«TRISTE - Samuel Heron» la recensione di Rockol

"Triste": Samuel Heron vuole raccontarsi a tutto tondo

Dopo la chiusura del progetto Bushwaka e il successo degli ultimi singoli, Samuel Heron è alla ricerca della profondità lirica ed emotiva in "Triste"

Recensione del 18 mag 2019 a cura di Riccardo Primavera

La recensione

Partire da La Spezia con la breakdance, far parte di un duo tra i più originali della musica italiana contemporanea, intraprendere una carriera da solista dai riscontri più che positivi: tutto si può dire di Samuel Heron, tranne che sia carente di spirito d'iniziativa. Classe '91, il rapper ha pubblicato moltissimi singoli come Bushwaka, per poi proseguire da solista dal 2016, raccogliendo tutta la produzione nella raccolta "Genkidama". Il suo punto di forza risiede indubbiamente nella forte vena ironica che caratterizza la sua scrittura, nella forma di giochi di parole d'impatto o di metafore iperboliche che strappano più di un sorriso. Legato all'ondata sonora più recente, ha costruito la propria fortuna su brani dalle melodie accattivanti, accompagnati da ritornelli particolarmente catchy.

 

"Triste" è il titolo del suo nuovo album, a tutti gli effetti il suo primo album ufficiale. Nel realizzarlo, ha deciso di coinvolgere diversi artisti, alcuni dei quali stilisticamente piuttosto lontani da tutto l'immaginario di Samuel Heron. Spicca su tutti il nome de Lo Stato Sociale, presente nel disco nelle sembianze di Lodo Guenzi; compaiono anche Dj TY1 agli scratch, Tony Effe e gli altri due componenti della DPG, Wayne Santana e Pyrex. Le produzioni sono affidate soprattutto ad Itaca, ma figurano anche Pankees e Sick Luke, che danno vita ad un ventaglio di suoni ampio ma coerente e curato.

L'album è probabilmente il lavoro più sfaccettato e di spessore prodotto da Samuel Heron, sia dal punto di vista musicale che lirico. Il riferimento implicito nel titolo, infatti, è che sia giusto mostrare anche il lato triste della vita, non solo quello più ironico e leggero. Il disco non è quindi un'opera cupa, ma un lavoro variegato dal punto di vista emotivo, accompagnato dalla stessa varietà sonora – dagli stilemi della trap a quelli del rap classico, che raggiungono l'apice nella traccia con TY1, passando per influenze latineggianti e atmosfere blues. Dal retrogusto malinconico di "Londra" all'arroganza latinoamericana di "Papi Chulo", Samuel Heron in triste rivendica uno status di musicista a 360 gradi.

.

TRACKLIST

01. Che palle (01:56)
02. Ubriaco (02:36)
03. Gang (ora) (02:42)
04. Londra (02:30)
05. Chissenefrega (02:25)
06. Fb (01:59)
07. Papi Chulo (02:04)
08. Gang Gang (prima) (02:31)
09. Napapijiri (02:16)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.