«FLEX-ABLE LEFTOVERS - Steve Vai» la recensione di Rockol

Steve Vai - FLEX-ABLE LEFTOVERS - la recensione

Recensione del 16 dic 1998

La recensione

«Questo disco fu pubblicato in origine nel 1984 come EP. Era materiale messo da parte dalle registrazioni effettuate nei giorni in cui incisi il mio primo lavoro solista "Flex-Able" (1982-1984). A quel tempo gli EP in formato 10" stavano andando fuori stampa e io volevo uscire con un 10" a tutti i costi (chi non avrebbe voluto?). Furono stampate solo 2.000 copie in tutto il mondo!! Le canzoni che componevano quell'album erano "You Didn't Break It", "Bledsoe Bluvd", "The Beast Of Love", "Burnin' Down The Mountain", "So Happy", "Details At 10", "Little Pieces Of Seaweed" e "Chronic Insomnia". Quando terminai "Flex-Able Leftovers", presi diversi brani e li inserii su "Flex-Able". Ora siamo nel 1998 e "Flex-Able Leftovers" sta per essere ripubblicato nella sua veste originale con diversi inediti composti in quel periodo. Spero vi piaccia!!!» (Steve Vai)
Queste le note di Steve Vai, virtuoso della chitarra flessibile, musicista cresciuto alla corte di Frank Zappa e unico addetto alla trascrizione delle sue parti di chitarra. Di "Flexable", a suo tempo, si occuparono con magniloquenza tutti i giornali musicali dell’epoca (ricordiamo in modo commovente l’allora iperZappiano "Tuttifrutti", che pubblicava regolarmente il bollino per acquistarlo per corrispondenza). E a ragione, perché quello era e rimane un album eccellente, qui impreziosito da alcuni inediti veramente di rilievo. Il bello di questo album, o meglio del suo ritornare finalmente sugli scaffali, è nella sua capacità di riportare attenzione sull’universo musicale senza confini di Frank Zappa e sulla sua ironia capace di sbranare qualsiasi forma di ipocrisia. Per farvene un’idea ascoltate anche soltanto l’iniziale "Fuck yourself": testo da antologia del cinismo e dell’ironia, intelligenza musicale a profusione e un assolo di chitarra che non conosce eguali. Ecco, l’album è tutto così, senza di sdegnare - per puro divertimento - anche momenti più leggeri e ortodossi, come ad esempio nel caso dell’FM rock "You didn’t break it", quasi una scimmiottata divertita dei Van Halen di "Jump". Un bel regalo di Natale, per ricordarsi che l’intelligenza e il talento non passano mai di moda.

Tracklist:

"Fuck yourself" (inedito)
"So happy"
"Bledsoe bluvd"
"Natural born boy" (inedito)
"Details at ten"
"Massacre" (inedito)
"Burnin' down the mountain"
"Little pieces of seaweed"
"San Sebastian" (inedito)
"The beast of love"
"You didn't break it"
"The X-equalibrium dance" (inedito)
"Chronic insomnia"

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