«L'ALTRA METà - Francesco Renga» la recensione di Rockol

Francesco Renga inaugura “L’altra metà” della sua carriera

Il cantante collabora Ultimo, Colapesce, Gazzelle e Danti. “Ho fatto un disco che può piacere ai miei figli”

Recensione del 19 apr 2019 a cura di Redazione

La recensione

Il pop italiano è cambiato e Francesco Renga non vuole rimanere indietro. L’it pop ha imposto una scrittura asciutta e uno stile canoro essenziale al cui confronto le melodie ampie e i vibrati del cantante bresciano rischiano di suonare sorpassati. E così, per inaugurare “L’altra metà” della sua carriera, Renga ha collaborato con Ultimo, Colapesce, Gazzelle, Danti. “Sentivo l’esigenza di condividere la mia musica usando il linguaggio dei miei figli”, ha detto a Rockol. “Ho fatto un disco che può piacere anche a loro”.

“L’altra metà” è l’album dei 50 anni di Renga. Fin dal titolo annuncia la voglia di aprire una nuova fase, più serena e matura. Per prima cosa, il cantante si confronta con la morte della madre. E lo fa in due canzoni diversissime fra loro. Da una parte c’è la sanremese “Aspetto che torni”, uno dei pezzi dell’album che più richiama il vecchio stile di Renga, una dedica drammatica alla madre e al padre malato di Alzheimer. Dall’altra c’è “L’odore del caffè” scritta con Ultimo, in cui l’assenza è raccontata con tocco più leggero. La si potrebbe scambiare per una canzone d’amore ed effettivamente Ultimo l’ha composta per una ragazza. Renga ha poi cambiato il testo per renderla più personale.

Non c’è alcuna rivoluzione in questi 39 minuti di musica, “L’altra metà” non mette sottosopra il mondo di Francesco Renga e la produzione tra pop ed elettronica di Michele Canova è già stata sperimentata a partire da “Tempo reale” del 2014 che in qualche modo ha inaugurato questo nuovo corso. Ma effettivamente Renga canta in un registro più colloquiale e nuovi autori contribuiscono con nuove immagini. Come Colpesce che appare fra gli autori di “L’unica risposta”, che ha una strofa inusuale per Renga, e di “L’amore del mostro” che parla di social e di un tempo in cui “sembra necessario condividere tutto”. Oppure Gazzelle e Danti che firmano le furbissime “Prima o poi” e “Sbaglio perfetto”.

“Ho mangiato le tue ansie come fosse bacon”, recita una canzone scritta con Fortunato Zampaglione che evoca le immagini di spiccia quotidianità tipiche dell’it pop. Chi ama il vecchio stile di Renga sentirà forse la mancanza di certi picchi emotivi e lievemente melodrammatici, ma la scommessa è stata fatta: collaborare con Ultimo, Colapesce e Gazzelle porterà fortuna al cantante di “Angelo”?

TRACKLIST
Aspetto che torni
L'unica risposta
Bacon
Finire anche noi
L'odore del caffè
Meglio di notte
Dentro ogni sbaglio commesso
Improvvisamente
Sbaglio perfetto
Prima o poi
L'amore del mostro
Oltre

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