«CHE IO MI AIUTI - Bresh» la recensione di Rockol

“Che io mi aiuti”: da Genova arriva il primo album di Bresh

L’attesa per il progetto d'esordio del rapper classe ‘96 è stata ripagata da un lavoro personale e ricco di sfumature

Recensione del 17 feb 2020 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

All’anagrafe Andrea Brasi, Bresh è un rapper conosciuto al grande pubblico per essere uno dei nomi presenti in “Amici Miei”, il mixtape che ha realizzato insieme ad un collettivo di rapper genovesi che include, tra gli altri, Tedua, Izi e Vaz Tè. Il progetto è infatti diventato in poco tempo un cult tra i fan, e ha rafforzato l’interesse degli ascoltatori anche sui partecipanti che non erano  già conosciuti al grande pubblico. Legato alla Zona4Gang e a Wild Bandana, Bresh ha esordito con il primo mixtape tra il 2012 e il 2013 – dal titolo “Cambiamenti” -, e negli anni successivi ha partecipato a “Aspettando Orange County” e “Orange County Mixtape” di Tedua, pubblicando inoltre diversi singoli. Nel 2019 ha firmato con Sony Music e ha pubblicato “No Problem”, il primo singolo estratto dal suo album d’esordio ufficiale, da cui ha successivamente estratto anche “OBLÒ” con Rkomi e “TEAM” con Vaz Tè. 

 

“Che io mi aiuti” è l’album che segna un nuovo inizio per il percorso di Bresh, che decide però di ripartire dai i legami con le persone con cui ha condiviso tutto a livello musicale. Gli ospiti presenti nel disco sono infatti prima amici e poi colleghi del rapper genovese, ossia Rkomi, Tedua, Izi e Vaz Tè. Lo stesso discorso si applica ai produttori: le strumentali sono a cura di Chris Nolan, Shune, Garelli e Andre Blanco. 

 

“Non ho fatto il boss nella vita / Io sono il mio boss della vita”: sin dal primo verso del disco, quello che apre “SCOOTER”, Bresh si allontana in maniera piuttosto marcata dallo stereotipo del rapper. “Che io mi aiuti” è infatti un disco lontano dal clichè del rapper arrogante, pieno di sé, più concentrato sull’autocelebrazione e sull’ostentazione che sulla narrazione. L’album dell’artista ventitreenne assume più i toni e le atmosfere di un diario personale, una raccolta di racconti autobiografici e descrizioni personali, che hanno per soggetto tanto lo stesso Bresh quanto il mondo che ha intorno. È così che, ad esempio, gli amici e le persone che lo circondano diventano protagonisti di “NO TEAM”, mentre “NO PROBLEM” è invece un’analisi più introspettiva. Le liriche di Bresh colpiscono l’ascoltatore con delicatezza: “Che io mi aiuti” è un disco scorrevole, non si rivela mai pesante, ma allo stesso tempo riesce a non rivelarsi superficiale. La società di oggi è protagonista di riferimenti disseminati lungo diversi brani – ad esempio, il tema della violenza sulle donne, presente nella strofa di Tedua -, che si susseguono senza soluzione di continuità, in quello che diventa un affresco impressionista, ricco di dettagli sfuggenti ma pregni di significato. La title track colpisce particolarmente: l’inno al lavorare sodo per essere gli autori del proprio successo è infatti un brano strutturato su due livelli, che dà il meglio di sé nella seconda strofa, una raffinata metafora sulla capacità di distinguere cos’è importante nella vita e cosa no. 

“Che io mi aiuti” affianca a questa narrazione fresca e leggera delle strumentali luminose e sognanti, che si muovono in bilico tra il rap e l’it-pop, così come lo stesso Bresh si sposta agilmente tra il rappato ed elementi più melodici. Il risultato finale è sorprendentemente naturale e spontaneo: dopo aver visto i colleghi della sua generazione sperimentare e cercare la propria dimensione sonora, il rapper ha fatto tesoro dei loro risultati – e dei loro errori – e ha trovato la propria comfort zone. L’ultimo progetto della nuova scuola genoana è infatti un disco d’esordio che ha la maturità dei progetti della consacrazione: Bresh è pronto a competere nel campionato dei grandi, “Che io mi aiuti” ne è la conferma.  

TRACKLIST

01. SCOOTER - Intro (02:32)
03. RABBIA DISTILLATA (02:36)
04. PARA' - feat. Tedua (02:56)
05. CHE IO MI AIUTI (02:27)
06. GIRANO - feat. Izi (03:34)
07. NO PROBLEM (03:36)
08. SKIT (02:31)
10. NO HEROES - Outro (03:51)
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