«GENTLEMEN START YOUR ENGINES - Favez» la recensione di Rockol

Favez - GENTLEMEN START YOUR ENGINES - la recensione

Recensione del 25 apr 2000

La recensione

“Apparentemente ci manca qualche bip e tump elettronico per far contenti i giornalisti, ma pazienza: per il momento noi stiamo bene con le nostre chitarre”. Questa la filosofia dei Favez, gruppo che dalla Svizzera francofona (da Losanna, per la precisione) è partito dieci anni ritrovandosi, l’anno scorso, a Hoboken (paese natale di Frank Sinatra) a incidere un disco con John Agnello. Questi non ha niente a che vedere con un noto fabbricante di macchine che l’Italia fa passare per una divinità, ma ha molto a che vedere con Dinosaur Jr., Patty Smith, Jawbox, Breeders, Bob Dylan, Burning Airlines, Marc Lanegan, Appleseed Cast, Screaming Trees. E’ un bel salto, che i Favez probabilmente meritano: il loro rock, che le riviste specializzate tipo “Kerrang” definiscono a metà tra l’emo-core e un hardcore con sfumature pop (che delizia, queste danze tra le definizioni), è solido, lucido, chitarristico, forse un filo cupo, non noioso - per quanto curiosamente annoiato. “You bore me completely”, recita il primo brano, “Everything I need”, un pezzo che merita attenzione. “I bet you think I'm boring but wait 'till I get old”, rincara la dose “Headed for the ocean”, il primo singolo estratto dall’album. In “Bleak” invece si filosofeggia sul sottile margine tra la corsa al successo e la noia. Anche le emozioni più forti risultano perse in una confusa nebbia, come il circuito di Le Mans nella vecchia foto che viene proposta in copertina. Nonostante qualche limite vocale e una durata piuttosto ridotta, (35 minuti, in tempi in cui lo standard di un cd è ormai attorno ai 60 - ma spesso venti minuti sono da buttare), il disco è piacevole, robusto ed onesto. Ragion per cui, vi risparmiamo tutte le battute sulla Svizzera che ci eravamo preparati.

Tracklist:
“ I've got everything I need”
“Headed for the ocean”
“Traveling is easy”
“An expression of good taste”
“New in colors”
“Coming home”
“It started like this”
“The grey room”
“Bleak”
“It's always ten to ten”
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