Recensioni / 19 gen 2019

Ainé - NIENTE DI ME - la recensione

Ainé: ovvero quando l'elettronica e il (neo)soul incontrano melodie orgogliosamente italiane

Con il suo nuovo album il musicista romano - classe 1991 - prova a dimostrare che un'idea di soul-electro-r&b italiano contemporaneo. Ci riesce?

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Mattia Marzi
NIENTE DI ME
© Universal Music Italia Srl (Digital Media)

C'è un precedente importante, quello rappresentato da Andrea Nardinocchi. Nel 2013 pubblicò un album, "Il momento perfetto" - per chi scrive uno dei dischi italiani più belli di questa decade - che era un interessante e ambizioso concentrato di soul, neo-soul, r&b e elettronica. Il canta-produttore bolognese ebbe il coraggio di portare quel progetto anche sul palco dell'Ariston, con la partecipazione al Festival di Sanremo tra le "Nuove Proposte". Non andò bene: la canzone, "Storia impossibile", venne eliminata subito e il disco, per quanto bello, fu un flop nelle vendite. Probabilmente i tempi non erano ancora maturi per un'idea di soul-electro-r&b italiano contemporaneo - così come non lo era il gusto del pubblico. Sei anni dopo, Ainé potrebbe essere più fortunato di Nardinocchi. Classe 1991, una solidissima formazione musicale alle spalle (ha studiato anche negli States), il musicista romano ha cominciato a far parlare di sé nel 2016, quando con l'album d'esordio "Generation one" - pubblicato da indipendente e contenente, tra gli altri, due featuring con Ghemon - ha riscosso un discreto successo tra i seguaci della nuova scena elettronica italiana. Nel 2017 ha firmato un contratto discografico con una major, la Universal, di cui questo nuovo album rappresenta di fatto il primo frutto.

"Ora ascolta bene, ti porterò dove non sei stato mai", canta Ainé nel pezzo che apre il disco, come a prenderti per mano per accompagnarti nel suo mondo. Che è fatto tanto di suoni che guardano all'elettronica e al (neo)soul internazionale (vedi Frank Ocean, James Blake, Jamie xx, Sampha o Solange Knowles) quanto di melodie orgogliosamente italiane. Queste undici tracce riassumono tutta la filosofia di Ainé ("Non ascolto la radio, io non seguo le mode", dice in "Fatti così") e la sua formazione: in quaranta minuti di musica si susseguono, come in un flusso continuo, funk ("Fatti così"), jazz elettronico ("Il corpo che si muove"), soul ("Ormai"), r&b ("Solo un po'") e almeno un paio di pezzi che si avvicinano a ballate più tradizionali ("Io sono qui", "Niente di me").

Prodotto e arrangiato insieme a Emanuele Triglia e Alessandro Donadei, già impegnati in esperimenti come il duo soul dei ThrowBack (il primo) e il progetto di musica elettronica dei Concerto (il secondo), l'album unisce il digitale con una buona dose di analogico: accanto a suoni sintetici troviamo quelli di chitarre, organi hammond, piano e batterie suonate, più caldi e avvolgenti. Nella sua capacità di miscelare stili, generi, riferimenti e atmosfere differenti - ritmiche vicine al mondo dell'hip hop, strutture musicali complesse tipiche del jazz, melodie "pop" - è forse una delle cose più contemporanee attualmente in circolazione in Italia.

"Niente di me" merita di essere ascoltato con attenzione. Se non altro perché questo album è il coronamento di un lungo percorso iniziato qualche anno fa e portato avanti con pazienza e determinazione, duro lavoro e ricerca. La buona accoglienza ricevuta da "Ormai" e "Solo un po'", i due singoli che hanno anticipato il disco, fa ben sperare: chissà che Ainé non riesce a sdoganare una scena attivissima e vivace (vedi progetti come quelli di Venerus, Crln, Sxrrxwland), ma che fino ad oggi è rimasta, ahinoi, nel sottobosco?

TRACKLIST

01. Ascolta Bene - (03:44)
02. Cosa Vuoi - (02:59)
03. Fatti Così - (03:30)
04. Il Corpo Che Si Muove - (03:10)
05. Io Sono Qui - (04:04)
06. Mostri (feat. Mecna) - (03:59)
07. Niente Di Me - (03:44)
08. Ormai - (03:19)
09. Parlo Piano (feat. Willie Peyote) - (03:53)
10. Resta Con Me - (03:25)
11. Solo Un Po’ - (03:34)