (in America si fermò alla 70° posizione).

La band lo anticipò con “Mandela day”, scritta per il concerto per i suoi 70 anni nel giugno dell’89: sarebbe stato liberato l’anno dopo. Un brano lungo ed atmosferico, decisamente meno “catchy” dei singoli precedenti della band. Il disco avrebbe seguito questa linea: brani dilatati (7 su dieci sono di 6 minuti o poco meno), molta aria e molta melodia. Una scelta ambiziosa, sicuramente: a distanza di 30 anni il disco suona ancora bene, tranne alcuni passaggi (per esempio l’intro di batteria di “Take a step back”) suona molto meno datato di altre produzioni del periodo - quasi pinkfloydiano in alcuni passaggi (i puristi mi perdoneranno per questo paragone). 

Il momento più bello non è “Mandela day” né “Belfast child” (rivisitazione del classico folk “She moved through the fair”) né la cover di “Biko” di Peter Gabriel (suonata al concerto per mandela e rivisitate in studio). No, il momento più bello e suggestivo è “This is your land”: la voce di Kerr si appoggia su una melodia aperta, sostenuta dalle chitarre di Burchill: a metà canzone c’è un cameo da brividi di Lou Reed - il cantante era appena ritornato in auge grazie al capolavoro “New York” - e il tutto si chiude con una coda strumentale di quasi due minuti. Un capolavoro.

Questa nuova edizione per i 30 anni è ricca di materiale bonus: un secondo CD con versioni alternative (tra cui gli edit radiofonici del periodo), remix e cover (quella di “Sign O’ the times”, pubblicata in un EP lo stesso anno: non memorabile ma interessante) e infine un concerto intero, all’area Verona - originariamente pubblicato in VHS nel ’90, con i classici e qualche altra chicca (tra cui la cover di "Sun City” (la canzone anti apartheid di Little Steven, incisa nell’85 da U2, Lou Reed, Peter Gabriel e altri)

“Street fighting years” è un album che vale la pena riscoprire, in questa edizione. Negli anni dopo di fatto il gruppo si ridusse ad un duo, con l’uscita di McNeil (ma con il ritorno del batterista Mel Gaynor, che però sarebbe uscito di nuovo poco dopo): Kerr e Burchill sono rimasti il centro del gruppo, con una storia molto discontinia. I Simple Mindis non hanni più avuto questi picchi creativi e di popolarità - ma se sono rimasti nel cuore di molti appassionati è anche e soprattutto per album come questo.

TRACKLIST

#1
02. Soul Crying Out - Remastered 2002 (06:07)
03. Wall Of Love - Remastered 2002 (05:20)
04. This Is Your Land - Remastered 2002 (06:22)
05. Take A Step Back - Remastered 2002 (04:21)
06. Kick It In - Remastered 2002 (06:10)
07. Let It All Come Down - Remastered 2002 (04:53)
10. Biko - Remastered 2002 (07:33)
11. When Spirits Rise - Remastered 2002 (02:00)

#2
02. Mandela Day - Edit (04:10)
04. Saturday Girl (06:10)
05. Year Of The Dragon (03:07)
06. This Is Your Land - DJ Version (05:04)
07. Kick It In - Edit (04:22)
08. Waterfront - 1989 Remix (05:21)
09. Big Sleep - Live From The Point (06:39)
11. Sign O' The Times - Edit (04:15)
13. Sign O' The Times (05:39)
14. Jerusalem (03:01)

#3
01. Theme For Great Cities '90 - Live From Verona, Italy / 1989 (03:07)
02. When Spirits Rise - Live From Verona, Italy / 1989 (02:23)
03. Street Fighting Years - Live From Verona (07:36)
04. Mandela Day - Live From Verona (08:29)
05. This Is Your Land - Live From Verona, Italy / 1989 (08:34)
06. Soul Crying Out - Live From Verona, Italy / 1989 (07:55)
07. Waterfront - Live From Verona, Italy / 1989 (05:26)
08. Ghost Dancing - Live From Verona, Italy / 1989 (07:41)
09. Book Of Brilliant Things - Live From Verona, Italy / 1989 (04:53)
10. Don't You (Forget About Me) - Live From Verona, Italy / 1989 (08:58)

#4
01. Gaelic Melody - Live From Verona, Italy / 1989 (06:04)
02. Kick It In - Live From Verona (06:50)
03. Let It All Come Down - Live From Verona, Italy / 1989 (05:34)
04. Belfast Child - Live From Verona, Italy / 1989 (09:50)
05. Sun City - Live From Verona, Italy / 1989 (05:36)
06. Biko - Live From Verona, Italy / 1989 (09:43)
07. Sanctify Yourself - Live From Verona, Italy / 1989 (06:34)
08. East At Easter - Live From Verona, Italy / 1989 (06:14)
09. Alive And Kicking - Live From Verona, Italy / 1989 (07:16)
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