«LUCID VISION - Deleted Soul» la recensione di Rockol

Deleted Soul: leggi qui la recensione di "Lucid vision"

Nove pezzi tra Chet Faker e Massive Attack per il disco d'esordio del producer Deleted Soul, al secolo Mario Tucci.

Recensione del 07 dic 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Don’t look down” apre il disco introducendo lentamente e con stile un mondo, una visione personale, soffusa e sintetica, in cui dub, trip hop (tanto) e bass music riescono a fondersi perfettamente.

Deus ex machina di questa visione, creatore di questo mondo mondo, è Mario Tucci, alias Deleted Soul. Fondatore di Elastica Records, già produttore di spicco della scena internazionale elettronica e con esperienze alle spalle di produzioni e collaborazioni con artisti e band del calibro di Zion Train, Asia Dub Fondation, Almamegretta, Casino Royale, Dub Fx e, non a caso, Horace Handy, Tucci fa il suo esordio con nove pezzi nati con l’obiettivo di chiamato di sintetizzare le sonorità della bass music, muovendosi in un ambiente sonoro che deve davvero tanto in particolare a Chet Faker e ai mai troppo celebrati Massive Attack. Ed ecco perchè Horace Handy non compare per caso... 

“Lucid vision” è un disco davvero fatto molto bene... affascinante, soffuso ed essenziale (forse la sua più grande qualità), in cui a farla da padrone sono ovviamente i suoni e il mood generale che Deleted Soul riesce a dipingere, passando con gran facilità da un genere all’altro senza però perdere di vista l’obiettivo finale. Un disco dal taglio particolarmente internazionale, e non solamente perché elettronico e cantato in inglese, o per la bella cover di “Fly like an eagle” di Seal, quanto più appunto per la scelta e la combinazione dei suoni di cui sopra (c’è tanta Inghilterra e tanta Germania in quello che Deleted Soul propone), suoni che davvero riescono a rendere il tocco di Deleted Soul assolutamente distinguibile e personale. Ottimo quindi il quasi blues di “No time to spread”, davvero un bel pezzo, così come funzionano alla grande i minimalismi sintetici di “I do my part”, il trionfo dub alla Thievery Corporation di “Dubnation” o gli spigoli techno di “Soul deep”.

Disco senso dubbio da scoprire e consigliare.

TRACKLIST

01. Don't Look Down - Original mix (03:52)
02. Nosotros - Original mix (04:00)
03. Fly Like An Eagle Feat. Maya Williams - Original mix (03:33)
04. No Time To Spread - Original mix (03:38)
05. I Do My Part V.I.P. Version - Original mix (03:44)
06. Dubnation - Original mix (03:47)
07. Open My Hands Feat. Antonio Bacchiddu - Original mix (03:47)
08. Lucid Vision Feat. Tashi M.F. - Original mix (05:22)
09. Soul Deep - Original mix (04:12)
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