«PEZZI DI MERIO - Merio» la recensione di Rockol

Merio: leggi qui la recensione di "Pezzi di Merio"

L'altra metà dei Fratelli Quintale, alla prova del debutto ufficiale.

Recensione del 14 ott 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Volevo scrivere mille cose ma le parole giuste al momento giusto le ho sentite sempre e solo nei film. Qui dentro ci sono morto e poi morto ancora. Per me non è un semplice disco, è una rinascita.

E ancora.

“Pezzi di Merio” nasce dall’essere cresciuto dietro al bancone e dall’affogarci davanti, da banche e da barche, da incontri con conigli bianchi e da influenze di Plutone, da party e da buchi neri, da pezzi di pane e da pezzi di Merio, il tutto ricomposto dalla direzione artistica di A. Manenti e dalla testardaggine di Mario.

Lui è Merio. Rapper. Bresciano DOC. Con Frah mette in piedi i già quasi mitologici Fratelli Quintale, ormai qualche anno fa. Messi da parte gli FQ, dal 2016 si muove come solista, prima pubblicando una serie di singoli, “Get High”, “Judas”,”Rollin’ Stone”, poi mettendosi al lavoro sul suo album d’esordio, questo nuovo “Pezzi di Merio”. Il disco conta dieci pezzi chiamati a guidare la rinascita del rapper in questa sua nuova forma, prodotti da alcuni dei collaboratori di lunga data di Merio, vedi Markino, Bosca, TrappTony e Mariobras. Dieci pezzi in cui Merio effettivamente mette tutto se stesso andando a rappare la sua vita come probabilmente mai fatto fino ad ora, alternando momenti duri e cupi, vedi l’opening programmatica “Come no”, a piccole esplosioni di luce dai contorni pop come il bel singolo “Settembre”. Ed è facile poi lasciarsi prendere dalla sincerità con cui il disco scorre, tra ballad alla maniera di Merio, “Testimoni”, sintetismi uptempo anni Ottanta dall’incedere quasi trascinato, “Tobacco” e pezzi di un amore agrodolce di periferia, vedi “Sempre” o la conclusiva “Viola”.

Cercando il modo giusto per tornare, Merio ha (ri)trovato se stesso, il suo rap. Inconfondibile. Direi finalmente. Un rap essenziale, solido e davvero sincero, quasi viscerale. Bentornato.

Il mondo è bello perché è Mario.

TRACKLIST

01. Come No (02:08)
02. Settembre (02:59)
03. Testimoni (02:58)
04. Tobacco (02:00)
05. Prendila Così (03:20)
06. Bancomat (02:51)
07. Sempre (02:47)
08. Allora Giù (02:50)
09. Plexiglas (03:00)
10. Viola (01:53)
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