Recensioni / 03 giu 2019

Gemello - UNTITLED - la recensione

"UNtitled": a Gemello non serve un titolo per raccontarsi

Il nuovo album dell'ex-Truceklan è un evocativo affresco di emozioni: la recensione

Voto Rockol: 3.0/5
Recensione di Riccardo Primavera
UNTITLED
Musicast A Division of Believe (Digital Media)

Il percorso artistico di Gemello può essere descritto come il perfetto sincretismo di musica e arte visuale. Membro di collettivi storici come Truceklan e In The Panchine, ha contribuito a scrivere pagine importantissime della storia del rap italiano, evolvendosi poi innumerevoli volte durante il suo percorso da solista. Da “Non parlarmi d'altro” del 2006, disco ormai culto per i fan e perla rara per i collezionisti, passando per i più recenti EP “Niagara” e “Indiana”, la sua scrittura delicata, emotiva, contraddistinta da un rapido susseguirsi di immagini evocative, ha in parte fatto scuola a tutta la nuova generazione di rapper che strizzano l'occhio al cantautorato. Allo stesso tempo, dopo la laurea presso l'Accademia delle Belle Arti, si è contraddistinto come uno dei pittori più apprezzati del panorama italiano attuale, grazie al peculiare uso dei colori nei suoi quadri.

“UNtitled” è il suo secondo album ufficiale a tutti gli effetti, e in dieci tracce ha riunito amici e collaboratori di lunga data, che hanno contribuito a plasmare un suono perfetto per la sua capacità lirica. Al microfono compaiono Gemitaiz – nel singolo “Stanotte”, che ha anticipato l'uscita del disco -, l'esponente dell'r'n'b italiano Martina May, Ensi e Franco 126. Le produzioni sono soprattutto di Sine, producer con cui Gemello condivide una complicità artistica notevole, che ha realizzato 8 delle 10 strumentali del disco; le altre due sono firmate da Squarta e Frenetik & Orang3, mentre le chitarre sono a cura di Gian Marco Ciampa.

In sole dieci tracce, Gemello è riuscito a sintetizzare la totalità della sua poetica, sviluppandola su un ventaglio di sonorità e atmosfere decisamente variegato. Se gli ultimi due EP avevano dimostrato chiaramente quanto il rapper fosse a suo agio su sonorità che strizzano l'occhio a quello che oggi viene definito “indie-rap”, “UNtitled” ne è la conferma definitiva. Sonorità leggere, dall'ossatura acustica – arricchita da elementi provenienti dai generi più diversi – si alternano a momenti post-rock dalle tinte eteree, conferma del notevole talento alle macchine di Sine. La scrittura di Gemello è ancor più raffinata che in passato, contraddistinta da liriche fortemente personali e introspettive, arricchita da pennellate autobiografiche ma caratterizzata soprattutto da fortissimi elementi emotivi. L'amore è l'argomento cardine del disco, protagonista assoluto delle istantanee descritte dai versi del rapper, un amore tanto sfuggente quanto intenso; malinconico, ma alla fine sempre orientato più al sorriso che alla lacrima, più alla gioia che al dolore. Il rap duro e crudo dei tempi del Truceklan è solo un lontano ricordo: come nella sua pittura, “UNtitled” di Gemello è fatto di pennellate delicate e variopinte, che restituisce un'insieme sgargiante e d'impatto, ma mai forzato.

TRACKLIST

01. Vienimi a prendere - (02:46)
02. Come le stelle - (03:26)
03. Lacrimogeni - (02:47)
04. Stanotte - (03:40)
05. Airone - (03:22)
06. Vega - (02:51)
07. Pista nera - (02:54)
08. Desert Storm - (03:19)
09. Galapagos - (02:53)
10. Blue marlin - (02:25)