«PHOENIX - Rita Ora» la recensione di Rockol

Rita Ora dopo sei anni rinasce dalle ceneri con "Phoenix"

Gli anni della musica pop sono come gli anni dei cani. Sei anni senza pubblicare un disco possono essere un'eternità, specialmente se si tratta del secondo attesissimo lavoro. Che non delude ma nemmeno esalta.

Recensione del 27 dic 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Gli anni della musica pop sono come gli anni dei cani. Sei anni senza pubblicare un disco possono essere un'eternità, specialmente se si tratta del secondo attesissimo lavoro e se sei l'unica artista inglese di r'n'b che gareggia alla pari delle varie Beyonce e Rihanna.

E' accaduto tutto questo a Rita Ora, la cantante anglo-kosovara che dopo il successo di “Ora” (2012) ha dovuto subire un'estenuante battaglia legale con la sua ex-etichetta Roc Nation - Columbia che la impediva di pubblicare un disco già quasi pronto. Nel frattempo sono arrivate le varie Jess Glynne e Dua Lipa a rubare la scena e, nonostante il suo riciclarsi come attrice (Fast & Furious, 50 sfumature ) e giudice di talent ( The Voice e X Factor uk) Rita Ora rischiava di perdere terreno. Dopo tanto penare arriva alla fine del 2018 questo “Phoenix”, nome scelto non a caso, contenente alcuni singoli già pubblicati da oltre un anno: è il caso di “Anywhere” che apre il disco, una bombetta EDM uscito nel 2017 che ancora si fa ascoltare con piacere, e anche “Your Song”, la canzone più edsheeriana dell'intero disco, uscita lo scorso maggio.

Il disco distribuito dalla Atlantic Records ovviamente risente di questo lungo periodo di gestazione. 29 produttori si alternano tra le 16 tracce della deluxe version (12 nell'edizione normale), praticamente i più importanti della nuova scena r&b, da Jack&Coke a Cashmere Cat, ma c'è anche un dj-producer EDM come Alesso (per la già citata “Anywhrere”) e anche gli inglesi Rudimental con “Summer Love” che assomiglia a tante altre produzioni del collettivo drum'n'bass inglese. Il disco ha avuto una così lunga gestazione che contiene anche una canzone prodotta da Avicii (“Lonely together”) che nel frattempo è passato a miglior vita.

Quindi è evidente trovare un po' di discontinuità in questo disco, anche se in realtà Rita Ora riesce a imporsi con destrezza, grazie a una vocalità non particolarmente virtuosa ma potente ed esuberante, specialmente negli episodi più pop come “Let you love me” o nella collaborazione con Julia Michaels “Keep Talking”. Forse la canzone che farà più discutere è proprio “Girls”, inno all'empowerment femminile e alla bisessualità, precedentemente registrata con Charli XCX, MØ e Starrah, successivamente con Charli XCX e Raye, mentre nella versione versione finale è cantata insieme a Cardi B, Bebe Rexha e Charli XCX, sfruttando la popolarità della rapper newyorkese, perfetto ariete per sfondare il mercato statunitense. Il resto del disco è formato da canzoni già sentite che risentono del tempo passato e di autentici filler.

Rita Ora con questo “Phoenix” è riuscita a risorgere dalle proprie ceneri, facendo capire che può ancora far parte dell'olimpo pop globale, anche se Ariana Grande e pure la timida Alessia Cara si trovano ad un paio di gradini più in alto.

TRACKLIST

01. Anywhere (03:35)
02. Let You Love Me (03:10)
03. New Look (02:34)
04. Lonely Together (feat. Rita Ora) (03:03)
05. Your Song (03:00)
06. Only Want You (03:00)
07. First Time High (03:02)
08. For You (Fifty Shades Freed) (04:04)
09. Summer Love (04:17)
10. Girls (feat. Cardi B, Bebe Rexha & Charli XCX) (03:41)
11. Keep Talking (feat. Julia Michaels) (03:33)
12. Hell Of A Life (03:55)
13. Velvet Rope (03:55)
14. Falling To Pieces (04:21)
15. Cashmere (02:55)
16. Soul Survivor (03:29)
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