«WALKING LIKE WE DO - Big Moon» la recensione di Rockol

The Big Moon, una leggerezza ci salverà

In "Walking Like We Do" la girl band di Londra mette da parte le chitarre elettriche per un pop fresco e solare, nascondendo la propria tenacia tra voci carezzevoli e larghi sorrisi

Recensione del 02 feb 2020 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Molta della vecchia irruenza sembra essere fluita altrove per le The Big Moon. Allontanandosi però dallo spirito ribelle dell’esordio “Love in The 4th Dimension” la girl band londinese, nella sua apparente pacificazione dei sensi non ha affatto rinunciato alla sua indole combattiva. Un’inedita voglia di leggerezza per descrivere nuove perplessità che nell’album “Walking Like We Do” prendono forma tra sintetizzatori e atmosfere solari.

Un cambio di rotta che, tra incursioni new wave e una strizzata d'occhio agli anni Novanta, continua, sulla scia del precedente lavoro, a girare attorno all’intricata questione dei rapporti umani. In undici tracce le ragazze compongono un quadro esistenziale diviso in egual misura tra turbamenti e analisi sociali, mischiando dinamiche affettive e scenari decisamente preoccupanti. Si canta di amori e solitudine, di rischi e di paure, in una spirale avvolgente di armonie partendo da “It’s easy then”, pubblicato come primo singolo d’anticipazione lo scorso agosto, con un'ostentata caratura art-pop che rende quasi rassicurante un attacco di panico: “It’s easy, then / You make it hard.” 

Alternando così eccentrica euforia a ritornelli smaccatamente piacioni, molto distante da quell’attitudine un po’ anarchica à la Libertines, a cui spesso le ragazze sono state accostate, il gruppo composto da Juliette Jackson, Celia Archer, Soph Natham e Fern Ford nasconde dietro una superficialità di facciata uno sguardo tutt’altro che banale sul senso di disagio strisciante che accompagna più di una generazione, incapace di sentirsi del tutto al sicuro in una congiuntura storica perennemente sull’orlo del disastro ambientale e sociale. Tra ironia e riflessioni, “Walking Like We Do”, nasce secondo quanto riportato dalla stessa Jackson, principale autrice del gruppo, dalla voglia di creare canzoni che fossero “rilassanti e purificanti come un tonico”, ma che alla fine, mettessero in chiaro la situazione con pungente astuzia. Lo stralunato ottimismo delle armonie di “Your light” rappresenta un ringraziamento a chi nella nostra quotidianità sa come spronarci ad andare avanti, come la pulsante “Don’t think", prova ad allontanare l’ansia di lasciarsi davvero andare ai propri momenti felici, descrivendo situazioni scaccia-malinconie. Ancora, se “Dog eat dog” mostra il marciume di una società di polli e piccioni, il mantra di “Waves”, con quel “You had me goin’ for a minute there” ripetuto all'infinito, il ritornello arioso di “Take a piece” e il flauto del pop sognante di “Barcelona”, così come le velate tensioni di “Holy roller” offrono le molteplici sfaccettature di un album ricco di momenti leziosamente vivaci, dove parole e musica sembrano stridere e insieme completarsi. 

Conquistato in breve un notevole interesse da parte della stampa britannica - troppo spesso pronta a lanciarsi con disinvoltura in grandi esultanze - il quartetto ha raggiunto palchi e classifiche importanti, portando in dote un animo da inguaribili sentimentali e una sincera necessità di rivalsa alle avversità della vita, nonché una nomination al Mercury Prize per la miglior opera prima. Nascondendo la propria tenacia tra voci carezzevoli e larghi sorrisi le Big Moon sopravvivono così all’apprensione di diventare grandi nonostante la politica, le catastrofi e le ingiustizie del nostro tempo. Sofisticate senza complicazioni.

TRACKLIST

01. It's Easy Then (03:44)
02. Your Light (05:07)
03. Dog Eat Dog (03:39)
04. Why (03:29)
05. Don't Think (04:08)
06. Waves (02:54)
07. Holy Roller (04:08)
08. Take A Piece (03:43)
09. Barcelona (03:46)
10. A Hundred Ways To Land (04:02)
11. ADHD (03:35)
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