«HEAD ABOVE WATER - Avril Lavigne» la recensione di Rockol

Avril Lavigne si scopre grande in "Head Above Water"

La nuova vita di Avril Lavigne dopo un periodo difficile, messa a nudo in "Head Above Water"

Recensione del 20 feb 2019 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Skater boy di tutto il mondo, Avril Lavigne ha superato il suo periodo più nero. Gli ultimi anni sono stati particolarmente duri per la cantante canadese, che delle traversie affrontate ne ha fatto la chiave di volta per una nuova, inedita, maturità. La rottura del suo secondo matrimonio, quello con Mr. Nickelback Chad Kroeger, e soprattutto la debilitazione causata dalla Sindrome di Lyme - una malattia infettiva che nei casi più gravi porta a scompensi muscolari, cardiaci e neurologici - l’hanno costretta a un lento recupero, fisico e psicologico, durante il quale l’ex reginetta del punk-pop ha trovato l’ispirazione per vincere la sua battaglia più grande.

“Head Above Water” è infatti il lavoro con cui Avril ha rimesso in discussione le sue prospettive, affrontando temi molto personali e delicati, quello della sua patologia su tutti, ma anche delle riflessioni dirette sulla vita e la morte. Nella pausa forzata dal recupero della propria salute, la scrittura dell’album si è trasformata così nel diario intimo di una giovane donna in uno stato di profonda fragilità dove sono state riversate speranze e angosce, metabolizzate con il costante sostegno della famiglia e di una fede incrollabile.

Il disco, che al suono delle chitarre elettriche preferisce il tocco più introspettivo del pianoforte e l’enfasi delle orchestrazioni, si compone di ballate pop dal gusto dolciastro che, senza rinunciare a una certa dose di drammaticità, raccontano di una incontenibile voglia di rivalsa a cui la bionda artista si è aggrappata con tutte le sue forze. La stessa “Head above water” in apertura, rappresenta al meglio la giostra di emozioni vissute in prima persona dalla Lavigne. “Pensavo di non farcela” - ha spiegato Avril in un comunicato pubblicato all’indomani della pubblicazione della canzone come primo singolo dopo un lungo silenzio - “Mi sembrava di annegare e, mentre mia madre mi abbracciava forte, io pregavo Dio di aiutarmi a tenere la testa fuori dall’acqua”. Da questa condizione di disagio contrapposta a una forza spirituale niente affatto scontata (“I’ll meet you there at the altar/ As I fall down to my knee, don’t let me drown” recita il testo) è scattata la scintilla che ha portato alla realizzazione del brano.

Il tono dei testi è serio, a tratti inevitabilmente triste, eppure accanto a pezzi autobiografici come “It was in me” e “Warrior” non mancano i momenti scanzonati di “Insane” o la spensierata vivacità di “Bigger wow” e, ancora, gli accenni R&B di “Goddess” e le rifiniture soul di “Tell me it’s over” a mettere in chiaro anche una sua situazione sentimentale traballante. Particolare menzione merita poi “Dumb blonde”, collaborazione dal titolo programmatico con Nicki Minaj che, spezzando le dinamiche piuttosto meditative del disco, strizza l’occhio alle moderne irriverenze da classifica, con una ferma presa di posizione a non sentirsi mai in difetto per essere una donna forte che ha bene in mente quello che fa.

La ragazzina ribelle di sempre è dunque ancora presente in “Head Above Water”, ma in queste dodici tracce - quattordici nella versione in esclusiva per Target - la nuova Avril Lavigne cerca una via più adulta al proprio caratteristico leggerissimo sound pop, costretta, suo malgrado, ad accettare di diventare grande, avendo ormai passato il testimone di giovane starlette alle odierne leve generazionali, ma ancora ben lontana dal dirsi veramente adulta. Prodotto dalla stessa cantante con la collaborazione, tra i tanti, di Stephan Moccio - uno con una certa esperienza in fatto di ballad dal piglio eroico con ”Wrecking Ball" di Miley Cyrus - l’album rappresenta il primo passo, in una direzione tutta in divenire, di un’artista che intende smarcarsi dal suo personaggio. Pur continuando ancora a raccontare il suo mondo, proprio come avrebbe fatto l’adolescente inquieta di una volta.

TRACKLIST

01. Head Above Water (03:40)
02. Birdie (03:35)
04. Tell Me It's Over (03:08)
05. Dumb Blonde (feat. Nicki Minaj) (03:34)
06. It Was In Me (03:43)
07. Souvenir (02:57)
08. Crush (03:33)
09. Goddess (03:41)
10. Bigger Wow (02:55)
11. Love Me Insane (03:00)
12. Warrior (03:45)
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