«CIRCLES - Mac Miller» la recensione di Rockol

Circles: triste e splendente disco postumo di Mac Miller (e Jon Brion)

Opera postuma del rapper scomparso nel 2018 che si allontana ancora di più dal suono hip-hop e dai cui testi sembra presagire il decesso. Fondamentale l'apporto del produttore Jon Brion che regala un vestito originale e minimale al disco.

Recensione del 21 gen 2020 a cura di Michele Boroni

La recensione

Non è mai semplice recensire un album postumo, soprattutto perché non si sa mai con certezza cosa fosse pronto prima del decesso dell'artista e quanto invece è stato aggiunto nella fase successiva di 'post-produzione'. Questo disco di Mac Miller, rapper di Pittsburgh morto prematuramente a 26 anni per un overdose “accidentale” nel settembre 2018, merita peraltro una serie di considerazioni a parte.

In “Circles” il gruppo di lavoro è sempre lo stesso del precedente “Swimming” del 2018, prima fra tutti Jon Brion che ne era produttore e che oggi possiamo considerare una sorta di co-autore di questo disco, per l'apporto fondamentale della sua mano che permea ogni nota. Dalle notizie che stanno circolando in questi giorni - l'uscita del disco è stato annunciata solo una decina di giorni prima - si intuisce che nelle intenzioni di Mac Miller “Circle” doveva essere una sorta di proseguimento di “Swimming”, in pratica un'opera complementare: infatti molte parti di questo disco sono state scritte e/o incise durante le sessioni di registrazioni del disco del 2018. Tuttavia i due dischi sono piuttosto differenti. Innanzitutto dal punto di vista musicale: se “Swimming” si allontanava dal canone hip-hop per intraprendere una direzione sonora ben precisa fatta di neosoul, rap e atmosfere jazz, in “Circle” la parte rap si riduce ancora di più, sostituita da molte parti cantate che rendono la figura di Miller ancora più vulnerabile. In “Swimming” il messaggio era molto chiaro, con il nuoto come metafora di chi aveva raggiunto il fondo (depressione e dipendenze varie) e che ora era alla ricerca di un faro che lo portasse in una zona di comfort, senza peraltro disdegnare altre eventuali tempeste. In “Circle” invece la sensazione è che la lotta con sé stesso sia terminata e fosse subentrata una sorta di pace e di accettazione: “Well, this is what it look like right before you fall” sono le prime strofe pronunciate da Mac Miller sotto un giro di chitarra pizzicato e sembrano davvero recitate da chi si trova già in un'altra dimensione.

Per i fans di Miller “Circles” è un ascolto difficile e un duro colpo a causa dei continui riferimenti alla morte: nel singolo “Good News” si chiede "Perché tutti hanno bisogno che io rimanga?", nel ritornello di “Surf” canta “gotta get goin' before I'm gone”. Molti testi introspettivi e amari sono spesso compensati dalle trovate musicali scarne e giocose di Brion: dai synth 'circolare' in “Complicated” e “I can see” alle atmosfere jazzy di “Hands me downs”, dal valzer beatlesiano di “That's on me” alla lunga coda psichedelica della già citata “Surf”, gli appassionati del compositore e produttore di casa a Los Angeles ci ritroveranno il suono caldo delle sue straordinarie colonne sonore (Magnolia, The Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Lady Bird): per questo motivo ci sentiamo di segnalare questo “Circles” come il disco di Mac Miller e Jon Brion. Una menzione a parte va fatta all'unico brano non originale del disco: si tratta della cover della canzone "Everybody's gotta live" di Arthur Lee, già leader dei Love, che qui diventa solo "Everybody" dove l'enfasi è posta gravemente sulla strofa “everybody's gonna die”.

Uno dei migliori (e tristi) dischi postumi degli ultimi anni.  

TRACKLIST

01. Circles (02:50)
02. Complicated (03:52)
03. Blue World (03:29)
04. Good News (05:42)
05. I Can See (03:40)
06. Everybody (04:16)
07. Woods (04:46)
08. Hand Me Downs (04:58)
09. That's On Me (03:37)
10. Hands (03:19)
11. Surf (05:30)
12. Once A Day (02:40)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.